Si muovono nel perimetro della giustizia. “Eroi imperfetti”, vulnerabili, a caccia della verità. Parliamo dei protagonisti di tre serie Tv in programmazione a marzo. Anzitutto Lorenzo Ligas, protagonista della serie “Avvocato Ligas”, novità su Sky con Luca Argentero: legal drama con lampi di umorismo irriverente che pedina un genio forense dalla condotta però disastrosa. Su Rai Uno “Guerrieri. La regola dell’equilibrio” con Alessandro Gassmann nel ruolo dell’avvocato Guido Guerrieri, dai romanzi di Gianrico Carofiglio: meticoloso nel lavoro, ma anche lui incerto e marcato da fragilità nel privato. Infine, su Canale 5 “Vanina. Un vicequestore a Catania”, dai romanzi di Cristina Cassar Scalia. Giusy Buscemi torna a vestire i panni del vicequestore che si distingue sul campo per grinta e talento, ma cela brucianti ferite dell’anima.
“Avvocato Ligas” (Sky, 6 marzo)
“Il mondo di Ligas è un luogo contraddittorio, dove coesistono rigore e disordine, fascino e autodistruzione. Ligas è geniale ma compulsivo, elegante ma eccessivo”. Il regista Fabio Paladini traccia bene il profilo dell’avvocato penalista milanese protagonista di “Avvocato Ligas”, novità Sky e Now dal 6 marzo. Dal romanzo di Gianluca Ferraris, sceneggiato da Federico Baccomo, la serie è prodotta da Sky Studios e Fabula Pictures. Protagonista un grintoso Luca Argentero, che smette i panni dell’eroe positivo per abitare un personaggio spigoloso, un simpatico cialtrone dal talento professionale fuori dal comune. Nel cast Marina Occhionero e Barbara Chichiarelli.
La storia. Milano, oggi. Lorenzo Ligas ha infilato un disastro dopo l’altro: lasciato dalla moglie Patrizia, non più disposta a sopportare i suoi tradimenti, viene sbattuto fuori dal noto studio legale in cui lavora. Accanto a lui resta solo una giovane praticante, Marta. Lui non si arrende e punta a casi noti, dalla forte eco mediatica, per riconquistare il titolo di principe del foro…
Ricorda un po’ lo “Sherlock” con Benedict Cumberbatch, con quel geniale talento deduttivo; ma a parte questo, il profilo caratteriale è sideralmente opposto. Ligas è un irrequieto, fedifrago sentimentale, che brilla per i suoi talenti ma vacilla pesantemente per la condotta privata. Per vincere una causa ricorrere anche a metodi discutibili; si sente capace, è ambizioso, sfodera sorrisi rampanti e arroganti. Argentero ha abbracciato questo progetto, perché desideroso di percorrere strade nuove, per sagomare eroi sbeccati, segnati da chiaroscuri ma che sanno comunque orientarsi lungo il sentiero bene-male. La serie “Avvocato Ligas” funziona per dinamica e ritmo narrativo; la regia di Paladini è adeguatamente originale. A ben vedere, solleva qualche perplessità è la caratterizzazione del protagonista, spinto verso l’eccesso al punto da essere a volte gratuito e grottesco. Complessa, problematica per dibattiti.
(Foto RAI)
“Guerrieri. La regola dell’equilibrio” (Rai Uno, 9 marzo)
“Di Guerrieri mi affascinano le sfaccettature, soprattutto difetti e fragilità”. Sono le parole di Alessandro Gassmann, che ha indossato con convinzione e trasporto i panni del protagonista nella serie Tv “Guerrieri. La regola dell’equilibrio”, su Rai Uno dal 9 marzo. Dal ciclo di romanzi di Gianrico Carofiglio, la serie è diretta da Gianluca Maria Tavarelli. Nel cast Ivana Lotito, Michele Venitucci e Lea Gavino. Targata Rai Fiction e Bartlebyfilm.
La storia. Bari, oggi. Guido Guerrieri è un brillante avvocato, instancabile in tribunale, che vacilla però sul fronte personale, soprattutto per la separazione dalla moglie Sara. Lo salvano il lavoro, una passione per la boxe e un gruppo di fidati collaboratori…
Un racconto che si gioca tra legal drama, giallo e sentimentale. Sull’ottimo tracciato di Carofiglio, della serie colpiscono di certo la caratterizzazione di Gassmann e le dinamiche di dibattimento in aula, cui la regia esperta di Tavarelli dedica ampio spazio. Guerrieri è un personaggio affascinante, ben stratificato tra professionalità, acume, misura, ironia e fragilità. Un racconto solido e ben congegnato. Un tutore della legge integerrimo ma profondamente umano, che si fa amare anche per i suoi chiaroscuri. Consigliabile, problematica, per dibattiti.
(Foto Mediaset)
“Vanina. Un vicequestore a Catania” (Canale 5, 4 marzo)
Dopo la convincente prima stagione, dal 4 marzo su Canale 5 arrivano le nuove puntate di “Vanina. Un vicequestore a Catania”, serie diretta da Davide Marengo e Riccardo Mosca, dai romanzi di Cristina Cassar Scalia. Protagonista un’ottima Giusy Buscemi con Giorgio Marchesi, Corrado Fortuna e Dajana Roncione. Una produzione Palomar e RTI.
La storia. Catania, oggi. Il vicequestore Vanina Guarrasi è sempre più sotto pressione. Dopo le minacce mafiose, è seguita passo passo dalla sua squadra. La proteggono con affetto familiare. Il suo pensiero è rivolto sempre al compagno Paolo Malfitano, magistrato in prima fila nella lotta alla malavita, che sta indagando su Salvatore Fratta…
“Vanina” è un poliziesco che corre veloce tra investigativo e pagine di sentimento. La serie funziona per la sua protagonista, ben cesellata dalla Buscemi, ma anche per i comprimari, che arricchiscono il mondo di Vanina, irradiandolo di sfumature di colore. Una serie dove brillano gli scorci siciliani, le istantanee di Catania protesa sino all’Etna. Punto di forza è Vanina Guarrasi, il ritratto di donna forte e fragile, inarrestabile sul lavoro ma vulnerabile sotto il profilo personale. Un personaggio originale e grintoso che si aggiunge alla galleria di protagoniste di successo della Tv contemporanea, tra cui Lolita Lobosco, Petra e Imma Tataranni. Eroine votate alla giustizia, trascinanti e imperfette. Consigliabile, problematica, per dibattiti.