Don Marco Pagniello, direttore di Caritas Italiana, è stato ospite della trasmissione “L’Italia in vetrina”, che si svolge all’interno del grande spazio aperto a tutti Casa Sanremo, a pochi metri dal teatro Ariston. L’organismo pastorale Cei è per la prima volta presente al Festival della canzone italiana, evento che ha dato lo spunto per lanciare la campagna #faifiorireitalenti di Caritas Italiana. Il Fondo Nazionale Talenti, sostenuto dal nuovo progetto, è dedicato ai ragazzi tra 14 e 20 anni che sognano un percorso formativo artistico, ma non hanno le possibilità economiche per intraprenderlo.
Sostenere i sogni. “L’idea nasce da una constatazione: come sempre Caritas parte dalla realtà”, dichiara al Sir don Pagniello. “Nei nostri incontri in tutta la rete dei centri d’ascolto attraverso il Paese, ci siamo confrontati con genitori e adulti che soffrono per l’impossibilità di aiutare figli e giovani in generale a realizzare le proprie aspirazioni. Questo ci ha fatto riflettere, soprattutto riguardo il tema dello sviluppo integrale delle persone: le persone non sono soltanto bisogni, ma sogni, diritti. La costituzione di un fondo è nata da quelle esperienze e ci permetterà di restituire ai giovani il diritto di mettere a frutto i loro talenti”. Il Fondo è stato costituito e l’organismo Cei sta raccogliendo le donazioni: “Con il nuovo anno pastorale, verso agosto, speriamo di metterci alla ricerca dei talenti e, in base all’importo, saranno disponibili delle borse di studio per corsi di formazione, che si tratti di musica, danza, scrittura o qualsiasi altra forma d’arte. Ci affideremo ad esperti che svolgono l’attività nell’area di residenza dei ragazzi”. Lo scouting non è ancora stato avviato ma, in base alle richieste ricevute negli ultimi anni, sarà il sud il principale destinatario dei sostegni.
“Questo progetto vuole dare anche una risposta a una grande povertà, che è quella delle mancate opportunità per tutti. Non si tratta solo di meritocrazia, ma di non potere accedere in eguale misura alle opportunità”.
“Lo scopo è restituire un’opportunità a chi non l’ha: solitamente sono giovani che provengono da situazioni depresse oppure da famiglie che fanno fatica ad arrivare a fine mese e il talento non trova spazio per esprimersi”, spiega il direttore Caritas Italiana. Nessuno esprime la propria necessità: “I nostri volontari creano relazioni che posso diventare amicali e sono in grado di metterci al corrente”.
(Foto Marinoni/Sir)
Creare condizioni uguali. Don Pagniello sottolinea: “Al di là delle borse che assegneremo,
la più grande disuguaglianza sta nel non avere le giuste opportunità per tutti.
È questo il messaggio principale: al mondo adulto che ha possibilità, spetta la responsabilità di creare condizioni uguali per tutti, credo si tratti di una questione di giustizia sociale. Un amico parla di ‘spaccio di opportunità’: il termine ha un’accezione negativa, purtroppo: credo che ciascuno dovrebbe essere spacciatore di opportunità”. La campagna è partita anche dalle sollecitazioni dei ragazzi di YOUng Caritas, che sono parte integrante delle attività. “Anche YOUng Caritas è un’esperienza in cui mettono a frutto i loro talenti senza vincolarli: i giovani ci portano in mondi inesplorati e il Festival è uno di questi. La nostra presenza qui ha suscitato molta curiosità. Perché Caritas è a Sanremo? Per portare la voce dei poveri e ce l’hanno permesso i giovani: senza loro, non ci troveremmo qui. Frequentano il luogo da qualche anno e cercano di comunicare altro ai coetanei. Sanremo è stata una scelta per assecondarli”. I giovani operativi sono circa venti, ma condividono contenuti di ogni genere nella rete nazionale e i contatti diventano tantissimi.
“Sono il segno di una Chiesa che si mette in ascolto di tutti”.
Le Caritas sono 216, una per ogni diocesi; i servizi in rete, tra centri d’ascolto, mense, dormitori e altro, sono oltre 10 mila e “aprono le porte a chi ha bisogno. Non esclusivamente migranti o senza fissa dimora: ci sono poveri giovani, anziani. Uno dei fenomeni che ci preoccupa di più è il Neet (Not in education, employment, or training, ndr): giovani che sono fermi, non studiano, non lavorano. Anche tramite questo progetto, ci piacerebbe riattivare qualcuno di loro e offrire un’opportunità”. Don Pagniello crede fortemente in #faifiorireitalenti: ricorda che è possibile dare un contributo con donazioni sul sito di Caritas e auspica che il progetto venga divulgato e sostenuto:
Sogno da colorare. “Sarebbe bello tornare a Sanremo l’anno prossimo per raccontare cosa siamo riusciti a fare, magari per presentare qualche talento che si è messo in gioco”. Un’altra iniziativa che unisce arte e solidarietà si chiama “Un sogno da colorare” e sarà avviata a breve in collaborazione con l’associazione Coloriamo i sogni (con il supporto di Givova): “Attraverso diversi organizzatori di eventi e in accordo con grandi artisti, saranno donati biglietti di concerti a coloro che non possono permetterseli. Sarà Caritas a indicare le persone, che parteciperanno in maniera completamente riservata. Ai live sarà presente la mascotte Arcobalì, in giro per Sanremo in questi giorni, per rendere nota la disponibilità dell’artista sul palco”.
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