Tromba d’aria a Cremona: crolla una torretta della Cattedrale, danni a dieci chiese e al Seminario

Scritto il 29/08/2026
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Dieci minuti sono bastati a riscrivere il profilo di una città. Venerdì 28 agosto, nel pomeriggio, una supercella temporalesca si è abbattuta su Cremona con raffiche fino a 90 chilometri orari e chicchi di grandine grossi come palle da tennis: in venti minuti è caduta una quantità di pioggia pari all’80% delle precipitazioni medie dell’intero mese. Sulla controfacciata nord della Cattedrale, verso largo Boccaccino, è crollata la sommità di una delle tre torrette, in un momento in cui nessuno stava passando di lì. “Tutta la città è stata profondamente segnata”, constata don Paolo Arienti, vicario per la città di Cremona e parroco dell’unità pastorale Don Primo Mazzolari.

Dalla Cattedrale al Seminario: la mappa dei danni
La grandine ha lesionato anche le vetrate del rosone della facciata principale, riparate poche settimane fa dopo il temporale di luglio. Cattedrale e Torrazzo sono rimasti aperti, con le zone danneggiate messe in sicurezza, mentre nel palazzo vescovile sono andate in frantumi le finestre sopra il voltone tra piazza Sant’Antonio Maria Zaccaria e via Platina, ora chiuso in via precauzionale. Nella chiesa di San Luca dei Barnabiti le vetrate del rosone sono andate distrutte. La situazione più critica riguarda Sant’Ambrogio, dove la croce sull’arco trionfale è precipitata e il vento ha scoperchiato il tetto del presbiterio; danni alle coperture anche ai Ss. Marcellino e Pietro e alle vetrate di Borgo Loreto. Al convento dei Frati Cappuccini di via Brescia la copertura dell’edificio adiacente è stata “completamente divelta”, con lamiere rimaste sospese tra la struttura e gli alberi. Il Centro pastorale diocesano e la Casa della Comunicazione hanno riportato lesioni alle murature, finestre rotte e una pianta di grandi dimensioni sradicata in vicolo degli Umiliati; nel Seminario vescovile sono caduti alberi e sono andate in pezzi le vetrate attorno al cortile centrale, dove si affacciano gli spazi della scuola primaria. Fuori città, nell’unità pastorale “Cafarnao”, a Cappella de’ Picenardi è crollato il pinnacolo centrale della facciata, a Vighizzolo il campanile è stato decapitato, a Isolello è stata lesionata la cupoletta campanaria. Ai parroci la Curia ha chiesto la stima dei danni entro metà della prossima settimana.

(Foto ANSA/SIR)

Oltre quaranta feriti e la richiesta di emergenza
Fuori dalle chiese il bilancio non è più lieve. Il pronto soccorso ha accolto una quarantina di persone con ferite leggere, quattro delle quali ricoverate; almeno otto famiglie hanno lasciato la propria abitazione, centinaia di tetti sono stati scoperchiati, migliaia di alberi abbattuti, circa 10mila le auto colpite dalla grandine. In dieci minuti i vigili del fuoco hanno compiuto un centinaio di interventi, oltre cinquecento in tutta la regione. In piazza del Comune è ceduta parte della copertura della torre civica e i detriti si sono accumulati a ridosso del Battistero. “I danni sono pesanti e al momento non ancora quantificabili – dichiara Andrea Virgilio, sindaco di Cremona -. Vedere la città in queste condizioni lascia sgomenti”. Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha annunciato la richiesta di estensione dello stato di emergenza “in seguito ai gravi danni causati dal maltempo che ieri ha colpito le province di Cremona, Mantova, Bergamo e Pavia”. Tra tre settimane, il 20 settembre, il pellegrinaggio a Caravaggio aprirà l’anno pastorale sul tema “Per noi vivere è Cristo”: comincerà da una città da ricucire. Il vescovo, mons. Antonio Napolioni, ha seguito le ore dell’emergenza dalla Baviera, dove sta accompagnando un gruppo diocesano, restando in contatto con la Curia e con un pensiero per i feriti e per chi non è potuto rientrare in casa. “Non potevamo che offrire la nostra preghiera, a sostegno delle persone e famiglie più coinvolte”, osserva.

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