Ogni giorno bollettini di guerra carichi di morti e feriti tra i civili. E’ difficile addirittura “tenere il conto” e seguire le notizie che arrivano da tutte le Regioni del Paese, soprattutto dai territori vicini alla linea del fronte. A morire sotto le macerie ci sono purtroppo anche bambini e ragazzi giovanissimi. Almeno 10 persone sono state uccise e altre 73 ferite in Ucraina “solo” nelle ultime 24 ore. Sono vittime di un fuoco incrociato, costante e capillare. Secondo quanto riferito dal presidente ucraino Zelensky, la scorsa settimana i russi hanno lanciato circa 1.450 bombe aeree, 75 missili di vario tipo e oltre 1.640 droni d’attacco, di cui circa il 60% a reazione. Domenica 11 ottobre nella periferia di Kharkiv sono morte tre persone. Una ragazza di 19 anni, una donna di 51 anni e un ragazzo di 16 anni.
Il numero di feriti è salito a 22 e tra loro ci sono una bambina di 13 anni che ha subito una reazione acuta di panico e una bambina di otto anni ricoverata per una ferita da un’esplosione.
Sempre domenica, a Zaporizhzhia, le autorità cittadine hanno indetto una giornata di lutto per l’attacco aereo del 10 ottobre che ha provocato la morte di 20 persone, tra cui quattro bambini. Altre 17 persone sono rimaste ferite, tra cui tre bambini. L’impatto della bomba ha causato il crollo di una sezione di edificio di tre piani. Anche altri edifici e case private sono stati danneggiati. Per capire l’entità dei danni, i soccorritori hanno rimosso circa 320 tonnellate di detriti e nell’operazione sono state coinvolte squadre di ricerca e soccorso, incluse unità canine delle regioni di Donetsk e Dnipropetrovsk. L’inverno incalza e la Russia ha colpito anche la centrale elettrica CHP-5 di Kharkiv. L’attacco è avvenuto dopo che il presidente statunitense Donald Trump aveva annunciato un cosiddetto cessate il fuoco energetico tra Russia e Ucraina.
“Vediamo le nostre città e i nostri villaggi pacifici bruciare”, dice Sua Beatitudine Sviatoslav Schevchuk, capo della Chiesa greco cattolica Ucraina nel suo video messaggio settimanale registrato a Roma dove l’arcivescovo sta partecipando alla riunione speciale di tutti i capi delle Chiese Cattoliche Orientali e dei presidenti delle conferenze episcopali da tutto il mondo convocato da papa Leone XIV in occasione del decimo anniversario dell’Esortazione apostolica Amoris laetitia, dedicata alla famiglia. “Non riuscendo a ottenere i risultati desiderati sul campo di battaglia, i russi continuano a terrorizzare i civili giorno e notte”, dice Shevchuk. Nel video messaggio ricorda uno degli attacchi più brutali dei russi contro l’Ucraina avvenuto il 7 ottobre a Pryluky, nella regione di Chernihiv, dove 22 persone sono state uccise a causa di un attacco missilistico. E il giorno seguente, 8 ottobre, una tragedia ha colpito Kramatorsk, nella regione di Donetsk dove le truppe russe hanno colpito un autobus, uccidendo 33 persone e ferendone almeno 18. Tra le vittime ci sono i bambini.
“Vedendo il sangue, la distruzione, il dolore e le lacrime, sentiamo in modo particolarmente intenso quanto siano profondamente ferite le famiglie ucraine”, dice Shevchuk.
“Le famiglie ucraine piangono i loro morti, si preoccupano per i feriti e attendono il ritorno dei prigionieri e delle persone scomparse. In questo dolore, ci uniamo in solidarietà nazionale”. “Nonostante tutte le difficoltà, la famiglia ucraina ferita rimane la speranza della nostra società. È nella sua vita che la Chiesa proclama il Vangelo della famiglia. E a nome delle famiglie ucraine, vogliamo ancora una volta dire al mondo intero: l’Ucraina resiste! L’Ucraina sta combattendo! L’Ucraina sta pregando!”.
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