“L’udienza con il Santo Padre rappresenta un momento di profonda comunione ecclesiale, di preghiera e di rinnovato slancio missionario per tutta la corrente di grazia che è il Rinnovamento carismatico cattolico, chiamato a vivere e testimoniare l’unità nella diversità dei carismi, al servizio della Chiesa e dell’evangelizzazione”: così il Charis descrive i sentimenti che animano il Rinnovamento carismatico cattolico per l’udienza che Leone XIV concederà sabato 30 maggio in Aula Paolo VI. In vista dell’incontro abbiamo parlato con il moderatore di Charis, Pino Scafuro, che in occasione dell’udienza porterà al Papa il saluto del movimento.
(Foto sito RnS)
L’incontro con Leone XIV cosa rappresenta questo momento per il Rinnovamento carismatico cattolico e per Charis?
Per l’intera corrente di grazia del Rinnovamento carismatico cattolico nel mondo, questa udienza rappresenta un’esperienza speciale di comunione ecclesiale.
Sin dagli inizi, tutti i Papi hanno accolto il Rcc, ogni loro parola a noi rivolta è stata feconda e noi l’abbiamo assecondata con attenzione. Siamo certi che questo incontro si svolgerà in un’atmosfera familiare di gioia, fede e attenzione alle parole paterne che Papa Leone avrà per noi.
Questo appuntamento ha un valore particolare anche in vista del 60° anniversario del Rinnovamento carismatico cattolico?
Sì, gli anniversari, soprattutto quelli a cifra tonda, sono solitamente propizi per fare un bilancio di quanto vissuto fino a quel momento. Come dice il Vangelo, Dio ci ha dato diversi talenti e ci chiede conto di essi. Cosa abbiamo fatto? Cosa avremmo potuto fare meglio? Davanti alle necessità attuali e ai segni dei tempi: cosa dobbiamo fare?
Che aspettative avete da questa udienza con il Papa?
Che le sue parole, ispirate dallo Spirito Santo che lo assiste come Pontefice, ci aiutino a servire meglio.
Che cosa può aspettarsi da voi Leone XIV?
In primo luogo, la nostra preghiera costante per le sue intenzioni.
Crediamo fermamente nel potere dell’intercessione.
L’incontro di sabato con Papa Leone XIV viene preceduto da un tempo di consultazione, riflessione e preghiera. Ci porremo tre domande fondamentali cui cercheremo di rispondere alla luce del 60° anniversario: cosa si aspetta Dio dal Rcc? Cosa si aspetta la Chiesa dal Rcc? Alle soglie del Secondo Millennio della Redenzione, cosa si aspetta il mondo dai cristiani? In altre parole, ci prepareremo a servire la Chiesa – in generale – e Papa Leone – in particolare – di fronte alle sfide di questo tempo. Ci disporremo in preghiera, per essere sensibili alle ispirazioni dello Spirito Santo e ci prepareremo a portarle avanti, per il bene di tutta la Chiesa.
E quale contributo il Rinnovamento carismatico cattolico può offrire oggi alla Chiesa, in particolare sul fronte dell’unità e dell’evangelizzazione?
Il Rcc è un’esperienza spirituale che ha suscitato una grande varietà di espressioni nella corrente di grazia. In altre parole, viviamo l’unità nella diversità. Con l’istituzione di Charis, il Servizio internazionale per il Rinnovamento carismatico cattolico, Papa Francesco insistette su tre missioni fondamentali: condividere con tutti nella Chiesa la ricchezza del battesimo nello Spirito; servire i poveri in ogni loro necessità, fisica e spirituale; lavorare per l’unità dei cristiani. Il Rcc svolge da sempre un apostolato creativo ed efficace sul Kerygma, il che comprende l’annuncio in molteplici contesti: chiese, scuole, circoli, fabbriche, carceri, il mondo digitale e persino nei centri commerciali. Forse grazie agli inizi ecumenici del Rcc, abbiamo sempre avuto una certa predisposizione e facilità nel lavorare per l’unità dei cristiani. Non intendiamo entrare in discussioni teologiche (seppur necessarie, ma che lasciamo agli esperti), ma pregare insieme e condividere esperienze. Vivere insieme, cioè, un ecumenismo spirituale.
Quali sono le finalità di Charis?
Charis è il Servizio internazionale per il Rinnovamento carismatico cattolico. Quindi la sua funzione è quella di
servire l’intera corrente di grazia in tutto il mondo.
Offre diversi livelli di formazione, organizza eventi internazionali in tutti i continenti, incontri speciali secondo le aree di apostolato, come l’ecumenismo, il servizio ai poveri, ai giovani, alle comunità e risponde ad interrogativi di ogni genere. Charis dispone di una rete internazionale di intercessione con ampia copertura in quasi ogni Paese del mondo. Il Servizio internazionale di Comunione di Charis è composto da persone che rappresentano tutti i continenti, culture diverse ed una varietà di realtà carismatiche. Il primo assistente ecclesiastico fu il card. Raniero Cantalamessa. Nel 2023 fu nominato dal Dicastero il vescovo Peter Leslie Smith.
Quali sono le sfide che oggi attendono il Rinnovamento carismatico cattolico e Charis?
Come per tutta la Chiesa, non dobbiamo restare seduti in chiesa ad aspettare che la gente venga. Dobbiamo invocare la creatività dello Spirito Santo per favorire l’incontro con Gesù in luoghi inaspettati. Il mondo ha bisogno di ascoltare l’Annuncio, anche se a volte ignora questa necessità. Osservando come il numero di giovani vari a seconda dei continenti, vedendo il più basso in Europa e quello più alto in Africa, per esempio, sappiamo di dover lavorare sull’avvicendamento generazionale. La sfida maggiore è quella di poter evangelizzare insieme. A questo proposito, Charis, insieme ad altre associazioni e chiese cristiane, ha promosso un’iniziativa chiamata 2033 Agenda, incentrata sulla diffusione dei valori del Vangelo in tutti i settori della società. Ci proponiamo di lavorare in questi 7 anni che abbiamo davanti per giungere al 2033 con ancor più motivi per celebrare la Redenzione. Crediamo fermamente che i valori del Vangelo sono un dono di Dio, non solo per i cristiani, ma per tutti coloro che vorranno accoglierli.
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