Riflettori di nuovo accesi in Francia. C’è massima allerta per l’“Atto III” delle proteste degli studenti di tutto il Paese. Sono attesi ai cortei tra i 150 mila e i 200 mila manifestanti in tutto il territorio, secondo quanto riferisce ‘Bfm Tv’. “Il livello di mobilitazione ha raggiunto un livello record,” sottolinea l’Union syndicale lycéenne invitando “tutte le scuole superiori a unirsi alle manifestazioni” in modo “cauto ma determinato”. Il ministero dell’Istruzione francese ha annunciato che 891 licei e istituti hanno sospeso le lezioni oggi. E’ stato un settembre caldo, anzi caldissimo. Molte manifestazioni si sono svolte pacificamente, ma altre sono state segnate da scontri ai margini con le forze dell’ordine. Secondo il ministro dell’Interno, ci sono stati più di 5.060 arresti, l’87% dei quali ha riguardato minorenni. Nel corso delle proteste sono rimasti feriti oltre 170 studenti, 78 membri del personale scolastico e più di 600 agenti di polizia. Diverse scuole sono state danneggiate, incendiate o saccheggiate. In alcuni casi, i rivoltosi si sono infiltrati nelle manifestazioni. Ieri, un quindicenne sarebbe stato ferito da una granata della polizia nella città di Lens, nel nord della Francia, perdendo una mano. A Tours, nel centro della Francia, la famiglia di uno studente sedicenne ha presentato domenica una denuncia per violenze della polizia, dopo che il ragazzo ha perso la vista dall’occhio destro.
Anche il quotidiano cattolico La Croix da stamattina sta seguendo in diretta le manifestazioni in programma. Lione, Nantes, Tolosa… A Parigi, la partenza del corteo è prevista da Place de la République alle 14. E da Parigi, Loup Besmond de Seneville, vice caporedattore del quotidiano La Croix, racconta: “Aspettavamo in Francia un movimento di rabbia, però non sapevamo esattamente da dove potesse arrivare. E è arrivato un po’ all’improvviso, dai giovani dei licei, che hanno iniziato a mobilitarsi il 21 settembre”.
“All’inizio non ce ne siamo quasi accorti: era un movimento un po’ sotterraneo. Poi, è completamente esploso”.
Gli studenti sono in piazza per denunciare una serie di situazioni subite e non più tollerate che riguardano sia le cattive condizioni di insegnamento sia lo stato degli edifici: strutture vecchie, troppo calde d’estate e troppo fredde d’inverno. E poi c’è una vera e propria carenza di insegnanti: in alcuni licei può capitare di non avere un professore di matematica per un intero anno. “Questi problemi esistono – spiega il giornalista – ma hanno alimentato un movimento abbastanza difficile da interpretare, perché è senza leader e senza una piattaforma di richieste precise. Per il governo francese è quindi abbastanza difficile intervenire, perché non c’è una singola misura che possa calmare la situazione”. Dietro alle manifestazioni, però, oltre alle legittime richieste per una scuola a misura di studente, si aggiunge – osserva Besmond de Seneville – “una generazione molto stressata dalla povertà, dall’isolamento delle periferie, dalle guerre, dall’angoscia per i cambiamenti climatici e dalla mancanza di sicurezze per il futuro”. “Sono figli di una società che attraversa una profonda fase di crisi. Tutti questi elementi, messi insieme, contribuiscono a creare una situazione sociale di questo tipo”. “Poi c’è un’ultima cosa”, aggiunge il giornalista.
“Certamente, la rabbia esiste, è multiforme e ha ragioni molto diverse, ma è anche sostenuta da alcuni movimenti politici francesi, in particolare La France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon, che cerca di intercettare e amplificare questa rabbia”.
Siamo a pochi mesi dalle elezioni presidenziali, e il rischio di strumentalizzazione è alto e incide anche sul clima politico. Ma, cosa potrebbe pacificare la piazza? “È una bella domanda, perché, come dicevo, non c’è una singola riforma contro cui stanno protestando”, risponde il giornalista de La Croix. “È una protesta multiforme e per il governo francese identificare una misura che possa essere accettata da tutti. Vedremo se le manifestazioni di questo pomeriggio saranno violente oppure no. Poi però bisognerà capire come evolverà il movimento”.
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