A settembre si apre, come sempre, un nuovo anno scolastico. Quali sono le aspettative e le difficoltà che si trovano ad affrontare le famiglie? E come possono stringere alleanze educative con le scuole per assicurare un futuro migliore ai propri figli? Ne abbiamo parlato con Pinella Crimì, vicepresidente nazionale del Forum delle associazioni familiari.
(Foto Forum associazioni familiari)
Cosa chiedono le famiglie alla scuola per l’anno 2026/2027?
Alla vigilia di un nuovo anno scolastico, la richiesta delle famiglie è che la scuola possa offrire ai bambini e ai ragazzi gli strumenti necessari per diventare cittadini consapevoli e responsabili, soprattutto in un mondo che cambia continuamente e ad una velocità mai conosciuta prima. Chiedono alleanze reali e autentiche con la scuola, perché il centro di interesse è comune: la crescita di tutti e di ciascuno. Questo passa dal riconoscimento dell’unicità di ciascuno, dei suoi punti di forza, ma anche delle sue fragilità.
In un’epoca in cui sembra esserci posto solo per l’eccellenza e la funzionalità, una scuola capace di valorizzare tutti e ciascuno può fare la differenza.
Non si tratta di regalare voti alti o promozioni a pioggia. Si tratta di saper riconoscere l’eccellenza, di saper supportare la fragilità e di saper cogliere le differenze inevitabilmente presenti in ogni famiglia e in ogni aula. C’è poi un aspetto, che noi riteniamo fondamentale e che sappiamo essere di competenza del decisore politico: la continuità didattica. Il fatto di non poter contare in un ciclo scolastico su uno o più docenti in continuità, soprattutto quando lavora bene e riesce ad instaurare una relazione educativa efficace con gli studenti, incide inevitabilmente anche sulle famiglie, perché significa dover lavorare per favorire un nuovo modo di relazionarsi e di lavorare. Garantire la continuità didattica è un’esigenza dei ragazzi, prima ancora che degli adulti.
Quali sono le difficoltà maggiori che una famiglia affronta nell’istruzione dei figli?
La difficoltà maggiore delle famiglie, soprattutto con più figli, è sempre quella della conciliazione tra esigenze dei bambini e dei ragazzi e, spesso, orari di lavoro, che, in molti casi, si rivelano incompatibili. Accompagnare o riprendere i figli e, soprattutto, seguire il loro andamento scolastico in modo adeguato diventa quasi una sfida contro il tempo che mette sotto pressione i genitori, soprattutto quando non possono contare sulla rete familiare. Inoltre, non bisogna trascurare l’impegno economico che, soprattutto dalla scuola secondaria di I e II grado, è quasi totalmente a carico delle famiglie. La spesa per i libri di testo e il materiale scolastico risente inevitabilmente del generale aumento dei prezzi e questo rischia di provocare uno squilibrio tra chi può permettersi di acquistare ciò che serve per l’anno scolastico e chi deve scegliere quali libri comprare. Nonostante tutto, però, le famiglie continuano a sostenere l’istruzione dei figli, mantenendo una generale fiducia nelle possibilità di futuro che la scuola offre.
Dal punto di vista di un genitore, la scuola di oggi è adeguata a dare un futuro migliore ai nostri figli, in un mondo molto cambiato negli ultimi anni, soprattutto grazie alle innovazioni digitali?
La scuola di oggi può ancora dare un futuro migliore, a patto di non cedere alla tentazione di rimanere ferma ad un contesto sociale che non esiste più. La scuola deve rimanere fedele alla visione antropologica che considera ogni bambino e ogni ragazzo come portatore di bello e di bene.
Il compito della scuola è promuovere lo sviluppo integrale di ciascuno, attraverso i saperi disciplinari e le competenze che essi promuovono.
Anche nel mondo di oggi, infatti, vale la regola che bisogna conoscere e governare i fenomeni, se non si vuole essere governati da essi. Vale anche per le innovazioni tecnologiche e digitali, che richiedono risposte educative adeguate, soprattutto in termini di sviluppo dello spirito critico e del rispetto della dignità di ciascuno. In questo, la scuola può e deve essere insostituibile.
Si parla sempre di alleanza scuola-famiglia nell’educazione dei ragazzi: quali sono le difficoltà per attuarla veramente? Cosa dovrebbe fare la scuola? E cosa dovrebbero fare le famiglie?
