Le Chiese tedesche hanno accolto con grande preoccupazione la vittoria di Alternativa per la Germania (AfD), alle elezioni del Land Sassonia-Anhalt, di ieri, con l’affermazione al 43,8% dei suffragi ottenuta dal partito populista di estrema destra, che con questo risultato ha quasi raggiunto la maggioranza assoluta nel parlamento regionale. Il risultato, accompagnato dal tracollo della Unione cristiano democratica (Cdu), che ha perso il ben 25 seggi, apre scenari complicati dal punto di vista politico sia per la creazione di un nuovo governo del Land, sia in vista delle prossime elezioni in altre due realtà locali della ex Germania dell’Est, il Meclemburgo-Pomerania Anteriore e il Berlinese, dove le lezioni si svolgeranno nelle prossime settimane: con sondaggi che rischiano di essere stravolti dal
successo elettorale del candidato di AfD Ulrich Siegmund, che, al netto dei 39 seggi conquistati nel parlamentino sassone, non ha comunque i margini per creare un governo monocolore e deve impostare difficili trattative con gli altri partiti.
In Sassonia-Anhalt vivono circa 300.000 cristiani, tra protestanti e cattolici, di cui 235.000 protestanti e 66.000 cattolici. La popolazione complessiva è poco meno di 2 milioni e duecentomila residenti, al censimento del 2022. È, a tutti gli effetti, uno dei Lander della diaspora cristiana in Germania, dopo l’unificazione del Paese nel 1990.
“Lo Stato è diviso.
La nostra preoccupazione è per la pace sociale e la convivenza pacifica dei cittadini
nel nostro Stato”, hanno dichiarato oggi, in una nota congiunta la diocesi di Magdeburgo, la Chiesa evangelica della Germania centrale (Ekm) e la Chiesa evangelica dell’Anhalt. “La nostra preoccupazione si estende anche alle conseguenze annunciate dall’AfD che il risultato elettorale avrà sulla cultura e l’istruzione, il lavoro comunitario e il volontariato, i servizi sociali, le organizzazioni caritative e le chiese, nonché sulla sicurezza interna ed esterna”, si legge nel comunicato: “Come Chiese, abbiamo una lunga storia di resilienza; siamo sopravvissuti a dittature e oppressioni, guerre e crisi, e continueremo ad aprire le nostre porte a tutte le persone che cercano protezione e pace, guarigione e guida nella presenza di Dio”. Il vescovo di Magdeburgo, mons. Gerhard Feige, rivolge un appello diretto all’AfD: “Facciamo appello ai vincitori delle elezioni affinché rispettino pienamente la Costituzione del nostro Paese, come la Legge fondamentale, e difendano la dignità di tutte le persone”. “Chiunque voglia assumersi una responsabilità di governo si assume anche la responsabilità di tutti i cittadini del Paese”.
La presidente della Caritas tedesca, Eva Welskop-Deffaa, esprime la sua preoccupazione per i risultatidel voto nel Land dell’ex Germania dell’Est: “L’esito delle elezioni statali in Sassonia-Anhalt dimostra in modo lampante quante persone auspichino un sistema politico che protegga loro e le loro vite dai cambiamenti. L’AfD è riuscita a dare un volto a questa speranza. È riuscita a conquistare proprio coloro che in precedenza si astenevano dal voto perché credevano che il futuro del Paese fosse in buone mani. Oggi
la necessità di cambiamento è troppo impellente per poterla ignorare.
E come Caritas, sappiamo che il cambiamento non avviene da solo. Un Paese senza immigrazione, senza sforzi per la tutela del clima e senza riforme del welfare non ha futuro. Caritas è necessaria ora più che mai per rafforzare la fiducia nel cambiamento all’interno del Paese attraverso il nostro lavoro e per difendere la democrazia con l’impegno di molti”.
