In un mondo che sembra andare in pezzi per le guerre, con la consapevolezza di essere sull’orlo del baratro, domenica è arrivato come un fulmine a ciel sereno nelle case l’annuncio in diretta tv del Papa, dato al termine della recita dell’Angelus, della sua malattia a un polmone. Martedì Leone XIV è stato operato ed è stato dato un nome al male che lo ha colpito: un tumore maligno. I medici hanno chiarito che è stato asportato. L’intervento chirurgico ha avuto successo, senza complicanze.
Il Pontefice sta affrontando una prova che lo accomuna a tante altre persone con problemi di salute. Probabilmente anche lui si è chiesto: “Perché è accaduto proprio a me?”. Una domanda che in tantissimi, nella sua medesima condizione, si sono posti. E che non ha risposta. Il beato mons. Luigi Novarese, definito da Giovanni Paolo II “l’apostolo dei malati”, più volte si era sentito rivolgere la stessa domanda angosciosa sul perché della malattia e della sofferenza. Il sacerdote casalese ha offerto come sostegno un itinerario spirituale che fa leva sui valori della persona sofferente. Facendo del malato un “testimone di speranza”. È la stessa speranza che anima anche il Papa, che al termine dell’Angelus si è rivolto alla sua “famiglia”, la Chiesa: “Mi affido alla vostra preghiera”.
(*) direttore de “La Vita casalese” (Casale Monferrato)
The post Il Pontefice “testimone di speranza” nella malattia first appeared on AgenSIR.