L’alleanza scuola famiglia è l’unica strada percorribile per dare risposte adeguate alla sfida educativa oggi. Le difficoltà maggiori riguardano la possibilità di creare un clima di fiducia reciproca. Le famiglie hanno bisogno di fidarsi della scuola e, soprattutto, hanno bisogno di creare alleanze con gli insegnanti, che sono gli altri adulti di riferimento dei figli. D’altra parte, la scuola ha bisogno di superare un certo pregiudizio nei confronti delle famiglie, che, a volte, complice anche una certa visibilità social, sembrano essere i “sindacalisti” dei figli. Nella maggioranza dei casi, però, si tratta di un difetto di comunicazione, superabile attraverso l’incontro e il dialogo.
Di fronte al crescente aumento di tensioni tra genitori e insegnanti, come si può ricostruire la fiducia reciproca?
Può sembrare banale, ma l’unica strada, a mio avviso, è incontrarsi. Riconoscere il ruolo diverso e complementare di famiglia e scuola nella crescita dei ragazzi significa poter costruire alleanze solide. Serve tempo e formazione, sia dei genitori sia dei docenti. Serve lavorare insieme. Vedere genitori e insegnanti allo stesso tavolo per rispondere alle esigenze concrete dei ragazzi conferma che la fiducia educativa è una strada non solo possibile, ma necessaria.
I ragazzi di oggi, nativi digitali, mentre sono bravissimi a comprendere al volo le nuove tecnologie, anche a causa dell’uso della messaggistica e dei social, hanno meno dimestichezza con l’italiano formale, con un vocabolario ricco e forbito, con una sintassi corretta: cosa può fare una famiglia per invogliare alla lettura?
Il piacere della lettura, come ogni passione, non può essere imposto. Tuttavia, se un bambino vede mamma e papà leggere, sarà più disponibile ad avvicinarsi ai libri. Forse, il problema vero è che messaggistica e social non sono solo una trappola per i più giovani, ma anche per gli adulti. Come sempre, i bambini imparano più dall’esempio che dalle parole.
Una delle sfide della nostra società è la povertà educativa, che toglie futuro ai ragazzi che nascono in luoghi o famiglie svantaggiate: in che modo scuola e famiglia possono vincere questa sfida?
Don Milani diceva che non c’è ingiustizia più grande che far parti uguali tra disuguali. Superare una certa idea di uniformità per cominciare a parlare sempre più concretamente di equità nell’accesso all’istruzione vuol dire anche dare a ciascuno ciò che serve. La povertà educativa non è solo economica. Anzi, se così fosse, le risposte sarebbero anche più semplici.
La povertà educativa riguarda soprattutto le fragilità dei ragazzi, che, purtroppo, spesso si fa fatica a riconoscere.
I ragazzi, oggi, vivono in un mondo molto complesso. La scuola ha il compito di dare loro strumenti per decodificarlo, ma non può farlo più solo attraverso la trasmissione dei contenuti. Serve, soprattutto, la costruzione di competenze. La famiglia, d’altra parte, deve poter avere strumenti a disposizione per promuovere la formazione dei figli. Occorre una rete educativa, che va dal trasporto scolastico al pre e post scuola, che permetta davvero a tutti di avere pari opportunità.
Il Forum delle associazioni familiari promuove iniziative per favorire l’istruzione?
Da sempre il Forum delle associazioni familiari è attento alle tematiche della scuola e dell’istruzione. Tra i nostri soci ci sono associazioni che hanno, come finalità statutaria, la formazione dei docenti o dei genitori nella scuola. In passato, ci siamo occupati della formazione dei genitori con il progetto “Immischiati a scuola”, con l’obiettivo di promuovere la partecipazione dei genitori agli organi collegiali. Oggi ci rendiamo conto che la sfida è cambiata, perché bisogna ricostruire un tessuto sociale educativo, che rimetta al centro il ragazzo che apprende. Per questo è nato “Alleati per crescere”, costruito su laboratori docenti-genitori su temi educativi che spaziano dal digitale all’educazione alle emozioni, che i nostri Forum regionali stanno portando avanti in diverse scuole italiane con risultati davvero incoraggianti. Consapevoli delle difficoltà delle famiglie, inoltre, insieme ad Ali, abbiamo proposto in audizione la detrazione del 19% sui libri di testo e sul materiale scolastico e stiamo provando a dare il nostro contributo alle Nuove Indicazioni nazionali per i licei. Sono gocce nell’oceano e ne siamo consapevoli.