C’è una Pavia che guarda al futuro con entusiasmo, intelligenza e spirito di servizio. È la Pavia dei giovani che hanno ideato e organizzato la seconda edizione di “Pavia Internazionale”, un Festival nato dal desiderio di creare occasioni di confronto sui grandi temi del nostro tempo.
L’aspetto più significativo di questa esperienza non è soltanto la qualità degli ospiti o la ricchezza del programma. A colpire è soprattutto il metodo: ragazzi che si mettono in gioco, dedicano tempo ed energie, costruiscono relazioni, coinvolgono istituzioni, Fondazioni, associazioni e imprese per offrire alla città eventi gratuiti e aperti a tutti. In un’epoca in cui troppo spesso i giovani vengono raccontati attraverso luoghi comuni, “Pavia Internazionale” mostra un volto diverso delle nuove generazioni: quello di chi studia, lavora, si informa e sente il dovere di contribuire alla crescita della comunità. Non si limitano a partecipare alla vita pubblica, ma ne diventano protagonisti. Pavia ha bisogno di giovani capaci di guardare oltre i confini locali, confrontarsi con il mondo e trasformare le idee in progetti concreti. Per questo “Pavia Internazionale” rappresenta molto più di un Festival: è un segnale di speranza e fiducia.
(*) direttore de “Il Ticino” (Pavia)
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