Nei primi giorni di questa settimana – dal 21 al 23 settembre – una delegazione della Commissione Pesca del Parlamento europeo è stata “in missione” sulla costa dell’Alto Adriatico per conoscere direttamente sul territorio le dinamiche e le problematiche del mondo della pesca. Particolarmente significativo il fatto che l’itinerario è partito proprio da Chioggia con una visita allo storico Mercato ittico all’ingrosso, il cui volume di traffico è tra i più consistenti in Italia e che proprio in questi giorni ha ripreso a funzionare a pieno ritmo anche con il prodotto locale grazie al ritorno dei pescherecci in mare dopo il fermo pesca biologico. Dopo la cordiale accoglienza al “lunch” preparato per loro, i delegati hanno potuto assistere alla classica “asta del pesce” constatando la vitalità del mercato chioggiotto, ma ascoltando e constatando anche le difficoltà in cui si dibatte il comparto, esplicitate da alcuni pescatori sul posto. Nel convegno svoltosi poi nella sala consiliare in municipio, particolarmente affollata, sullo specifico tema “La pesca nell’Alto Adriatico al centro del confronto europeo. Sfide, prospettive e futuro del comparto” si son colti chiaramente da una parte l’interesse della Comunità europea per il settore e dall’altra, appunto, le sfide che esso pone nella ricerca del difficile equilibrio tra economia e ambiente, tra le esigenze operative e la tutela della risorsa, tra le differenti spinte provenienti da soggetti attivi in altri mari, dalle caratteristiche ben diverse rispetto alle peculiarità del “nostro”.
Fondamentalmente tre le tematiche che da tempo ormai angustiano il settore, oltre all’emergenza invasiva del granchio blu ma anche agli innegabili mutamenti climatici che alterano in modo particolare l’habitat di quest’area marina. Proprio i regolamenti dell’UE e la stringente burocrazia – l’hanno ribadito senza remore di fronte ai rappresentanti istituzionali i pescatori e i rappresentanti delle categorie – costituiscono un vincolo rigido che rende sempre più difficile l’esercizio di questa impegnativa professione. Si aggiunga il caro-gasolio, già denunciato negli anni scorsi e ora arrivato alle stelle – in comunanza, purtroppo, con tutti gli altri settori economico-produttivi nella drammatica congiuntura internazionale – tanto che qualcuno teme che sia ormai meglio guardare il mare e il pesce dalla finestra piuttosto che avventurarvisi in barca, col rischio di lavorare in perdita… Contestuale o anche consequenziale a queste difficoltà è la carenza del ricambio generazionale, sia appunto per le scarse prospettive di guadagno, sia per la ritrosia nei confronti di un’occupazione che, per quanto aggiornatasi con mezzi più moderni, resta sempre tra le più onerose e faticose, quindi poco ambita dalle giovani generazioni.
Per questo al convegno chioggiotto si è chiesto di rendere più appetibile l’impresa ittica non caricandola di ulteriori vincoli che ne frenano lo sviluppo e ne precludono il futuro. Si tratta infatti di rendersi conto che la pesca con tutto l’indotto coinvolge persone e famiglie e il futuro di intere comunità quali quelle che si affacciano sulla costa del nostro mare. La delegazione ha continuato il suo apprezzabile contatto con il settore anche nella costa polesana, che ugualmente vede nella pesca una risorsa fondamentale e irrinunciabile, esse pure afflitta, com’è noto, da non pochi ostacoli, sia in mare che nelle lagune e nell’acquacoltura. Così poi nel ferrarese e in Romagna e fino ad Ancona, dove i rappresentanti del Parlamento europeo hanno visitato e incontrato istituzioni e operatori. Il rischio è – come molti ormai temono (e anche la dismissione di non poche imbarcazioni ne è una prova tangibile) – che l’obiettivo della riduzione dello “sforzo di pesca” finalizzato a tutelare doverosamente la risorsa ittica in una visione pur sanamente ecologica, si tramuti in una barriera insormontabile per chi intende ancora dedicarsi ad una delle attività primarie originarie ed essenziali dell’umanità. Anche qui è necessario procedere “cum grano salis”, ancor più azzeccato trattandosi di mare.
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