(Pordenone) “Un’occasione per conoscere da vicino e approfondire l’umanità di Joseph Ratzinger-Benedetto XVI”. Così mons. Roberto Tondato, vicario generale della diocesi di Concordia-Pordenone, ha definito la mostra “Ricordando Benedetto XVI. Verso il centenario della nascita”, in corso al Museo diocesano di Arte Sacra di Pordenone fino al 12 aprile. L’iniziativa è la prima, in Italia e in Europa, organizzata in vista del centenario della nascita del “papa teologo”, che cade il 16 aprile 2027, e si inserisce nelle numerose iniziative organizzate in vista di Pordenone Capitale italiana della Cultura 2027. Tramite l’esposizione, promossa dal Centro Studi Odoriciani e dall’Associazione Eventi di Pordenone con la partnership scientifica di Fondazione vaticana Joseph Ratzinger-Benedetto XVI e il patrocinio del Dicastero per la Cultura e l’Educazione, “il visitatore ha l’opportunità di entrare in confidenza con la figura, a volte vista da lontano, del grande teologo, studioso e uomo di Chiesa, attraverso gli oggetti che hanno fatto parte della sua quotidianità”, ha spiegato il vicario episcopale illustrando la mostra ad un gruppo di giornalisti di varie testate nazionali ed internazionali. Nei due piani dell’allestimento, scorrono quindi i ventitré anni da cardinale Prefetto della Dottrina della Fede nell’appartamento in Via della città Leonina e quelli del pontificato, grazie anche a ricostruzioni di ambienti domestici come il suo studio e apposite teche dedicate ai paramenti liturgici. Non manca la sua amata Baviera, con oggetti che ricordano la sua casa natale. Tra i reperti più preziosi, come emblema della sterminata produzione letteraria, anche un’edizione da lui autografata del primo volume della trilogia di Joseph Ratzinger su Gesù. “La scelta di Pordenone non è casuale”, ha spiegato Sandro Sandrin, presidente di Associazione Eventi, a proposito della mostra: “Nel 2007 presentammo con la Libreria Editrice Vaticana il primo volume della trilogia di Joseph Ratzinger dedicata a Gesù di Nazareth e fu l’avvio della nostra rassegna ‘Ascoltare Leggere Crescere’, che quest’anno giunge alla ventesima edizione”. La mostra “Ricordando Benedetto XVI”, a metà percorso, è stata finora visitata da circa un migliaio di persone ed è stata accompagnata da numerosi eventi collaterali, tra cui un “focus” particolare sulla figura di Ratzinger europeo ed europeista. L’11 aprile, a Pordenone, è in programma un concerto a Palazzo Mantica su musiche di Mozart, una delle grandi passioni di Benedetto XVI, che considerava la musica “una porta verso l’infinito”.
Verso Pordenone Capitale italiana della Cultura 2017. Si chiama “Open Patrimonio”, ed è un progetto per riscoprire – tramite mostre, visite guidate e apertura di alcune chiese – il patrimonio di arte sacra che è stato salvato e ritrovato nella chiese della diocesi di Concordia-Pordenone. A partire da quello che è il lascito di uno dei suoi artisti, il Pordenone (Giovanni Antonio de’ Sacchis), considerato il più grande pittore friulano del Rinascimento. E’ una delle iniziative messe in campo a Pordenone, nel cammino verso l’appuntamento del 2027, che vedrà la città friulana Capitale italiana della Cultura. Ad illustrarla ad un gruppo di giornalisti di varie testate nazionali ed internazionali è stato l’assessore alla Cultura del Comune di Pordenone, Alberto Parigi. Ed è proprio il Palazzo sede del Comune, affiancato dal campanile della basilica di San Marco, a fare da sfondo al logo scelto per le iniziative organizzate in vista dell’importante appuntamento, che vede una stretta collaborazione tra la diocesi e gli enti comunali anche per celebrare un anniversario che ha segnato la vita di questo territorio: i 50 anni dal terremoto del 6 maggio 1976, che ha raso al suolo Gemona, provocato quasi un migliaio di morti in un minuto e colpito duramente il Friuli, coinvolgendo oltre cento paesi nelle Province di Udine e Pordenone. Le iniziative principali si terranno quest’anno a maggio, mese dell’anniversario, e a settembre, il mese che ha fatto registrare un’altra scossa di assestamento della stessa intensità. Il 13 settembre, a Spilimbergo, è in programma una messa di commemorazione, presieduta dal vescovo di Concordia-Pordenone, mons. Giuseppe Pellegrini. “Pordenone è fuori dai fari nazionali”, ha detto l’assessore: “è uno dei motivi che ci ha spinto a sottoporre la nostra candidatura a Capitale italiana della Cultura”. In una città di 50mila abitanti, la densità e la qualità degli eventi culturali è molto alta: basti pensare ad eventi come “Pordenone legge”, al Palazzo del Fumetto, al Festival del Cinema Muto e a “Dedica Festival”, un’iniziativa letteraria – in corso proprio in questi giorni – che ogni anno dedica una settimana ad un grande autore, approfondendone la produzione tramite interviste di “addetti ai lavori” ed appuntamenti aperti al pubblico, come concerti o spettacoli teatrali nelle scuole e nelle università. “Abbiamo voluto presentare il dossier della candidatura non come un ‘eventificio’, ma come un progetto che inizia e vuole lasciare un’eredità”, ha spiegato Parigi: 46 i comuni del territorio che sono stati coinvolti, per un totale di 51 progetti, tra cui spiccano quelli di rigenerazione urbana, con un ecomuseo lungo il fiume Noncello e un polo museale in una villa veneta abbandonata. Gli abitanti di Pordenone, inoltre, avranno la possibilità di riappropriarsi di luoghi come la Casa del Mutilato, che diventerà un museo interattivo multimediale.
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