Disabilità: in carrozzina baciato dal vento. A Mazara si “Corre per Dà”

Scritto il 20/06/2026
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Sorride Daniele Pomilia, 23 anni, di Mazara del Vallo (Trapani) su una sedia a rotelle da quando è cresciuto rimanendo vivo a un parto gemellare traumatico, dovendo affrontare un percorso ospedaliero difficile e a rischio vita. Quello di Daniele è un sorriso contagioso che si rispecchia anche sul volto dei suoi genitori Giovanni e Graziella, testimoni che la vita, in fondo, è bella anche così.

Il volto di Daniele. “A noi vedere il volto di Daniele baciato dal vento ci riempie il cuore”, dicono i due genitori. Da questa frase nel 2016 è nato il progetto ‘Corro per Dà’: “inizialmente era una semplice idea, perché con Daniele andavamo da spettatori a vedere mia moglie correre e poi ci siamo coinvolti”, spiega Giovanni Pomilia. Dieci anni in cui il progetto è cresciuto, facendo partecipare Daniele a centinaia di maratone, dando forza a un messaggio chiaro:

“i disabili non sono diversi ma, spesso, i diversi siamo noi normodotati”,

dice Graziella Quinci. Già, perché spesso i diversamente abili vengono visti con pietismo, con compassione. “Mi è capitato di assistere a queste scene – racconta Giovanni Pomilia – ma ci ho sorriso su e siamo andati avanti”.

Il progetto. Il progetto ‘Corro per Dà’ è stato uno dei segni-testimonianza presentato alla maratona per diversamente abili che la Diocesi (con la Pastorale delle persone con disabilità, ufficio catechistico, Pastorale della famiglia, ufficio liturgico e Servizio tutela minori) ha organizzato sabato 13 giugno per le vie di Mazara del Vallo. Una camminata per ‘solleticare’ non solo la curiosità dei passanti ma, soprattutto, la consapevolezza che, in fondo, i diversamente abili sono persone come gli altri. E lo ha spiegato anche Giuseppe Sanfilippo, leader del gruppo ‘I leoni sicani’, atleti in carrozzina che giocano a Powerchair Hockey e Powerchair Football. In quattro sono arrivati a Mazara del Vallo per partecipare alla maratona non competitiva.

“Noi durante l’anno ci muoviamo in tutta Italia per il campionato italiano con pulmini e furgoni – ha detto Sanfilippo – ma col nostro impegno, seppur con le difficoltà, dimostriamo che se si vuole si può”.

“Normali in mezzo agli altri”. Non è il vivere in carrozzina che ferma sorriso e voglia di vivere. Lo sanno bene Daniele e i suoi genitori: “la vita ti mette alla prova – spiega papà Giovanni, impiegato al Comune di Mazara – ma Daniele ci ha dato tanto coraggio e lo stimolo a vivere la vita in maniera diversa, cioè capisci le banalità della vita e le cose che sono davvero importanti”. A partire dal sorriso di Daniele che contamina. “Dobbiamo dedicare più momenti a ritrovarci insieme – spiega il condirettore della Pastorale delle persone con disabilità, Paolo Tantaro – passeggiando nel centro di Mazara con decine di carrozzine ho visto molti commercianti che al nostro passaggio erano stupiti. Ecco non dobbiamo apparire come ‘diversi’ ma come ‘normali’ in mezzo agli altri”.

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