La diocesi di Rossano-Cariati è in festa. Oggi, 12 agosto, vivrà uno dei momenti più identitari e attesi dell’anno: la Festa diocesana dell’Achiropita, dedicata alla Vergine “dipinta non da mano d’uomo”, custode della storia e della fede della comunità. È una ricorrenza che non si limita a celebrare un’antica icona bizantina, ma rinnova un legame che attraversa i secoli e coinvolge le famiglie del Rossanese e non solo.
Il tema scelto dall’arcivescovo, mons. Maurizio Aloise – “Maria, Madre della Magnifica Humanitas. Nel Magnificat la dignità dell’uomo e della donna trova la sua speranza” – ha orientato l’intero percorso celebrativo, invitando la diocesi a riscoprire nella figura della Madre un modello di umanità piena, capace di custodire la dignità e la bellezza dell’uomo e della donna in un tempo segnato da fragilità e trasformazioni sociali.
Oggi alle 18, nella Cattedrale Maria Santissima Achiropita, che custodisce l’antico affresco bizantino della Madonna, si terrà la solenne concelebrazione eucaristica presieduta da mons. Giuseppe Satriano, già arcivescovo della diocesi e oggi pastore a Bari-Bitonto, alla presenza dei presbiteri, dei fedeli provenienti da tutte le parrocchie e dei sindaci dei 18 Comuni del territorio diocesano. Sarà un momento corale, nel quale la comunità si ritrova attorno alla Madre, riconoscendo nell’Achiropita non solo un simbolo d’arte e storia sacra, ma – come sottolinea la diocesi – “la presenza viva ed empatica di una Madre protettrice”.
La festa dell’Achiropita è, per Rossano-Cariati, un vero punto d’incontro del cuore. Da secoli lo sguardo della Vergine accompagna la vita del popolo: le speranze, le sofferenze, le gioie, le preghiere che si tramandano di generazione in generazione. In ogni casa, in ogni famiglia, l’effigie dell’Achiropita è un riferimento affettivo e spirituale, un’immagine che rassicura e richiama appartenenza. La festa del 12 agosto diviene così un momento in cui la comunità “si ritrova affratellata per testimoniare una fede che si tramanda immutata nel tempo”.
Foto Diocesi Rossano-Cariati
Particolarmente significativo è il ritorno degli emigrati, che ogni anno rientrano nei luoghi d’origine per ritrovare la Madre che li ha accompagnati anche oltre oceano.
Il 2026 è un anno particolarmente importante anche per la storia dell’Achiropita fuori dai confini italiani. Il 30 agosto, infatti, l’arcivescovo, mons. Aloise sarà a San Paolo del Brasile per partecipare alla chiusura della centesima Festa di Nossa Senhora Achiropita, celebrata nel quartiere Bixiga-Bela Vista, dove il culto e la devozione alla Madonna Achiropita hanno trovato ampio spazio, conservando “forte e fermo il ricordo ed il legame con la patria di origine anche nelle seconde e terze generazioni di figli”, come ha scritto lo storico mons. Luigi Renzo nel volume “L’Achiropita di Rossano. Le sue suggestioni” (conSenso Editore). Qui, nel 1926, gli emigrati calabresi portarono con sé l’immagine della Vergine, già venerata fin dal 1908 nell’altare domestico della famiglia Falcone. Da quella piccola casa di Rua Treze de Maio nacque una devozione che, nel corso del Novecento, ha dato vita a una parrocchia, a una festa popolare tra le più partecipate del Brasile e a un’identità comunitaria che unisce fede e cultura oltre al legame identitario. La presenza di mons. Aloise alla celebrazione del centenario non è solo un gesto di fraternità ecclesiale, ma un ritorno alle radici di una storia che ha attraversato l’oceano. La festa brasiliana, con le sue processioni, le sue tradizioni popolari e le sue opere sociali, testimonia come la devozione abbia trovato nuova vita in un contesto diverso, diventando parte integrante dell’identità di un intero quartiere e di migliaia di fedeli.
La celebrazione di domani è parte, quindi, di una storia più ampia, che unisce Calabria e Brasile, e non solo. L’Achiropita è un ponte spirituale che attraversa i confini, una Madre che accompagna i suoi figli ovunque si trovino, come accade anche in Argentina, nel quartiere Boca di Buenos Aires, dove il culto e la festa della Madonna Achiropita sono molto diffusi, popolari e familiari, celebrati il 15 agosto. A dimostrazione che la fede, quando è autentica, genera comunità, custodisce memoria e crea legami che abbattono tempo e distanze.
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