“Tornando a casa, troverete i bambini, date una carezza ai vostri bambini e dite: questa è la carezza del Papa”. Tutti ricordano, non senza emozione, questa frase, pronunciata da Giovanni XXIII la sera dell’apertura del Concilio, l’11 ottobre 1962. È una frase spesso riproposta in documentari e servizi sulla Chiesa. Sono passati tanti anni. Ora la prospettiva è diversa. Il successore di Papa Roncalli lunedì ha scritto nel messaggio per la VI Giornata mondiale dei nonni e degli anziani (che sarà celebrata il 26 luglio): “Questa Giornata sia uno stimolo per tutti, in particolare per i più giovani, a riprendere la bella abitudine di visitare i propri nonni, gli anziani della famiglia, e anche coloro che non ricevono alcuna visita. Portate loro, con questo messaggio e la vostra presenza, la vicinanza e l’affetto del Papa”. Il mondo degli anziani in questi ultimi anni, grazie a Papa Francesco, è stato riportato al centro dell’attenzione dalla Chiesa, con la loro presenza da vivere in una logica di arricchimento intergenerazionale, per evitare che vengano considerati un peso. Papa Leone sottolinea dal canto suo: “Mi sento di dirvi: non abbiate paura della fragilità! Proprio questa debolezza cela in sé una nuova potenzialità che illumina anche le altre età della vita”.
(*) “La Vita casalese”
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