Un territorio si misura anche da come tiene insieme le sue sponde. In provincia di Pavia ne abbiamo tante. Il problema è che i ponti che dovrebbero unire, oggi separano. Una “maledizione” che pesa sulle spalle di cittadini e imprese. Partiamo dalla Becca. Il ponte sul Po tra Pavia e l’Oltrepò è un collo di bottiglia da decenni. Troppo stretto, vecchio, inadeguato al traffico di oggi. Se ne parla da anni. Progetti, promesse, annunci. Intanto chi ogni mattina deve andare a lavorare, portare i figli a scuola, consegnare merci, perde ore e pazienza. Un nuovo ponte è una necessità, non un lusso. Spostiamoci di qualche chilometro. A Bressana il ponte sul Po è un cantiere aperto da oltre un anno. I lavori servono, certo. La sicurezza viene prima di tutto. Ma un anno di deviazioni, code e tempi raddoppiati è un costo altissimo. E la domanda resta: si poteva organizzare meglio? Infine torniamo a Pavia. Il ponte sul Naviglio è chiuso da due anni. Una ferita nel cuore della città. Residenti arrabbiati, commercianti in difficoltà, studenti e lavoratori costretti a giri assurdi. Una comunità non può restare bloccata così a lungo. Pavia e la sua provincia meritano una programmazione seria, risorse certe e tempi rispettati.
(*) “il Ticino”
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