Il secondo anno di corsi della Scuola di Pace e Nonviolenza, promossa dalla Chiesa di Verona, organizzata dalla Fondazione Toniolo e dal Movimento Nonviolento, si apre con il convegno nazionale “Alex Langer, facitore di pace”, che si svolge nella città scaligera questo fine settimana. A trent’anni dalla scomparsa e a ottanta dalla nascita, sarà l’occasione per ricordare la figura più iconica dei movimenti ambientalisti e pacifisti europei, ma soprattutto una riflessione sull’attualità del suo pensiero. Langer (1946 – 1995), ha attraversato le stagioni dell’impegno cristiano, extraparlamentare, dell’ecologismo, del pacifismo, del dialogo inter-etnico, dei rapporti nord/sud del mondo, della giustizia climatica, dell’integrazione europea, delle guerre nei Balcani. Insegnante, giornalista, politico, è stato costruttore di ponti e tessitore di reti, tra la ricerca di una politica orientata alla pace e una conversione ecologica per la salvaguardia del Creato.
Le sue parole e il suo agire restano ancor oggi fonte di ispirazione per tante persone che scelgono la nonviolenza come mezzo per arrivare alla pace.
Sulla scia del percorso che si è aperto con la presenza di Papa Francesco all’Arena di pace del 2024, la Scuola di Pace e Nonviolenza si pone l’obiettivo di formare giovani e adulti alla gestione dei conflitti con il metodo nonviolento e si inserisce tra le iniziative di studio e formazione degli “studi per la pace” in quanto mira a coprire un ambito di cui si avverte l’urgenza, ma su cui non si è ancora investito abbastanza.
L’esperienza della Scuola di Pace e Nonviolenza di Verona sta facendo da apripista ad altre iniziative simili che si stanno diffondendo sul territorio nazionale, e in altre diocesi, così come auspicato da Papa Leone XIV che chiede di “promuovere percorsi di educazione alla nonviolenza”. La novità sta proprio nello studio della Nonviolenza, che non può essere lasciata solo alla buona volontà o a iniziative estemporanee, ma ha bisogno di un “settore di ricerca e sviluppo”, come proponeva Alexander Langer: “perché sono convinto che la nonviolenza debba fare grandi passi in avanti e non fermarsi solo alle ormai tradizionali risorse della disobbedienza civile”. Il “metodo della nonviolenza”, inaugurato da Gandhi e poi approfondito e ammodernato da Martin Luther King, e in Italia da figure come Aldo Capitini e Danilo Dolci, ha trovato in Langer una straordinaria sperimentazione nel settore forse più difficile in cui essere applicato, quello delle istituzioni, attraverso una dimensione religiosa della politica che egli ha sempre ricercato.
“Fare pace tra gli uomini e con la natura” è lo slogan che più riassume e sintetizza il pensiero e l’azione langeriana.
Capire quali sono le sfide che questa pace pone oggi, è un compito che il Convegno affida al vescovo di Verona, monsignor Domenico Pompili (Il profetismo della Laudato si’), alla filosofa Donatella Di Cesare (Coabitare: una politica di pace), e al giornalista Gad Lerner (Odio e amore per Israele), in un dialogo che sarà moderato da don Renzo Beghini, direttore della rivista “La Società”. Il filosofo Mauro Bozzetti e il linguista Federico Faloppa, inquadreranno la filosofia della nonviolenza e il linguaggio del possibile. Il Convegno ha il patrocinio del Comune e dell’Università di Verona.
* Presidente del Movimento Nonviolento
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