Violenza sulle donne. “La Crisalide in Rete”: “Con ‘Trame di Rinascita’ formazione, artigianato e lavoro per favorire empowerment e autonomia”

Scritto il 11/07/2026
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“Trasformare la tutela in percorsi concreti di autonomia, lavoro e ricostruzione personale. Una donna che ha vissuto la violenza non deve essere definita per sempre da ciò che ha subìto, ma deve poter ritrovare fiducia e indipendenza”. Così Walter Rizzetto, presidente della commissione Lavoro della Camera, ha presentato il progetto “Trame di Rinascita”, a cura della Fondazione “La Crisalide in Rete”, il 1° luglio, alla Camera dei deputati, a Roma.

(Foto Liskevych Vitaliya)

Il progetto nasce dall’esperienza maturata dalla Fondazione, nata nel 2019 a Montecorvino Pugliano (Salerno), nel lavoro quotidiano a fianco delle donne vittime di violenza; nel corso degli anni “La Crisalide in Rete” ha avviato e consolidato una rete di centri antiviolenza, sportelli sociali e case rifugio attivi 24 ore su 24 in Campania, Puglia e Lazio, garantendo accoglienza e protezione in luoghi sicuri e riservati.L’obiettivo di “Trame di Rinascita” è favorire percorsi di inclusione socio-lavorativa attraverso un modello innovativo che unisce accoglienza, formazione qualificata e avvicinamento al mercato del lavoro, con un focus sulla sartoria, sul valore del Made in Italy e sui saperi artigianali del territorio.“Abbiamo rilevato che l’autonomia economica rappresenta la condizione imprescindibile per una fuoriuscita definitiva dalla relazione abusiva e come la violenza economica costituisca una delle principali cause di ricaduta nelle situazioni di abuso”, ha spiegato Roberta Bolettieri, presidente della Fondazione “La Crisalide in Rete”. Da questa consapevolezza nasce un modello innovativo che unisce tutela, formazione e lavoro.

Il progetto promuove la costituzione di una sartoria sociale composta da donne vittime di violenza, trasformando l’artigianato in uno strumento concreto di emancipazione, professionalizzazione e rinascita.

Attraverso questo approccio, le beneficiarie acquisiranno competenze qualificate e opportunità reali di inserimento lavorativo, ponendo le basi per un’autonomia stabile e duratura.

Il percorso prevede l’accoglienza in una casa protetta semiresidenziale, riconoscendo nell’autonomia abitativa un primo passaggio fondamentale verso l’indipendenza. A questo si affianca una formazione specialistica di 250 ore in sartoria, modellistica, cartamodelli, tecniche di tintura naturale e produzione di accessori artigianali, finalizzata all’acquisizione di competenze certificate e subito spendibili nel mercato del lavoro. La seconda fase sarà dedicata all’orientamento professionale, con attività di bilancio delle competenze e accompagnamento nella ricerca attiva di un impiego, con particolare attenzione alle opportunità offerte dal settore del Made in Italy.Concluso il percorso formativo, le beneficiarie saranno accompagnate nella fase di inserimento lavorativo attraverso tirocini che si svolgeranno presso aziende del comparto tessile e dell’artigianato italiano di eccellenza, con l’obiettivo di costruire opportunità concrete e stabili.

Il progetto prevede inoltre una prima opportunità di impiego qualificato per 10 beneficiarie, che saranno coinvolte dagli enti associati alla Fondazione nella gestione e nella conduzione dei laboratori, garantendo così un’esperienza lavorativa retribuita già nelle fasi iniziali del percorso. “Progetti come Trame di Rinascita dimostrano che l’empowerment non è uno slogan, ma un processo: formazione, competenze, lavoro.

Ogni donna che entra in un laboratorio, che impara un mestiere, che ritrova la propria voce professionale, compie un atto di autodeterminazione.

E noi abbiamo il dovere di sostenerlo con strumenti solidi, non con parole di circostanza”, ha aggiunto Balottieri. “La violenza contro le donne si previene e si combatte anche rendendole consapevoli del loro valore, del loro talento, consentendo di esprimerlo in un’attività d’impresa e liberandole così da soggezione psicologica e condizionamenti di tipo economico”, ha sottolineato, in un messaggio, il presidente di Confartigianato Marco Granelli.

