Con lo slogan “Coraggio insieme”, numerose chiese e istituzioni conventuali e culturali religiose in tutta l’Austria aprono le loro porte oggi, venerdì 29 maggio, per la 22ma edizione della “Lunga notte delle chiese”. Secondo gli organizzatori, sono previsti oltre 1.700 eventi in circa 600 chiese e altri luoghi di culto lungo il Paese. La “Lunga notte” si apre tradizionalmente con il suono delle campane delle chiese in ogni borgo e città austriaci alle 17.50. Le diocesi austriache, così come la Chiesa cattolica dell’Alto Adige (diocesi di Bolzano-Brexen), aderiscono all’iniziativa, ad eccezione della diocesi di Feldkirch, che quest’anno non partecipa per motivi organizzativi. Negli ultimi anni, questo importante evento ha costantemente attirato circa 300mila visitatori in tutta la nazione. Gli organizzatori prevedono un numero simile anche quest’anno. Tutti gli eventi sono gratuiti.
Seminare e far crescere la speranza. Secondo mons. Josef Marketz, vescovo di Gurk-Klagenfurt in Carinzia, è molto potente nella “Notte delle chiese”, la dimensione del coraggio che “unisce le persone e permette alla speranza di crescere”. In un periodo segnato da sfide, la “Lunga notte” invita le persone a vivere la comunità, a fermarsi per riflettere e a trarre nuova fiducia: “Le nostre chiese diventano luoghi di incontro, cultura e fede. Liturgia e musica, arte e silenzio, conversazione e celebrazione comunitaria creano uno spazio in cui il coraggio può crescere: coraggio di credere, coraggio di sperare e coraggio di stare insieme”, ha affermato Marketz.
(Foto “Lunga notte delle chiese”)
Anche il sovrintendente protestante carinziano Andrea Mattioli evidenzia come la “Lunga notte delle chiese” è una buona opportunità “per riscoprire luoghi familiari, per vivere spazi altrimenti nascosti che si aprono, per conversare, cantare, celebrare, e anche per entrare nel silenzio”. Mattioli invita tutti “ad avvicinarsi coraggiosamente gli uni agli altri e a dialogare con Dio e con il mondo, affinché possano poi uscire da questa notte e affrontare un nuovo giorno, incoraggiati”.
“Dove c’è Dio c’è nuova vita”. In un breve videomessaggio, la vescova protestante Cornelia Richter della Chiesa evangelica luterana di confessione augustana, ha affrontato la questione di cosa le dia coraggio e speranza nella visione della “Lunga notte delle chiese”: “Dove Dio è presente, c’è anche nuova vita; dove Dio è coinvolto, le cose vanno avanti! Con tutta la forza necessaria per avere fiducia e perseverare”, ha affermato la vescova Richter. E nel suo videomessaggio, l’arcivescovo di Vienna, mons. Josef Grünwild, presidente della Conferenza episcopale austriaca, ha evidenziato come “ciò che non posso cambiare su larga scala, non dovrei tralasciare di provarci su piccola scala”, in quanto ognuno ha l’opportunità “di fare qualcosa, di fare la differenza e di apportare un cambiamento positivo”. Questa convinzione infonde coraggio per l’arcivescovo perché “il mio contributo conta, anche se piccolo”.
Incontri e dibattiti in diverse sedi. Le chiese desiderano mostrare non solo la loro diversità spirituale, ma anche il loro impegno sociale, come ha dichiarato Markus Porries, coordinatore per l’Austria della “Lunga notte”, all’agenzia di stampa cattolica austriaca Kathpress. Le chiese sono “luoghi di incontro, solidarietà, cultura e speranza”. Quest’anno, gli organizzatori desiderano mettere in evidenza una nuova collaborazione: in cooperazione con l’iniziativa della società civile “Austria delle tavole rotonde e quadrate”, verranno ospitati una serie di dibattiti in diverse sedi: “Questi eventi mirano a favorire il dialogo con persone molto diverse tra loro”, ha spiegato Porries. Un esempio emblematico è quello che si terrà al Palazzo arcivescovile di Vienna con l’arcivescovo Josef Grünwidl, la vescova protestante Cornelia Richter e altri partecipanti del mondo religioso e civile.
La natura poliedrica della Chiesa. “La lunga notte delle chiese – si legge nel sito ufficiale www.langenachtderkirchen.at – si propone di mettere in luce la natura poliedrica della Chiesa e, al contempo, di incoraggiare la riflessione sui temi più scottanti (anche interni) che riguardano e influenzano le persone. Questo obiettivo viene raggiunto principalmente attraverso un approccio autocritico e introspettivo: in che modo la Chiesa, le comunità cristiane e religiose, possono contribuire a plasmare le principali questioni del nostro tempo? In un mondo pieno di sfide, la nostra unione è più importante che mai. Celebrate con noi la forza della comunità, ricaricate il vostro coraggio e condividete momenti di ispirazione”. Nei 22 anni di esperienza austriaca, “La lunga notte delle chiese” si è sempre confermata e caratterizzata non solo come un evento spirituale e ecumenico, ma anche come una “dichiarazione culturale e sociale: testimonia sempre che grazie alla diversità delle persone, alla loro creatività e ricerca di dialogo, la fede non è polverosa o esclusiva. In questo modo, una serata in chiesa diventa un’esperienza toccante per migliaia di persone, curiose, aperte e piene di speranza”.
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