“L’appello che facciamo, come Chiesa, è quello di tentare di salvare i posti di lavoro”. Ad affermarlo don Davide Corba, responsabile della Pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Concordia-Pordenone, in merito alla vertenza Electrolux che da ieri sta facendo vivere in stato di agitazione 1700 persone in tutta Italia.
Anche a Porcia, Pordenone. 15mila abitanti. Uno dei distretti industriali più importanti del nord est italiano. Sicuramente tra i maggiori siti di produzione di lavatrici e asciugatrici al mondo. Qui è nata la Zanussi, da anni nelle mani della multinazionale svedese Electrolux. Qui da ieri 1.327 dipendenti, tra operai e impiegati, non sanno che ne sarà del proprio futuro.
“È stato un fulmine a ciel sereno – continua don Davide -. I dipendenti sono rimasti colpiti perché non si aspettavano questo provvedimento. C’è molta preoccupazione perché Electrolux è uno dei motori storici dell’economia del pordenonese”. A rischiare sono infatti non solo le famiglie che lavorano nella fabbrica, ma tutto l’indotto.
“Questa è una zona piena di distretti industriali – continua don Davide -, ci sono moltissime piccole aziende che lavorano per Electrolux da esterni. Sono fornitori di servizi e di prodotti. Un piano di ridimensionamento per questo territorio vuol dire far venir meno un motore dell’economia locale storico, quello che ha fatto un po’ la rivoluzione industriale dagli anni 50-60 a partire dalla famiglia Zanussi fino ad arrivare all’odierna Electrolux”.
(Foto ANSA/SIR)
Nell’incontro con i sindacati il gruppo ha presentato le linee del nuovo piano industriale, inserito in una strategia globale di riorganizzazione che punta a riportare la redditività operativa sopra il 6%. Per finanziare le nuove strategie è previsto un aumento di capitale di 9 miliardi di corone svedesi. Secondo i piani del colosso industriale, lo stabilimento pordenonese, perderà la produzione delle lavasciuga, “ritenute dalla stessa azienda – si legge nel comunicato della Fim-Cisl – strategiche per il settore del lavaggio, mantenendo solo le lavatrici”.
In sostanza, si tratta di una riduzione da cinque a tre linee di montaggio, che lavoreranno solo a giornata, e che farà perdere circa un terzo della produzione. Alla base dell’operazione, ci sarebbe la volontà di trasferire a terzi la fabbricazione di prodotti a non alto valore aggiunto. Il tutto mentre a fine 2025 l’azienda aveva chiesto allo stabilimento di Porcia un aumento degli ordini di ulteriori 10 mila lavatrici, portando la produzione da 712 mila a 722 mila pezzi.
The post Electrolux. Don Corba: “La Chiesa si offre come strumento di mediazione” first appeared on AgenSIR.“La decisione dell’Electrolux – sottolinea ancora don Davide – lascia ancora di più l’amaro in bocca perché questo ridimensionamento viene fatto non perché non ci sia richiesta del prodotto, ma perché l’azienda ha trovato un’altra area in cui è possibile produrre a un prezzo inferiore aumentando l’utile. Noi come Chiesa possiamo metterci in gioco come elemento di dialogo, di mediazione. Il tentativo è di sollecitare gli organi di governo e cercare di mediare con la dirigenza stessa”.