Perù. Violenza e povertà, portare speranza tra le baracche di Manchay

Scritto il 23/07/2026
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Manchay è una città peruviana di 100mila abitanti che sorge sulle pendici di una collina. Ci si va soltanto a dormire dopo una giornata passata a lavorare nell’area metropolitana di Lima. Non c’è praticamente nulla, solo strade polverose e case addossate le une alle altre. È stata creata e popolata negli anni Ottanta dagli sfollati dalle regioni di Ayacucho, Huancavelica, Apurimac e Abancay. Fuggivano dalla violenza e dall’ideologia politica di Sendero Luminoso, il movimento di ispirazione maoista che, dalla fine degli anni Sessanta e per oltre un trentennio, ha tentato di instaurare la società socialista con la lotta armata.

“Il mio granello di sabbia”. “Oggi Sendero Luminoso non è più forte e presente come negli anni Novanta, ma ne rimane un residuo cospicuo specialmente nella regione di Ayacucho. La cosa desta molta preoccupazione, soprattutto dopo il loro ultimo attacco, quello del maggio 2021 quando massacrarono 16 persone e ne ferirono molte altre alla vigilia delle elezioni”, ricorda suor Maria Milena Linco, religiosa ottantenne delle Piccole Suore missionarie della carità, la congregazione fondata da don Orione nel 1915, qui presente con una consorella. Cilena di Victoria, è qui da 11 anni, “felice di contribuire, con il mio granello di sabbia, a portare anime a Cristo e Cristo alle anime, come desiderava il nostro fondatore”.

(Foto Popoli e Missioni)

Povertà diffusa, corruzione. I racconti degli abitanti di Manchay ricordano di abitazioni costruite con i resti dei tram di Lima abbandonati in questa zona desertica, e la stessa suor Maria Milena ricorda di aver visto case realizzate con delle stuoie di paglia. “La zona è rimasta molto povera, non esiste un’area verde, i tagli all’acqua potabile e all’energia elettrica sono molto frequenti, e col passar del tempo si sono ingigantiti quei problemi comuni a tutto il resto del Paese, la corruzione a tutti i livelli, omicidi su commissione, estorsioni, mancanza di rispetto per la vita, alcolismo, prostituzione, tossicodipendenza”.

L’eredità di Sendero Luminoso. Manifestazioni e proteste per domandare salari più alti, e una lotta serrata alla criminalità organizzata, hanno attraversato tutto il Perù nell’ultimo scorcio del 2025. Specialmente la corruzione è diventata una pratica comune che ha assunto dimensioni allarmanti. La polizia parla di un incremento di oltre il 200% rispetto a 20 anni fa e il malcostume sembra non risparmiare nessuno, commercianti, barbieri, farmacisti, autisti, medici e imprenditori. Irregolarità, accuse di brogli e le consuete tensioni politiche hanno caratterizzato il primo turno delle elezioni presidenziali che si sono svolte il 12 aprile scorso; e solo il 17 maggio il giurì delle elezioni del Perù ha proclamato Keiko Fujimori (leader della destra di Fuerza Popular e figlia dell’ex presidente Alberto Fujimori) e Roberto Sánchez (esponente della sinistra di Juntos por el Perú) candidati al ballottaggio presidenziale svoltosi a giugno, nel quale ha prevalso la Fujimori.

“Al servizio delle anime”. A Manchay le due suore sono impegnate in una miriade di attività. La loro congregazione è qui da 33 anni, “al servizio delle anime”, e quando è stato chiesto loro di prendersi cura dei bambini abbandonati a rischio sociale, che vivevano soli nelle capanne, ne sono state entusiaste. Oggi nel loro asilo accolgono, tutto il giorno, una media 200 bambini tra i due e i cinque anni che hanno bisogno di amore e protezione mentre i loro genitori lavorano. Sostengono anche il lavoro pastorale della parrocchia, coordinando la catechesi per gli adulti che non hanno ricevuto i sacramenti.

Educazione, fede, valori. “Quello che offriamo ai nostri bambini è un’educazione completa, sia in termini di valori che di sviluppo personale – spiegano all’unisono –. Vogliamo che ogni bambino abbia accesso a tutte quelle risorse che supportino la sua crescita intellettuale. Un lavoro importante è fatto con le famiglie, affinché possano raggiungere quella stabilità emotiva, morale e psicologica indispensabile per la crescita armoniosa dei figli. E per questo offriamo loro incontri e conferenze con professionisti del settore, perché possano essere guidati su temi come l’aborto, la maternità adolescenziale, l’alcolismo, la droga”. Anche in Perù “le sfide più importanti per la missione sono sempre le stesse – concludono –: preservare la fede e i valori all’interno delle comunità a noi assegnate, incoraggiare i fedeli a custodire la propria vita morale. Chi ha una morale compromessa, purtroppo, è solo causa di altra corruzione, e quella che c’è è anche troppa”.

*Popoli e Missioni

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