Pace. Un’unica rete di fraternità sotto lo sguardo di San Nicola: la preghiera ecumenica e la consegna del Patto

Scritto il 01/08/2026
da

Adagiati su una rete indissolubile — che evoca quella ricolma di pesci tirata su da Pietro nel lago di Tiberiade — tre cestini, uno per ciascuna chiesa: la Chiesa Cattolica, la Chiesa Evangelica Valdese e la Chiesa Ortodossa. Si presentano così, sull’altare della Basilica di San Nicola a Bari, i segni visibili di una comunione profonda durante la solenne preghiera ecumenica. Nel cuore del capoluogo pugliese, nella dimora del Santo simbolo per eccellenza dell’unità tra Oriente e Occidente, si è vissuto un momento di straordinaria densità spirituale ed ecclesiale. Essere rete, oggi, non significa costruire una struttura che imprigiona o blocca, ma intessere una trama fatta di fili diversi, capaci di interloquire, accogliere e ricevere. Una rete che protegge, che abbraccia e che unisce nelle diversità, ha precisato Luca Anziani, pastore valdese, sottolineando con forza la necessità di un ecumenismo autentico: “Non possiamo essere ecumenici in modo tiepido, specialmente in un tempo in cui il patto pubblico viene deriso, calpestato e cancellato”. A fargli eco, Padre Mihai Driga, della Chiesa Ortodossa Rumena, che ha posato lo sguardo sull’importanza del dialogo fraterno e dell’umiltà spirituale: “Sentiamo il desiderio profondo di conoscere il fratello che ci sta accanto, perché rappresenta una ricchezza. È fondamentale invocare con una sola voce Dio, per rinunciare all’orgoglio che ci impedisce di assaporare la cultura del dialogo e del rispetto reciproco”. Per una “Chiesa che non è condominio”, come affermato dal cardinale Matteo Zuppi che ha presieduto la preghiera, “ma una cosa sola perché solo l’insieme difende le diversità”.

Il Patto e l’impegno dei territori. La preghiera ecumenica ha fatto da cornice a un gesto solenne: la consegna del Patto, uno storico accordo firmato a Bari il 23 gennaio 2026, ai rappresentanti di Azione Cattolica. Un documento che rappresenta il frutto prezioso di un percorso di dialogo durato ben tre anni, costellato di intensi colloqui spirituali tra le diverse Chiese, unite dal comune impegno a riconoscersi come “Chiese sorelle” in un contesto globale segnato da profonde divisioni. “Nel consegnare questo patto,  – ha detto il presidente nazionale di Azione Cattolica, Giuseppe Notarstefano – affidiamo alle nostre associazioni diocesane un impegno concreto: trasformare le parole in gesti, il dialogo in relazioni, la fraternità in percorsi condivisi nei territori”. Un compito che l’Azione Cattolica accoglie con responsabilità e gioia, impegnandosi in prima linea per promuovere la cultura dell’incontro, la collaborazione tra i cristiani e la costruzione di una società più giusta e riconciliata. “In un periodo in cui dialogare sembra essere veramente difficile, il fatto che l’associazione continui a promuovere questi incontri di condivisione è veramente importante – ha detto Lia, della Diocesi di Cerreto Sannita – Telese – Sant’Agata de’ Goti, che ha vissuto con “profonda emozione” il momento di consegna del Patto. – Stiamo vivendo un periodo delicato ed è giusto imparare a riconoscersi di più tutti come fratelli”.

Ampliare gli orizzonti. L’incontro ecumenico si è inserito nel programma di “Orizzonti Mediterranei”, l’appuntamento nazionale che ha riunito a Bari le presidenze diocesane e le delegazioni regionali dell’Azione Cattolica. Un evento unitario straordinario che ha visto allo stesso tavolo rappresentanti di ogni età — adulti, giovani e ragazzi — accomunati dallo stesso cammino associativo. “È significativo vivere questo momento nella città di Bari e nella chiesa di San Nicola: dà un valore aggiunto alla bellezza e all’importanza di questa esperienza”, ha detto Marilena della Segreteria Centrale dell’ACR. “In questo tipo di eventi ci si ritrova tra amici o si conoscono nuove persone che condividono la stessa strada, sia nelle grandi città sia nei piccoli paesi. Il momento di preghiera è stato molto bello e significativo perché, in un contesto in cui già viviamo la ricchezza di mettere insieme punti di vista diversi della nostra associazione, abbiamo ampliato ancora di più lo sguardo e l’orizzonte, avvicinandoci alle nostre Chiese sorelle e riscoprendo il senso di una grande famiglia che vive il suo cammino di fede”. Prima del momento di preghiera ecumenica, la giornata aveva già offerto un intenso spazio di confronto tra realtà provenienti da tutta Italia. Partecipanti di differenti età e servizi si sono trovati insieme “con l’obiettivo fondamentale di ascoltarsi, mettere in comune idee e riflettere su temi condivisi, lontani dalla logica dei grandi proclami”, come ha sottolineato Simone, della Diocesi di Genova: “L’invito che ci portiamo a casa è quello di alzare lo sguardo e guardare oltre le proprie realtà territoriali. Il momento ecumenico vissuto insieme ci fa sentire davvero fratelli all’interno di un’unità più ampia”.

The post Pace. Un’unica rete di fraternità sotto lo sguardo di San Nicola: la preghiera ecumenica e la consegna del Patto first appeared on AgenSIR.