Papa in Uruguay, Argentina e Perù. Card. Castillo (Lima): “Il Papa torna, torna a casa. Siamo contenti”

Scritto il 06/08/2026
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“Il Papa torna, torna a casa. Siamo contenti”. Il cardinale Carlos Castillo, arcivescovo di Lima reagisce così, interpellato dal Sir, poco dopo la comunicazione ufficiale del Vaticano. Papa Leone XIV visiterà il Perù, il Paese dove ha vissuto, in diversi periodi, per circa un ventennio, prima come missionario agostiniano e poi come vescovo di Chiclayo. Si tratterà dell’ultima tappa di un viaggio che comprenderà anche Uruguay e Argentina. In dettaglio, il viaggio apostolico in Uruguay, Argentina e Perù si svolgerà dal 6 al 17 novembre, accogliendo l’invito dei capi di Stato e delle autorità ecclesiastiche dei rispettivi Paesi. Il Papa si recherà a Montevideo, Paisandú e Florida dal 6 all’8 novembre; a Buenos Aires, Córdoba e Luján dall’8 all’11 novembre; a Lima, Chiclayo, Cusco e Pucallpa dall’11 al 17 novembre.

“Ci aiuterà a costruire unità dalle diversità”. “Quella che stiamo vivendo – spiega il cardinale Castillo – è la gioia un Paese, di una comunità, di una città, di una Chiesa, che riceve al suo amico, fratello e figlio, che ha vissuto tanti anni con noi e ci ha insegnato il cammino della missione con chiarezza, con totale fedeltà, con tutto l’amore e il grande cuore che Papa Leone ha”. Le quattro città che saranno toccate dal Papa non sono, naturalmente, casuali: la prima, Lima, una delle più grandi metropoli del Sudamerica, è la capitale; nella seconda, Chiclayo, il Papa è stato, appunto, vescovo; la terza, Cuzco, è in mezzo alle Ande, nel cuore dell’antico impero Inca; la quarta, Puccalpa, è uno dei maggiori centri dell’Amazzonia peruviana: “Si tratta di quattro possibilità di incontro con diverse popolazioni, nell’ambito della grande diversità del Perù. Due città della costa, una della ‘sierra’, e una della ‘selva’, della foresta”. Il Papa, riflette l’arcivescovo, “proprio perché ci conosce così bene, potrà aiutarci a vivere questa diversità, a portarla a unità Si tratta di un compito e di una missione difficile da realizzare in Perù, dove esistono ancora tanti pregiudizi di tipo ‘coloniale’, dove esiste da parte di alcuni un senso di superiorità verso altre popolazioni. Invece, siamo chiamati a guardarci in faccia, a riconoscere che in tutti c’è un grande valore”. Secondo il card. Castillo, “il Papa ci aiuterà ad attualizzare nel nostro contesto l’enciclica Magnifica humanitas, così come, per esempio, ha fatto in Spagna, con dei discorsi molto belli, riuscendo a partire dalla realtà del Paese. È un missionario, sa come suscitare, dare forza e ricchezza alle realtà nuove”.

L’attesa di Chiclayo. Intanto, ora, mentre già da tempo, come rivela l’arcivescovo sono attive commissioni per preparare la visita, “è il momento della gioia, che oggi è grandissima ovunqueI fedeli si stanno già organizzando, visto che il Papa sarà presente nei quattro ‘angoli’ del Paese”. Una gioia speciale si vive, naturalmente a Chiclayo, dove Robert Francis Prevost è stato vescovo. “Lo aspettiamo a braccia aperte”, afferma in un videomessaggio l’attuale vescovo, mons. Edinson Edgardo Farfán Córdova. “Siamo pieni di gioia perché visiterà la sua cara diocesi di Chiclayo, alla quale ha dato così tanto, per continuare a essere Chiesa fedele di Gesù Cristo”.

In Argentina “condivideremo la gioia di essere popolo di Dio”. Il Perù sarà l’ultima tappa dell’intenso viaggio apostolico in America Latina. Grande gioia anche in Argentina e Uruguay, che da lungo tempo attendevano la visita del Papa. Si tratta degli unici di Paesi del Sudamerica che non sono stati visitati dall’argentino Papa Francesco, e nell’ultima parte del suo pontificato la sua visita era stata allo studio. In Argentina, i passi del Papa saranno caratterizzati dal ricordo del suo predecessore. Oltre a Buenos Aires, il Papa sarà a Córdoba e al santuario nazionale mariano di Luján. Il presidente della Conferenza episcopale argentina (Cea), mons. Marcelo Colombo, arcivescovo di Mendoza, interpellato dal Sir, afferma: “Siamo lieti della visita appena annunciata del Papa Leone. La gioia sarà ancora più grande, quando arriverà da noi”. Prosegue il presidente dell’episcopato: “Pensiamo che sia una opportunità grandissima di condividere con lui la gioia di essere popolo di Dio, come ci insegnava il grande Papa Francesco. Saremo con lui, con il Papa Leone, i giorni dall’8 all’11 novembre. Speriamo che siano giorni di grande unione nel popolo argentino”. “Il Pastore viene a incontrare il suo popolo”, scrivono i vescovi argentini nel messaggio diffuso ieri, invitando ogni diocesi, parrocchia, comunità e famiglia a vivere l’incontro come “un’autentica esperienza di grazia”. I vescovi auspicano che la presenza del Pontefice “rafforzi il nostro cammino in comunione” e animi una Chiesa “sempre più vicina, serva e impegnata nella realtà che ci tocca”, invitando le comunità a prepararsi fin d’ora “per riscoprire la gioia di camminare insieme”.

Porterà pace e speranza nel “piccolo” Uruguay. Continuando a percorrere a ritroso l’itinerario del viaggio apostolico, ecco il “piccolo” Uruguay, il Paese più secolarizzato del Continente, ma caratterizzato, comunque da una Chiesa viva, che attende con gioia e speranza il Santo Padre. La Conferenza episcopale dell’Uruguay ha reso pubblica una lettera indirizzata a tutto il popolo di Dio, in cui esprime “profonda gioia per questo evento storico, che porterà il Santo Padre a Montevideo, Florida e Paysandú”. Proseguono i vescovi: “Accogliamo il pastore che viene in nome del Signore per confermarci nella fede e per portare un messaggio di pace e di speranza a tutti gli uruguaiani e a tutti coloro che abitano nella nostra terra”. I vescovi invitano tutta la comunità – bambini, adolescenti, giovani, adulti, anziani, famiglie, parrocchie, istituti scolastici, movimenti e persone di buona volontà — a partecipare attivamente a questo periodo di preparazione, ponendo la preghiera al centro del cammino verso la visita del Santo Padre.

Bruno Desidera

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