In un editoriale sul portale della Chiesa cattolica tedesca, www.katholische.de , don Dirk Birgener, presidente di Missio-Aachen, ha analizzato a caldo i risultati elettorali in Sassonia Anhalt, con la vittoria eclatante del partito populista di estrema destra Alternativa per la Germania (AfD). Birgener ha evidenziato che durante la campagna elettorale “non sono mancati avvertimenti e valide argomentazioni in anticipo. La diocesi di Magdeburgo ha condotto una ampia campagna elettorale, promuovendo valori come la carità, la solidarietà e la dignità umana. Il fatto che tutti questi sforzi non siano riusciti a impedire la vittoria elettorale dell’AfD può avere molte ragioni. Un fattore certo è la posizione di minoranza della Chiesa cattolica nella Germania dell’Est. Ciononostante, tutti coloro che si sono dedicati a questa causa e hanno sopportato una notevole ostilità meritano riconoscimento e gratitudine. Non ultimo tra questi, il vescovo di Magdeburgo, mons. Gerhard Feige, che, con il suo modo di fare autentico e chiaro, ha offerto una guida a molti”. Per Birgener,
“una possibile spiegazione del risultato elettorale è che le persone si sentono abbandonate. Lo Stato, i partiti politici, i settori chiave dei servizi pubblici e l’impegno civico sono spesso percepiti come assenti. Per la Chiesa in Germania, ciò solleva la questione generale del suo ruolo in situazioni simili”.
Nell’editoriale, Birgener sottolinea che “può sembrare paradossale: proprio in tempi di chiusure di chiese, tagli al bilancio e allontanamento, si avverte la necessità di una presenza più forte. I processi strutturali e i loro promotori tendono spesso a pensare dall’alto verso il basso. Ma i veri esperti sono sul campo. È lì che si comprende se le riforme valgono la pena. L’aspetto cruciale è se possa emergere una chiesa presente nella vita quotidiana, che promuova la vicinanza, affronti le tematiche che stanno a cuore alle persone e le sostenga nel vivere la propria fede a modo loro. Bisogna evitare tutto ciò che è artificiale; tutto ciò che è vitale e collaudato nella pratica va incoraggiato”. Una lezione che si può trarre da questo risultato elettorale, per il presidente di Missio Aachen “è che gli uffici diocesani, le associazioni, le organizzazioni di aiuto e le istituzioni ecclesiastiche devono esaminare le proprie azioni per determinare se siano veramente “radicali” nel senso originale del termine: che partono dalla radice, dal basso. La questione cruciale è come la Chiesa possa essere presente e utile a livello locale e come questo impegno possa essere meglio promosso”.
Il vescovo protestante della Chiesa evangelica della Germania centrale, il pastore Friedrich Kramer, ha promesso il suo sostegno a coloro che sono preoccupati per un governo AfD: “Anche dopo le elezioni, noi Chiese restiamo fermamente al fianco di coloro che osservano con attenzione le politiche dell’AfD”, ha affermato Kramer. “Insieme a tutti i cittadini impegnati, continueremo a difendere la dignità umana di ogni individuo, l’amore per il prossimo e una società basata sulla solidarietà”. In vista delle elezioni statali, le Chiese avevano lanciato avvertimenti urgenti sulle conseguenze di un governo AfD e sul nazionalismo etnico del partito. Tra le altre iniziative, avevano promosso le campagne “Vota consapevolmente” e “Cuore invece di odio”. Il partito di estrema destra AfD, è saldamente radicato nel Land Sassonia-Anhalt, e Kramer ha reagito con rammarico al successo elettorale con questi risultati di così grande risposta popolare: “Dovremo affrontare questo risultato. Dimostra chiaramente che una profonda spaccatura attraversa la società”, ha dichiarato domenica sera, durante il programma di informazione ARD “Brennpunkt”. Per il vescovo evangelico formare un governo ora sarà difficile, ma la richiesta che arriva dalle Chiese è che qualsiasi futuro governo tuteli la dignità umana, lo stato di diritto e le minoranze. Ora è importante capire come ritrovare l’unità: “Sarà difficile. E allo stesso tempo, potrebbe anche essere più facile una volta che l’agitazione iniziale si sarà un po’ placata”. Kramer ha aggiunto: “Preghiamo anche per i nostri nemici”.
Il presidente della Chiesa evangelica di Anhalt, il pastore Karsten Georg Wolkenhauer, ha, a sua volta, ribadito il futuro ruolo delle Chiese, alla luce del nuovo quadro politico e sociale in Sassonia-Anhalt: “Come Chiese, siamo e rimarremo innanzitutto impegnati nel messaggio del Vangelo. Continueremo quindi a contribuire a plasmare la società in modo mirato, costruttivo e unificante. La società ha il diritto di aspettarsi da noi, come Chiese, chiarezza profetica e un discorso basato sui fatti.
Ci opponiamo con fermezza a qualsiasi divisione della società, all’indebolimento delle istituzioni democratiche e alla restrizione delle libertà civili attraverso il nostro operato.
Porteremo il benessere di tutte le persone di questo Paese davanti a Dio nelle nostre preghiere di intercessione”.
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