Da 25 anni i Paesi europei uniscono le forze per salvare vite umane in caso di catastrofi nell’ambito del meccanismo di protezione civile dell’Ue. “Questo è uno dei migliori esempi di solidarietà europea in azione”, sottolineano a Bruxelles nella sede della Commissione europea.
Creato nel 2001, il meccanismo riunisce i 27 Stati membri dell’Unione e altri 10 Stati partecipanti: Albania, Bosnia-Erzegovina, Islanda, Moldova, Montenegro, Macedonia del Nord, Norvegia, Serbia, Turchia e Ucraina. Il meccanismo Ue consente “a qualsiasi Paese del mondo che si trova ad affrontare una crisi di richiedere assistenza da tutta Europa”. Dalla sua creazione, il meccanismo è stato attivato più di 900 volte in 160 Paesi, coordinando l’assistenza in risposta a incendi, inondazioni, terremoti, emergenze sanitarie e altri disastri in tutta Europa e in tutto il mondo.
Così la protezione civile europea diventa uno dei progetti meglio riusciti dell’Ue (tra quelli più noti figurano, ancora, Erasmus+ per l’istruzione e Horizon per la ricerca).La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, a questo proposito afferma: “Il nostro meccanismo di protezione civile compie 25 anni”. Un quarto di secolo “di solidarietà in azione. Più di 900 volte in tutto il mondo, l’Europa ha risposto alla richiesta di aiuto. Stiamo rafforzando la nostra preparazione in modo che l’Europa sia pronta ad agire ogniqualvolta si verifichino catastrofi”. E magari si possano anche prevedere per tempo.
Dai vigili del fuoco che combattono gli incendi boschivi e le squadre di soccorso che rispondono alle inondazioni, alle forniture mediche distribuite durante la pandemia di Covid, ai cittadini rimpatriati dalle zone di crisi, ai generatori inviati in Ucraina e ai cani da ricerca in cerca di sopravvissuti dopo i terremoti, il meccanismo “ha trasformato la solidarietà europea in azioni concrete e assistenza per le persone che affrontano diverse crisi”. Oggi questa solidarietà europea è più importante che mai. I cambiamenti climatici, ad esempio, stanno alimentando disastri naturali più frequenti e intensi.
L’importanza di tale strumento d’azione si è confermata nel 2026. Il meccanismo di protezione civile quest’anno è stato attivato 12 volte per rispondere agli incendi boschivi, sostenendo il dispiegamento di 24 aerei antincendio, 17 elicotteri e 835 vigili del fuoco. Ma è solo un esempio. Oltre alla lotta contro gli incendi, l’Ue “sta rafforzando la sua preparazione attraverso sistemi di allarme rapido, cooperazione scientifica e riserve strategiche di forniture mediche, generatori di energia e altre attrezzature essenziali”.
L’attivazione del meccanismo parte dal Centro di coordinamento della risposta alle emergenze, mobilitando l’assistenza o le competenze presenti nei Paesi europei e messe a disposizione con un coordinamento europeo. Operando 24 ore su 24, 7 giorni su 7, il Centro “garantisce un rapido dispiegamento del sostegno di emergenza e funge da polo di coordinamento tra tutti gli Stati partecipanti”, fornendo interventi di emergenza e aiuti umanitari dentro e oltre i confini Ue.
Il meccanismo aiuta anche i Paesi a prepararsi alle catastrofi prima che accadano. “Attraverso la formazione congiunta ed esercitazioni su larga scala che simulano emergenze reali, le squadre di soccorso di tutta Europa imparano a lavorare fianco a fianco prima di essere chiamate in azione”.
Protezione civile europea: la solidarietà in azione
Scritto il 31/10/2026