Sulle note senza tempo di Heroes di David Bowie, il lungomare di Bari si è trasformato in un palcoscenico di luce e speranza. Il capoluogo pugliese è stato protagonista del Flame Visit, il viaggio della fiaccola paralimpica verso Milano-Cortina 2026. Realizzato in collaborazione con Allianz, partner assicurativo globale dei Movimenti Olimpico e Paralimpico, l’evento ha fatto tappa a Bari — una delle quattro città simbolo insieme a Roma, Napoli e Bologna — tracciando il percorso verso la cerimonia di apertura del prossimo 6 marzo.
Portata da quattro tedofori, la fiaccola ha attraversato la città non solo come emblema sportivo, ma come scia luminosa capace di abbattere barriere e accendere consapevolezze. “Oggi Bari accoglie con orgoglio questo evento di portata internazionale”, ha dichiarato Gianni Romito, presidente del Cip Puglia, sottolineando come la regione sia ormai un punto di riferimento nella promozione dell’inclusione e della partecipazione attiva.
La testimonianza di Carlo Calcagni: lo sport come terapia
Se la fiamma è simbolo, la sua incarnazione più autentica è Carlo Calcagni, colonnello del Ruolo d’Onore dell’Esercito e atleta paralimpico, che ha trasformato la malattia in forza. Nel 1996, durante una missione di pace in Bosnia, l’esposizione all’uranio impoverito ha cambiato per sempre la sua vita. Ma non ne ha spento lo spirito. Al contrario, lo ha rafforzato.
“Grazie allo sport riesco a sopravvivere e a vivere”,
ha raccontato con voce ferma. Parole semplici, ma potentissime. “Se la sopravvivenza è legata alle terapie quotidiane, lo sport è la terapia che mi permette di stare con gli altri e condividere l’amore per la vita. Continuo a correre ‘a tutta’, come si dice in gergo ciclistico”.
(Foto Valeria De Simone)
Mostrando uno zaino colmo di trofei, Calcagni ha ricordato che le medaglie sono importanti, ma il vero traguardo è il segno che si lascia negli altri. Per lui, la vittoria più grande è portare un sorriso nei reparti di oncologia pediatrica e dimostrare che la fragilità può trasformarsi in potenza.
“La diversità è un valore aggiunto, una risorsa preziosa per la società. L’obiettivo non è la medaglia, ma mettercela tutta. È offrire ogni giorno la versione migliore di noi stessi”.
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