Consiglio dei ministri: approvato il Piano casa. I principali punti

Scritto il 30/04/2026
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“Se sommiamo le varie direttrici” l’obiettivo del Piano è “rendere disponibili 100mila tra alloggi popolari e alloggi a prezzi calmierati nei prossimi 10 anni” e siamo convinti che esso “possa generare un moltiplicatore su larga scala”. È la stessa Giorgia Meloni a definire “ambizioso” il Piano casa varato dal Consiglio dei ministri attraverso un decreto-legge complessivo e un disegno di legge sulla questione sfratti. Al piano “dedichiamo fino a 10 miliardi di euro”, cui si aggiungono gli investimenti privati, ha spiegato la premier. In particolare sono “circa 60mila alloggi che oggi non si possono assegnare perché non sono in condizioni tali da essere assegnati ai cittadini” e che con interventi di riqualificazione potrebbero diventare effettivamente disponibili. “Ci sono 1,7 miliardi di euro, più 4,8 miliardi al massimo, attualmente nei programmi di rigenerazione urbana, che – ha affermato Meloni – possono essere a questo scopo distribuiti ai Comuni con Dpcm dopo interlocuzioni con l’Anci”.
Il secondo pilastro del Piano casa del Governo è “un pacchetto di semplificazioni e una concentrazione delle risorse per l’housing sociale e l’emergenza abitativa in un unico strumento gestito da Invimit”. Si tratta di “oltre 3,6 miliardi di euro, risorse che vogliamo efficientare”, ha detto la premier. All’interno del fondo saranno creati comparti specifici per le singole Regioni “per garantire che le risorse vengano assegnate a quei territori”.
Per quanto il terzo pilastro, quello dei privati, la presidente del Consiglio, ha sottolineato che “quello che abbiamo immaginato è abbastanza semplice: lo Stato assicura al privato che vuole investire semplificazioni burocratiche, procedure veloci, come la nomina di un commissario straordinario per investimenti superiori a 1 miliardo di euro, che rilascia un provvedimento unico di autorizzazione. Ma in cambio il privato dovrà garantire che su 100 alloggi che costruisce che almeno 70 siano di edilizia convenzionata”. Per quest’ultima, l’ipotesi è un prezzo di vendita o di affitto scontato di almeno il 33% rispetto al costo di mercato. “Dopodiché – ha aggiunto Meloni – speriamo si possa fare anche meglio”.
Per quanto riguarda il disegno di legge, ha spiegato ancora la premier, il suo obiettivo principale è velocizzare le procedure di esecuzione in caso di occupazione degli immobili. Questo intervento servirà, tra le altre cose, per liberare le circa 22 mila case popolari attualmente occupate in modo illegittimo. Il disegno di legge dovrà, ovviamente, essere approvato dal Parlamento prima di diventare operativo.
Sul fronte della spesa energetica, il Consiglio dei ministri ha licenziato la proroga del taglio delle accise per altre tre settimane. “Lo abbiamo fatto – ha puntualizzato la premier – con una differenza rispetto al passato” perché c’è stata “una sproporzione importante fra l’aumento del gasolio e l’aumento della benzina in queste settimane: la benzina è aumentata del 6%, il gasolio del 24%” Quindi la proroga è stata concentrata soprattutto sul gasolio, confermando il taglio che era già previsto per il passato (20 cent al litro), mentre è stato diminuito quello sulla benzina fino a 5 centesimi, che corrisponde più o meno al 6% sul prezzo del carburante.

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