Venerabile Enrichetta Beltrame Quattrocchi. Una “goccia di rugiada” per ritrovare la pace in tempi inquieti

Scritto il 15/06/2026
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In un mondo segnato dai conflitti e dalla paura, da preparativi di guerra, da avidità, disonestà e ambizione, desideriamo tuttavia la pace che supera ogni comprensione, pur consapevoli, come scrisse Santa Teresa d’Avila, vissuta durante l’Inquisizione che: “Tutti i tempi sono tempi pericolosi”. Ma accade anche che la Provvidenza divina non fa mai mancare alla sua santa Chiesa uomini e donne che ricevendo una sublime visione della Provvidenza e della potenza di Dio li costituisce “visionari”, e per ciò stesso iniziatori/pionieri nel presente della vita futura. La venerabile Enrichetta Beltrame Quattrocchi propone a tutti una spiritualità accessibile, offrendo un messaggio evangelico e indicando l’unica via per essere veramente pacifici e felici: Gesù Cristo! Abbiamo bisogno di ritrovare la semplicità di Enrichetta, occorre tornare alla sua semplicità, perché la sua “piccola via” alleggerisce i nostri pesi e riempie di gioia il cuore. Ella confidava profondamente nella capacità dell’uomo, che sotto l’influsso della Grazia divina, può risolvere i problemi partendo proprio – come hanno insegnato i suoi Beati genitori Luigi e Maria – dalla formazione-dedizione della mente e della volontà/cuore.
Ella ci pone un grande interrogativo: di che cosa sarebbe capace l’uomo se la sua anima fosse forte nell’amore di Dio, se desiderasse Dio con la stessa intensità con cui ha desiderato penetrare la potenza e la gloria della creazione.

Conoscere Dio, amarlo e servirlo: un Dio personale che ha assunto la carne umana, si è fatto uomo, ha sofferto ed è morto per noi. La vera meta dell’uomo consiste nel trovare la via verso Dio, perché il cuore umano ha bisogno di amore. E Dio è amore. L’amica e compagna nostra di viaggio Enrichetta, ci ricorda che nessuna vita è inutile, sprecata quando è spesa per fare del bene. Anche una goccia di rugiada è grande, quando disseta un filo d’erba. Ognuno può trovare Dio. A tal proposito mi piace riportare una storia umile e luminosa che racchiude meravigliosamente la vita e l’operato della Venerabile e di chiunque vuole trovare Dio nella pratica della Sua presenza.

Era l’alba. Una gocciolina di rugiada brillava sopra lo stelo di un fiore. «Potresti diventare una perlina per il mio vestito celeste», sospirò una farfalla in volo. «Saresti ammirata da tanti se ingemmassi la mia tela d’argento», disse un grosso ragno che s’ accingeva a tessere la sua tela. «Perché non vieni a illuminare la mia casa?», chiese una formica che si arrampicava sullo stelo del fiore. Quante prospettive di felicità e quanto brillanti! Ma, in quel momento in cui doveva decidere, la gocciolina di rugiada vide a terra un filo d’erba quasi inaridito, ripiegato in due in attesa di qualcosa che estinguesse la sua sete. La gocciolina allora si mosse: scivolò rapida lungo lo stelo del fiore, cadde e si spense ai piedi di quel filo d’erba che poté, così, ancora vivere.

Ecco come e cosa ha vissuto nella quotidianità la venerabile Enrichetta! Ecco cosa significa che nessuna vita non è né sprecata né inutile, ma ognuno di noi, come gocce di rugiada, sotto l’influsso benefico della Grazia, può far ritornare il deserto in giardino!

(*) postulatore delle Causa dei santi

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