Veglia ecumenica nella cattedrale di Sion (Foto cath.ch)
Una veglia ecumenica nella cattedrale di Sion ad un mese dall’incendio che è scoppiano a Capodanno nel locale Le Costellation e che è costato la vita a 41 persone e il ferimento di 115 ragazzi e ragazze giovanissimi. E mentre si pregava, proprio ieri è arrivata la notizia della 41ma vittima: un giovane di 18 anni deceduto sabato scorso in ospedale a Zurigo. La celebrazione è cominciata con un gesto simbolico: l’accensione di candele che i fedeli hanno portato sull’altare e depositato sopra un lungo drappo arancione. Prima di prendere la parola, il vescovo di Sion, mons. Jean-Marie Lovey, ha dato lettura di un nuovo messaggio di Papa Leone XIV, scritto appositamente per questa veglia di preghiera rivolta in maniera particolare alle vittime della tragedia di Crans-Montana e alle loro famiglie. “È con commozione che mi rivolgo a voi tutti che siete riuniti nella sofferenza e nel dolore, a un mese dal tragico incendio di Crans-Montana che ha causato numerose vittime”, scrive il Papa.
“Avete perso una persona cara, o uno dei vostri parenti soffre ancora – e forse soffrirà a lungo – per le ferite che lo segneranno per tutta la vita. Desidero semplicemente esprimervi la mia vicinanza e la mia tenerezza”.
Lettura del messaggio di Papa Leone (Foto cath.ch)
La celebrazione è stato un momento ancora fortemente segnato dallo choc e dal dolore, segnato dal silenzio e dalla luce delle candele. Erano presenti mons. Josef Stubi, vescovo ausiliare di Basilea, e l’abate Alexandre Ineichen di Saint-Maurice, Sara Schulthess, parroco della parrocchia protestante di Sion, e Gilles Cavin, presidente del sinodo della Chiesa evangelica riformata della Svizzera, nonché il presidente del Consiglio sinodale, Stephan Kronbichler. “Tutto questo vuole esprimere sia il bisogno che tutti sentiamo di sapere di non essere soli nel nostro dolore e nella nostra sofferenza, sia la consolazione di sperimentare che possiamo contare gli uni sugli altri in questi momenti difficili”, ha detto il vescovo Lovey. E Sara Schulthess, ha aggiunto: “A nome della Chiesa Evangelica Riformata, desidero salutarvi, esprimendo la mia gratitudine per aver potuto condividere questo momento insieme, nella preghiera, nelle lacrime e nella speranza”.
Alla celebrazione ha preso la parola anche padre Pablo Pico, parroco di Lens, che ha condiviso l’esperienza vissuta nei giorni successivi alla tragedia presso il centro di crisi allestito a Crans-Montana dove ha offerto sostegno spirituale alle famiglie delle vittime in quei drammatici momenti di attesa, in “quel lungo Venerdì Santo senza la luce della Pasqua”. Un’esperienza toccante che ha commosso le centinaia di persone presenti in cattedrale. “Il nostro sguardo si sforza di andare oltre la devastazione dell’incendio”, ha detto il vescovo Lovey. “Il nostro sguardo cerca di andare oltre le nuvole alla ricerca di una presenza amorevole e confortante, sebbene il cielo sia ancora velato dalla oscurità del dolore”. Il pensiero e la preghiera vanno anche e soprattutto a “coloro che non possono essere qui, geograficamente lontani o impossibilitati a condividere un simile gesto”.
“Genitori, famiglie, amici dei defunti o dei feriti, siamo qui con voi, per voi; siete presenti in questa cattedrale e vi ringraziamo”, ha affermato il Vescovo Lovey. “Significa tanto poter pregare, piangere e sperare insieme oggi”.
“Sì, nel dolore come nella speranza di Cristo, siamo fratelli e sorelle”, ha sottolineato Sara Schulthess in tedesco.
Il telo arancione steso sui gradini è stato ricoperto di candele che i fedeli hanno accuratamente disposto mentre il coro della cattedrale cantava “Christe lux mundi” della comunità ecumenica di Taizé. Fianco a fianco, il vescovo Lovey e Sara Schulthess hanno recitato alternativamente una preghiera di benedizione dopo che gli inni “La ténèbre n’est pas ténèbre” e “Aber du weisst den Weg”, hanno accompagnato i fedeli nel loro cammino verso l’altare.
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