“La Fede senza filtri”: disponibile la nuova puntata

Scritto il 12/06/2026
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“Posso fidarmi di chi mi guida?" è la domanda al centro del nuovo episodio del podcast del Servizio Nazionale per la pastorale giovanile.

“Posso fidarmi di chi mi guida?”. È questa la domanda al centro del nuovo episodio di La Fede senza filtri, il podcast del Servizio Nazionale per la pastorale giovanile (Snpg), disponibile su Spreaker, Spotify e Amazon Music/Audible.

Nel dialogo tra Giorgia e don Salvatore Corvino, del Snpg, vengono affrontati alcuni temi particolarmente sentiti dai giovani: la fiducia nelle figure ecclesiali, il ruolo degli educatori, il bisogno di autenticità. “La fiducia non si chiede, si guadagna col tempo, con la capacità di stare accanto senza giudicare e camminando al tuo stesso passo”, afferma don Corvino. Questo chiede di andare oltre formule e risposte preconfezionate. Molti giovani, infatti, prima ancora di chiedersi che cosa credere, si domandano se esista davvero un posto per loro e qualcuno capace di accoglierli senza giudicarli. “I giovani, quando immaginano l’educatore ideale, non cercano l’esperto senza ferite né fragilità, ma – sottolinea il sacerdote – un peccatore perdonato che cammini insieme, che sappia ascoltare e proporre mete alte. Queste sono le uniche credenziali che contano davvero”.

Lo sguardo si allarga poi alla Chiesa che, nonostante fragilità e contraddizioni, è capace di generare bene, accoglienza e speranza attraverso volti, storie e gesti concreti. Da qui la convinzione condivisa che la distanza tra giovani e Chiesa non si colma con slogan o strategie, ma attraverso relazioni autentiche e il coraggio di mettersi in cammino insieme. “La Chiesa – spiega don Corvino – non è un museo di gente perfetta. È una carovana di persone che, pur inciampando, non smettono di camminare insieme. Non guardare il fango sulle scarpe di chi cammina male, guarda dove stanno andando quelli che hanno il passo fermo. E questo perché la Chiesa ha una missione radicale: essere segno di contraddizione nel mondo, dire la Verità su Dio, sull’essere umano e sulla storia. Anche quando quella Verità non è comoda. Proprio per questo la sua bellezza non si spiega, si mostra, condividendola”.