Una umanità capace di splendere, fin dalla sua origine, ossia dall’attesa e dalla cura della vita nascente, che richiama immediatamente la prima enciclica di Papa Leone XIV, Magnifica Humanitas, in cui il Pontefice auspica che “il mondo possa riconoscere ancora una volta, nel cuore dell’essere umano, il luogo dove Dio desidera abitare”. Prende anima da questi intenti il Congresso Internazionale previsto dal 16 al 18 ottobre 2026 presso l’Auditorium della sede di Roma dell’Università Cattolica del Sacro Cuore (Largo Francesco Vito, 1) sul tema “Lo splendore dell’umano: custodire la fertilità, curare l’infertilità”. Tre giornate ritmate da numerosi panel di alto livello scientifico e di carattere interdisciplinare, pensate per celebrare il 25° anniversario dell’Istituto Scientifico Internazionale Paolo VI (ISI) di ricerca sulla fertilità ed infertilità umana per una procreazione responsabile (2001-2026) e del 50° del Centro per la Regolazione Naturale della Fertilità (1976-2026), facendo memoria storica e guardando in prospettiva, anche sul piano della ricerca clinica, passando per il patrimonio più prezioso: la testimonianza umana di chi, dai professionisti del mondo sanitario alle coppie, la vita la promuove, la genera e la preserva, a partire dal concepimento. A promuovere l’iniziativa, assieme alla Fondazione ISI-Paolo VI, all’UCSC, all’Istituto Toniolo e alla Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS, anche la Fondazione Paolo VI per la Cultura Cattolica in Italia, il Centro di Bioetica e Scienze della Vita e il Centro Pastorale dell’Ateneo.
I lavori congressuali si apriranno la mattina del venerdì con la celebrazione eucaristica presieduta dal card. Matteo Zuppi, presidente della Cei, nella chiesa romana di Santo Spirito in Sassia e, a seguire, l’udienza concessa dal Papa in Vaticano: nel pomeriggio, il congresso prenderà ufficialmente il via con la prolusione del card. Pietro Parolin, Segretario di Stato. Il programma si snoda in quattro sessioni, cadenzate dagli interventi di esperti relatori e finalizzate ad approfondire gli aspetti antropologici e scientifici legati alla conoscenza della fertilità e alla cura dell’infertilità, ossia: La trasmissione della vita tra società e scienza; La roadmap della fertilità di coppia; Salute preconcezionale e prevenzione dell’infertilità; Custodire l’umano tra ipertecnologia e cultura dello scarto. “Siamo di fronte ad una cultura del dominio dell’uomo sull’uomo – spiega mons. Claudio Giuliodori, presidente della Fondazione ISI e assistente ecclesiastico generale dell’Università Cattolica del Sacro Cuore – che si manifesta in modo particolare nei processi manipolazione artificiale della generazione della vita umana. L’ISI-Paolo VI vuole offrire alle coppie la possibilità di un approccio di alto valore scientifico e nello stesso tempo rispettoso dei valori squisitamente umani della procreazione”.
In occasione dell’evento sarà lanciato il nuovo sito ISI e si terrà una serata-spettacolo nella giornata del sabato, in cui attraverso frammenti di musica e parole verrà valorizzato il senso dell’esistenza umana in tutta la sua interezza la quale, di fronte alle sfide poste dall’IA, non potrà mai prescindere dal fatto che, come ricordato dallo stesso Pontefice “il vero progresso nasce sempre da un cuore aperto all’altro, da un’intelligenza disponibile all’ascolto, da una volontà che cerca ciò che unisce più che ciò che separa” (MH, 15).
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