Suora annegata a Catania. Mons. Renna al Sir: “Suor Nadir ha donato la vita senza esitazione”

Scritto il 14/05/2026
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“Suor Nadir è morta come è vissuta: il dono di sé fino al sacrificio non si improvvisa, ma è frutto di una scelta quotidiana. Il suo gesto ci insegna che dalle scelte feriali nascono i grandi segni di amore e generosità e, con la sua vita di missionaria, ci lascia un messaggio di apertura al mondo. Apparteneva alle suore Carmelitane Messaggere dello Spirito Santo, che provengono dall’America Latina e il cui carisma è annunciare il Vangelo in Europa portando una grande carica di gioia e di speranza”.  Lo dice oggi al SIR mons. Luigi Renna, arcivescovo di Catania, parlando della morte di suor Nadir Santos da Silva, religiosa carmelitana di 45 anni, annegata nel tratto di mare di Vaccarizzo, nella zona sud di Catania, lo scorso 11 maggio dopo essere intervenuta per aiutare alcune consorelle in difficoltà tra le onde. La tragedia si è consumata nei pressi del Villaggio Delfino.

Secondo quanto ricostruito dalla polizia, suor Nadir Santos da Silva, era insieme con altre tre consorelle e passeggiavano in acqua, non lontane dalla riva. Un avvallamento della sabbia non visto avrebbe fatto cadere in acqua le quattro sorelle, che probabilmente non sapevano nuotare. Suor Nadir avrebbe tentato di soccorrerle, ma bevendo acqua ha perso i sensi. Tre suore sono riuscite a mettersi in salvo sulla battigia, mentre lei è annegata.

La scelta, compiuta in pochi istanti e senza esitazione, dalla religiosa “è la scelta del buon samaritano – ci dice mons. Renna – che non calcola il pericolo a cui va incontro, ma il bisogno dell’altro. Quando al centro si mettono Dio e le esigenze dei fratelli, allora anche il perdere la propria vita è un gesto compiuto senza esitazione”.

Le Carmelitane Messaggere dello Spirito Santo – aggiunge – sono caratterizzate dall’annuncio gioioso del Vangelo: annunciano, cantano, invitano alla speranza. Dal loro modo di essere traspare un rapporto vivo con il Signore Gesù. Chi le frequenta ha questa percezione. Il suo messaggio è di una donna che voleva semplicemente annunciare il Vangelo con la vita, e ci è riuscita”. Per la comunità e per chi l’ha conosciuta questa religiosa lascia una “testimonianza che credo rafforzerà la fede di quanti l’hanno conosciuta. Il nome Nadir – spiega mons. Renna – significa Stella del Sud: il Signore ha fatto risplendere attraverso di lei la Sua Luce”.

Nelle ore successive alla tragedia, messaggi di cordoglio e preghiera hanno raggiunto la comunità religiosa di San Giovanni La Punta e tutte le comunità presenti in Italia e in altre parti del mondo. La sua morte ha colpito profondamente non soltanto le consorelle, ma anche quanti l’avevano conosciuta nel servizio quotidiano della parrocchia e nelle attività pastorali a San Giovanni La Punta. “Con profondo dolore, ma sostenuti dalla speranza della fede pasquale, annunciamo la scomparsa della nostra amata Suor Nadir Santos da Silva”, si legge sul profilo Facebook della parrocchia: “ringraziamo Dio per il dono della sua vita, per la sua presenza tra noi e per tutta la sua dedizione all’Istituto, alla Chiesa e alla missione di collaborare alla salvezza delle anime. Il suo impegno, la sua testimonianza e il suo amore rimarranno vivi nei nostri cuori. Preghiamo il Signore affinché la accolga nell’eternità e le conceda il riposo eterno e la luce perpetua. Vi ringraziamo per le vostre preghiere, per la vostra fraterna vicinanza e per ogni espressione di affetto in questo momento di dolore e di speranza”.
Oggi pomeriggio, alle 16, la celebrazione funebre nella Chiesa Matrice di San Giovanni La Punta dedicata a San Giovanni Battista e Santuario Madonna della Ravanusa. A presiedere la celebrazione sarà proprio l’arcivescovo di Catania, mons. Luigi Renna.
Suor Nadir ha attraversato la scena di questo mondo lasciando un segno indelebile. Rimane la bellezza e la memoria di un atto compiuto in un lampo, senza il minimo indugio, mentre davanti a lei c’era soltanto il pericolo che minacciava gli altri. La morte l’ha raggiunta così: dentro un gesto di pura consegna, nel frastuono del mare e nel silenzio improvviso che ha avvolto la comunità, rimasta orfana di una delle sue sorelle. È questo, sottolineano, il segno più limpido della sua vita: un istante che dice tutto.

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