“Premessa: non parlo come ciellino, ma come giornalista che nel 1982 muoveva i primi passi nella professione e quest’anno sta vivendo il suo primo Meeting da pensionato e semplice visitatore”. Luciano Piscaglia racconta, e si racconta sollecitato dal Sir, da Rimini. “Nel 1982 ero presente al Meeting e collaboravo con il Corallo, il consorzio delle radio locali di ispirazione cristiana. A seguire, ho lavorato per Tv2000 e Radio InBlu fino alla qualifica di caporedattore. Sono in pensione da dieci mesi e quest’anno ho partecipato al Meeting, per la prima volta, in veste di volontario, desideroso di restituire qualcosa del tanto che negli anni ho ricevuto dal popolo del Meeting”.
Dunque: 1982, Giovanni Paolo II al Meeting; 2026, ecco Papa Leone. Quali sentimenti suscitò allora la visita del Pontefice? Quale traccia è rimasta nel movimento di Comunione e liberazione della presenza di Wojtyła a Rimini?
Della visita di Giovanni Paolo II ho nella memoria l’entusiasmo delle migliaia di persone che aspettarono e poi accolsero il Papa. Grande era l’attesa per le sue parole, ma ancora più grande era la gioia per la sua presenza nei padiglioni della vecchia fiera di Rimini, dove il Meeting allora si svolgeva. La manifestazione era alla sua terza edizione e nessuno poteva immaginare che sarebbe diventata uno degli eventi culturali più longevi e importanti, a livello nazionale e internazionale. La visita di Giovanni Paolo II fu vissuta come un regalo inatteso e prezioso per una iniziativa ancora molto giovane, vivendo l’attenzione che il Papa le riservava come conforto, stimolo e indicazione di un compito che ha poi segnato tutta la storia del Meeting e del movimento dal cui carisma il Meeting è nato. Tutti coloro che erano allora nei padiglioni di Rimini ancora hanno impresse nella mente e nel cuore le sue parole: “Costruite la civiltà della verità e dell’amore”; più volte, lungo la storia del Meeting, quelle parole sono state richiamate, riproposte e meditate.
Da Giovanni Paolo II a Leone. Sei a Rimini: quali gli aspetti – gesti, parole… – di questo nuovo incontro con un Pontefice ritieni di sottolineare?
Sabato 22 agosto sono stato per l’intera giornata in mezzo al popolo del Meeting e quello che maggiormente mi ha colpito è stato rivivere la stessa attesa e la stessa gioia di quel giorno del 1982. Quest’anno ho avuto il compito di raccogliere le testimonianze di chi all’interno dei padiglioni della fiera stava aspettando Papa Leone e la parola che tutti hanno sottolineato è stata: gratitudine. Erano grati al Papa per la sua presenza, ma lo aspettavano anche come si attende un padre che conforta e orienta il cammino dei figli ed erano ansiosi di ascoltare le sue parole, di ricevere da lui un compito per la vita, personale e comunitaria – e non solo per il Meeting, che molti di loro costruiscono ogni anno con tanto lavoro gratuito. È stato impressionante l’abbraccio entusiasta e gioioso che le decine di migliaia di persone presenti hanno offerto a Papa Leone e commovente è stato il Pontefice, che ha risposto lasciandosi abbracciare e restituendo non solo la sua parola, ma anche tanti gesti di attenzione, come quelli riservati ai più piccoli, ai malati e ai disabili: era evidente – mi è stato detto da molti – che quella carezza che il Papa offriva loro era sentita, insieme alle parole che pronunciava, come una carezza a tutto il grande popolo del Meeting e del movimento di Cielle.
Cosa resta di questo abbraccio con il successore di Pietro? Quale impegno domanda a Cielle?
A questa domanda è bene che rispondano i responsabili del Meeting e di Cl. A me, semplice osservatore, è chiaro che per tutti coloro che qui a Rimini hanno vissuto l’incontro con Leone XIV, questo resterà come un avvenimento fondamentale del cammino personale e comunitario. Tutti coloro con i quali ho parlato hanno ripetuto che il suo discorso sarà oggetto di studio e di approfondimento e dalle loro testimonianze mi è parso evidente che tutti i presenti, ma anche i tanti che a Rimini non sono potuti venire e hanno seguito l’evento grazie ai media, si sono sentiti amati dal Papa e investiti di un compito. E l’amore del popolo del Meeting per il Papa e per la Chiesa è stato evidenziato da uno degli applausi più forti che nei padiglioni della fiera hanno interrotto il discorso del Pontefice: l’applauso è esploso, fragoroso, quando Leone XIV ha detto: “Cari amici, amate sempre la Chiesa!” e il Papa stesso ne ha sottolineato l’importanza ripetendo con forza la frase appena pronunciata. L’incontro del 1982 con Giovanni Paolo II e quello di quest’anno con Leone XIV mi sono apparsi, negli sguardi di chi li ha vissuti e dei loro figli e nipoti, come due tappe di un cammino che guarda al presente e al futuro con rinnovata fiducia e speranza.
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