Decreto bollette, fondi per il maltempo e via libera alle pre-intese sull’autonomia differenziata

Scritto il 19/02/2026
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Il decreto bollette ma non solo. Il Consiglio di ministri ha varato una serie di provvedimenti cha spaziano dal costo dell’energia all’autonomia differenziata delle Regioni, dalle misure a sostegno delle aree colpite da eccezionali eventi meteo alla data delle prossime elezioni amministrative.
Nel decreto legge sul costo dell’energia, per quanto riguarda le famiglie le principali misure sono

il contributo aggiuntivo di 115 euro all’anno sulla bolletta elettrica per 2,7 milioni di famiglie vulnerabili

che già percepiscono il bonus sociale pari a 200 euro annui (il beneficio complessivo per queste famiglie sarà pari a 315 euro all’anno – sottolinea il comunicato di Palazzo Chigi – cifra corrispondente alla metà del costo medio annuale della bolletta elettrica)

e il contributo fino a 60 euro per 4,5 milioni di famiglie con Isee inferiore a 25.000 euro e non titolari di bonus sociali.

Il contributo, però, sarà riconosciuto su base volontaria dalle imprese venditrici di energia elettrica a copertura dei costi di acquisto dell’energia del primo bimestre utile dell’anno. Ai venditori che aderiscono al meccanismo è rilasciata una attestazione che può essere utilizzata anche a fini commerciali. Un incentivo che però non viene ulteriormente precisato.
I contributi alle imprese, arrivano a 10 mila euro di minori costi per quelle di medie dimensioni. In un video diffuso al termine della riunione del Consiglio, la premier Meloni ha annunciato anche un “meccanismo che introduce il disaccoppiamento del prezzo dell’energia elettrica da quello del gas”, attraverso “una piattaforma pubblica che consente alle aziende di aggregarsi per acquistare direttamente dai produttori l’energia, svincolandosi dal mercato attuale”. La premier è convinta che questo consentirà, “facendo leva sul mercato dei cosiddetti Ppa (Power purchase agreement, i contratti a lungo termine per la compravendita di energia elettrica), di abbassare il prezzo dell’energia anche grazie alla garanzia dello Stato”. Operazioni complesse che in parte avranno bisogno dell’autorizzazione della Ue. Le opposizioni, comunque, sostengono che numeri alla mano si tratta di contributi largamente insufficienti.

A proposito di contributi, un altro decreto-legge riguarda le Regioni Sicilia, Sardegna e Calabria, colpite dal maltempo, con particolare riferimento alla frana di Niscemi.

Il provvedimento, spiega Palazzo Chigi, “mobilita risorse per oltre 700 milioni di euro” ed è accompagnato da “una deliberazione di protezione civile che, facendo seguito allo stanziamento di 100 milioni di euro già deliberato lo scorso 29 gennaio, stanzia ulteriori 400 milioni”. Previste alcune deroghe e sospensioni fiscali per il sostegno delle imprese nelle aree colpite.
Il Consiglio dei ministri ha anche approvato gli schemi di intesa preliminare con quattro Regioni (Lombardia, Veneto, Piemonte e Liguria) che hanno chiesto di avvalersi delle norme sull’autonomia differenziata. Di tali intese la nota di Palazzo Chigi mette significativamente in evidenza i passaggi che toccano la protezione civile (con “la facoltà per il Presidente della Regione di adottare ordinanze in deroga alla disciplina statale per emergenze locali, previa autorizzazione del governo o, in casi di estrema urgenza, con successiva approvazione del Consiglio dei ministri”) e la salute (con “la possibilità di riallocare risorse derivanti da efficientamenti della spesa su altri ambiti sanitari regionali, fermo restando l’obbligo di garantire l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza e il mantenimento dell’equilibrio economico-finanziario”).
Com’è noto la materia dell’autonomia differenziata è estremamente controversa e deve anche fare i conti con le sentenze della Corte costituzionale che hanno profondamente rivisto il sistema della cosiddetta legge Calderoli. In ogni caso le pre-intese con le Regioni dovranno affrontare un percorso molto complesso anche a livello parlamentare e non è affatto scontato che tale iter possa concludersi entro questa legislatura.
Infine il ministro dell’interno ha informato il Consiglio dei ministri che le prossime elezioni amministrative si terranno il 24 e 25 maggio. La tornata coinvolgerà oltre 600 Comuni tra cui 15 capoluoghi di provincia (Venezia, Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone, Salerno).

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