La fase pilota di “Trame di Rinascita” partirà quest’estate in Campania, con il primo laboratorio di sartoria nel Comune di Contursi Terme, in provincia di Salerno.Nella fase iniziale parteciperanno cinque donne ospiti delle case rifugio del territorio, già seguite dai tre centri antiviolenza e dalle strutture convenzionate. Il progetto sarà ampliato ad altri Comuni campani, fino a coinvolgerne otto nella prima fase di sviluppo. Si estenderà poi al Lazio e, successivamente, ad altre regioni italiane. L’obiettivo è raggiungere dieci regioni e arrivare complessivamente a 50 beneficiarie a livello nazionale.

La scelta di avviare il primo laboratorio a Contursi Terme, nell’Ambito sociale del Consorzio Sele Inclusione, risponde alla volontà di partire da un territorio in cui sono già presenti reti istituzionali consolidate, un forte radicamento locale e un tessuto associativo capace di sostenere la crescita del progetto. “La sartoria, il Made in Italy, la tradizione artigiana del nostro Paese non sono solo eccellenze economiche: sono un patrimonio culturale che diventa possibilità di rinascita”, ha detto Antonio Briscione, sindaco di Contursi Terme.
Singer Italia, azienda produttrice di macchine da cucire, ha fornito i macchinari professionali destinati ai laboratori di sartoria, contribuendo in modo concreto alla realizzazione del percorso formativo.L’intero intervento sarà sostenuto da un’équipe multidisciplinare composta da psicologhe, educatrici sanitarie, avvocate e sociologhe, che accompagneranno le donne lungo tutto il percorso, assicurando continuità nel sostegno psicologico, nella tutela legale e nel rafforzamento dell’autonomia personale.

Un elemento distintivo di “Trame di Rinascita” è la scelta di collegare la formazione alle tradizioni artigianali tessili del territorio campano e meridionale: un patrimonio culturale e produttivo di grande valore, che il progetto contribuisce a preservare. “Per sostenere fattivamente questo percorso sarà sottoscritto un protocollo di intesa per favorire l’associazione delle imprese artigiane avviate dalle donne beneficiarie del progetto e potenziare la rete territoriale delle imprese”, ha dichiarato Barbara Lunelli, componente della Giunta “Movimento Donna Impresa” di Confartigianato.

Le beneficiarie che completeranno il percorso potranno inoltre essere coinvolte come tutor e figure di riferimento per le nuove partecipanti, contribuendo a costruire una rete di prossimità, accompagnamento e mentoring tra donne che hanno condiviso un cammino di autonomia e rinascita.Per Rizzetto, “questo progetto ha il merito di tenere insieme protezione, formazione certificata e inserimento socio-lavorativo, dimostrando come sartoria e artigianato italiano possano diventare strumenti di riscatto e dignità. Quando istituzioni, imprese, Terzo settore e mondo della formazione costruiscono insieme percorsi virtuosi, la risposta alla violenza diventa una leva potente di rinascita sia personale che collettiva: un investimento sulla comunità capace di rendere l’intera società più coesa, responsabile e giusta”.

Valeria Giaccari, vice-presidente di Assolavoro, ha sottolineato: “Nelle questioni di violenza di genere spesso si sottovaluta l’aspetto economico, che invece è centrale.

Restituire autonomia economica a una donna vittima di violenza significa restituirle la possibilità di scegliere il proprio futuro.

Per questo con il rinnovo del nostro Ccnl di settore abbiamo deciso di fare un passo in più in questa direzione, introducendo una prestazione economica dedicata specificamente alle lavoratrici vittime di violenza, insieme a misure che rafforzano la tutela della maternità, della salute e della continuità occupazionale. È una scelta che nasce dalla consapevolezza che il lavoro non è soltanto occupazione, ma uno strumento di inclusione, emancipazione e libertà”.

La sostenibilità economica di “Trame di Rinascita” si fonda su un modello misto, che integra risorse pubbliche, private e attività produttive. Il progetto potrà contare sul cofinanziamento europeo nell’ambito di Nora – ActionAid, dedicato ai diritti e all’autonomia delle donne sopravvissute alla violenza, sulla partecipazione a bandi regionali, nazionali ed europei, tra cui Fse+, Pnrr e bandi Dpcm antiviolenza, e sulla valorizzazione dei manufatti artigianali realizzati nei laboratori. A queste fonti si affiancheranno partnership con aziende del Made in Italy, finalizzate ad attivare tirocini cofinanziati e possibili commesse di produzione, insieme ad attività di raccolta fondi e campagne di sensibilizzazione rivolte anche alle comunità locali.

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