San Giovanni Paolo II “è stato uno di quei grandi profeti mandati da Dio perché proclamino la sua misericordia e ci risveglino, richiamandoci alla conversione, mentre la sua vita e le sue parole continuano a ispirarci a rinnovare la Chiesa e il mondo e a essere discepoli e missionari”. E proprio quel richiamo, che riprende i documenti del Concilio Vaticano II ed è stato rilanciato da papa Francesco (EG, nn. 119-121), è stato scelto dai vescovi polacchi come titolo della 26ª Giornata del Papa, celebrata in tutto il Paese domenica prossima, 11 ottobre. L’accostamento delle parole “discepolo” e “missionario” ricorda il discorso ai giovani seminaristi pronunciato da Wojtyła a Częstochowa il 6 giugno 1979, nel corso del suo primo viaggio in Polonia, allora ancora governata da un regime comunista.
Nel Messaggio redatto quest’anno, i vescovi rammentano che tale accostamento è stato ripreso da Wojtyła nell’esortazione apostolica Christifideles laici e rievocato nel documento conclusivo della Conferenza di Aparecida, il cui autore principale fu proprio Jorge Mario Bergoglio. La Giornata del Papa, istituita dalla Conferenza episcopale polacca nel 2000, viene celebrata in Polonia ogni anno la domenica precedente l’anniversario dell’elezione di Wojtyła al soglio pontificio. Il suo scopo è quello di unire i fedeli in preghiera per l’attuale pontefice, approfondendo uno degli aspetti del magistero del papa polacco. Il Messaggio dei vescovi per la Giornata 2026 sottolinea che “il discepolo nasce dall’amore”, dall’esperienza personale di “Dio che ci dona il suo amore, sempre attuale e attivo, indipendentemente da quanto complicata sia la nostra vita”. “L’amore di Dio è la forza che fa del discepolo il missionario”, sottolineano i vescovi, osservando che “l’uomo moderno si fidi più dell’esperienza e dei fatti che delle teorie”, ma che “le persone che guardino in continuazione gli schermi degli smartphone e dei tablet hanno anche la capacità di accorgersi immediatamente della falsità di un messaggio”.
Il Messaggio auspica che i fedeli, nell’unione con il Pontefice e in ricordo del suo predecessore, “possano diventare il primo Vangelo letto dai vicini di casa, dagli amici e dai figli”. “La missione potrebbe consistere nel fare il segno della croce mentre siamo sul treno, nel rispetto del digiuno mentre si è in compagnia delle persone che a volte deridono tali atteggiamenti e, infine, nella testimonianza che le nostre famiglie siano ambienti dell’amore gratuito”. Rammentando che “in virtù del sacramento del battesimo, come discepoli di Cristo, tutti siamo missionari”, il Messaggio sottolinea la necessità di impegnarsi a favore di una visione cristiana dell’uomo, della famiglia, del lavoro e della comunità. “I discepoli missionari debbano ricordare l’importanza del rispetto della dignità del lavoro, lottare per l’integrità morale, per la verità, la pace, la solidarietà, la misericordia, l’amor patria e per il bene comune”.
I vescovi ricordano che “oggi il nuovo continente per le missioni è diventato Internet, i social media e la sfida dell’IA” e sottolineano che “nessuna macchina, sebbene possa citare la Bibbia e parlare di fede, sia capace di sfamare l’animo umano o sostituire l’uomo che con passione dia la sua testimonianza di Cristo”. In conclusione, del Messaggio, i vescovi rilevano l’importanza della Fondazione “Opera del Nuovo Millennio” per l’educazione dei discepoli-missionari, in quanto essa unisce alla formazione spirituale lo sviluppo personale e professionale. La Fondazione, istituita dalla Conferenza episcopale polacca nel 2000 per ricordare Giovanni Paolo II, ha come scopo statutario promuovere gli insegnamenti del pontefice e sostenere iniziative sociali, soprattutto nel campo educativo e culturale. Conformemente al richiamo a “una nuova immaginazione della misericordia”, ogni anno oltre un migliaio di borsisti, provenienti dai centri più poveri della Polonia, hanno la possibilità, grazie al sostegno della Fondazione, di proseguire l’educazione e continuare gli studi superiori.
Domenica prossima saranno proprio loro ad animare le iniziative parrocchiali volte a commemorare Karol Wojtyła e a far sì che i giovani e tutte le famiglie rendano fattuali i suoi insegnamenti. A Varsavia e a Cracovia, come a Łódź e a Poznań, ma anche nei centri minori, i giovani parteciperanno alla speciale raccolta fondi per la Fondazione, alla quale verranno devolute anche le offerte fatte dai fedeli durante le liturgie domenicali. Nelle feste in piazza, nei picnic e nei concerti, i giovani dell’Opera del Nuovo Millennio, divenuti artisti, si esibiranno davanti a un vasto pubblico, mentre i migliori tra loro prenderanno parte al grande concertone trasmesso in diretta dalla tv pubblica, al quale assisteranno anche gli esponenti delle massime autorità della Polonia. È noto che Giovanni Paolo II, parlando con i suoi collaboratori più stretti, si mostrava preoccupato per le statue e i monumenti che sarebbero stati eretti in sua memoria, invece di sostenere i giovani e le persone meno abbienti. Per lo meno in parte, l’Opera del Nuovo Millennio contribuisce a rispondere a quel suo grande desiderio di umana solidarietà e sostegno.
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