Domani firma e consegna del Patto tra le religioni al Presidente Mattarella

Scritto il 24/06/2026
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I rappresentanti delle comunità religiose in Italia saranno ricevuti domani alle ore 16 al Quirinale dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella al quale consegneranno il Patto “La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale” che per la prima volta nella storia del nostro Paese, i responsabili delle religioni sottoscriveranno sempre domani alle 9.30 a Roma presso l’auditorium dell’Ara Pacis. A dare l’annuncio dell’incontro con Matterella è il Quirinale. A siglare il Patto saranno: Istituto buddista italiano Soka Gakkai; Assemblea spirituale nazionale dei bahá’í d’Italia; Sikhi Sewa Society; Istituto Tevere; Confederazione islamica italiana; Comunità religiosa islamica italiana; Assemblea dei rabbini d’Italia; Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia; Centro islamico culturale d’Italia; Unione delle Comunità islamiche d’Italia; Unione induista Italiana; Unione delle Comunità ebraiche Italiane; Conferenza episcopale italiana; Federazione delle Chiese evangeliche in Italia; Unione buddhista italiana.

La firma – si legge in una nota di presentazione dei firmatari – rappresenta una “tappa fondamentale” di un percorso: a partire dal 2023, infatti, i leader delle religioni diffuse nel Paese, si sono incontrati annualmente nella sede della Conferenza Episcopale Italiana, avviando una riflessione comune sulla necessità di essere, nello spazio pubblico, una risorsa capace di tessere dialogo, comunione e pace. Nel 2024, anche alcuni giovani, delegati dai responsabili delle religioni, si sono ritrovati periodicamente per discutere e lavorare insieme. Mons. Gaetano Castello, vescovo ausiliare di Napoli e Presidente della Commissione episcopale per l’ecumenismo e il dialogo, spiega: “Ciò che proponiamo è la via maestra dell’incontro con l’altro, del dialogo tra diversi accogliendo quanto dalle rispettive tradizioni può aiutare alla crescita della nostra società”.

Papa Francesco con l’Imam Yahya Pallavicini (Foto Osservatore Romano/Coreis)

“Sì, domani è effettivamente una giornata storica e molto simbolica per la vicenda italiana e per il ruolo delle religioni nella società”, aggiunge al Sir Yahya Pallavicini, imam della Coreis (Comunità̀ Religiosa Islamica Italiana). “Le più autorevoli rappresentanze religiose del Paese si riuniranno in un atto di responsabilità per rafforzare la coesione sociale attraverso il dialogo interreligioso”. Yahya Pallavicini è un imam della Coreis (Comunità̀ Religiosa Islamica Italiana), una delle principali organizzazioni di rappresentanza istituzionale del culto islamico in Italia. Da sempre protagonista del dialogo tra le fedi religiose, parla del Patto come di “un’importante occasione di trasparenza, collaborazione e responsabilità spirituale che, a mio avviso, dall’Italia può diventare un esempio concreto di sintonia tra credenti al servizio della società italiana e, perché no, anche un modello a livello europeo”. In un contesto segnato da conflitti internazionali, pandemia e “strumentalizzazione della religione per alimentare polarizzazione, odio e violenza tra popoli e tra credenti, i credenti non rappresentano un problema, ma fanno parte della soluzione”, afferma l’imam che aggiunge:

“Stiamo assistendo a una vera e propria grammatica — e a una propaganda — dell’odio, della contrapposizione e del conflitto. Il messaggio è quello di avere più fede, ma anche più fiducia e speranza nei valori del bene e nel bene comune”.

Livia Ottolenghi, presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiana (Foto Ucei)

Interpellata dal Sir, Livia Ottolenghi presidente dell’Ucei, confida: “Per l’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane essere presenti alla sottoscrizione di questo Patto ha un significato particolarmente importante. È la conferma di una convinzione che ci accompagna da anni: il dialogo tra le diverse tradizioni religiose non è soltanto un valore da affermare, ma una responsabilità da praticare ogni giorno attraverso l’incontro, l’ascolto e la collaborazione. Ritengo che sia un passaggio di grande rilievo per il dialogo interreligioso nel nostro Paese. Il percorso condiviso in questi anni ha dimostrato che, pur nella diversità delle nostre tradizioni, delle nostre sensibilità e delle nostre identità, è possibile costruire relazioni solide fondate sul rispetto reciproco, sulla fiducia, sulla responsabilità comune e sull’impegno a favore del bene della società”. Ottolenghi sottolinea in particolare la partecipazione dell’Assemblea dei Rabbini d’Italia e soprattutto dei giovani, che “con il loro entusiasmo, la loro capacità di dialogo e la naturale propensione a guardare oltre le differenze contribuiscono a rendere questo percorso una realtà viva, dinamica e proiettata verso il futuro”.

Roma 15 ottobre, Filippo Scianna e una delegazione dell’Ubi incontra Papa Leone (Foto Sir)

“La firma del Patto – dice al Sir Filippo Scianna, presidente dell’Unione Buddhista Italiana – assume un significato particolarmente importante nel contesto attuale, segnato da tensioni, conflitti e crescenti polarizzazioni.

Testimonia la volontà concreta delle diverse confessioni religiose di camminare insieme, mettendo al centro valori condivisi quali la dignità della persona, la giustizia sociale, la pace e la responsabilità verso il bene comune.

Come buddhisti siamo fermamente convinti che la pace nasca da un disarmo interiore fondato sull’ascolto senza pregiudizi e sul riconoscimento delle differenze: solo così è possibile costruire percorsi condivisi di solidarietà e convivenza. Questo traguardo conferma che, attraverso l’ascolto reciproco, il dialogo e il rispetto delle diversità, le religioni possono contribuire concretamente alla costruzione di una società più giusta, pacifica e inclusiva”.

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