Israele al voto per eleggere la 26ª Knesset, il Parlamento monocamerale composto da 120 deputati. I seggi sono stati aperti questa mattina alle ore 7 (le 6 in Italia) e si chiuderanno alle 22 (le 21 italiane). Si tratta delle prime elezioni dopo il massacro del 7 ottobre 2023, compiuto da Hamas, e le prime dal 1988 che si svolgono alla scadenza naturale della legislatura, con il governo in carica da quattro anni. Secondo i dati ufficiali del Central Elections Committee, l’organo indipendente incaricato di organizzare, supervisionare e certificare le elezioni in Israele, gli aventi diritto al voto sono 7.331.981 (su una popolazione di poco superiore ai 10 milioni), oltre 543mila in più rispetto alle precedenti elezioni. I seggi allestiti sono 12.018, ai quali si aggiungono 250 postazioni negli ospedali, 55 nelle carceri e nei centri di detenzione e 102 seggi nelle rappresentanze diplomatiche israeliane all’estero, distribuiti in circa 100 località. Sono 37 le liste in lizza per l’ingresso alla Knesset, con una soglia di sbarramento fissata al 3,25%.
(Photo: Oded Karni, Assuta Hospital Tel Aviv Spokesperson’s Office)
Come si vota. Israele ha un sistema proporzionale su base nazionale, con un unico collegio elettorale. Si vota per una lista di partito e non per un candidato specifico, con la seguente modalità: al seggio l’elettore presenta un documento d’identità valido e riceve una busta ufficiale timbrata. Entrato nella cabina elettorale, trova le schede dei partiti in competizione, ciascuna contrassegnata dalle lettere identificative della lista e dal nome della formazione politica. Dopo aver scelto la scheda della lista preferita, la inserisce nella busta e la deposita nell’urna.
La doppia busta. Una delle particolarità del voto in Israele è anche il sistema della “doppia busta”, riservato a militari, riservisti, diplomatici, detenuti, ricoverati e ad altre categorie impossibilitate a votare nel proprio seggio. La scheda viene inserita in una busta anonima, a sua volta racchiusa in una seconda busta con i dati dell’elettore. Dopo le verifiche per evitare doppi voti, la busta esterna viene rimossa e la scheda scrutinata garantendo così la segretezza del voto. A causa di questo controllo aggiuntivo, le “doppie buste” verranno conteggiate successivamente e potranno incidere sull’assegnazione definitiva dei seggi della Knesset. Per queste elezioni, infatti, la Commissione elettorale centrale israeliana stima addirittura tra i 600.000 e i 650.000 voti con doppia busta, un numero molto alto rispetto al passato dovuto soprattutto all’elevato numero di riservisti mobilitati e agli sfollati che non possono votare nel proprio seggio di residenza. Se si considera che un seggio della Knesset “pesa” mediamente circa 35-40 mila voti, un pacchetto di 600-650mila “doppie buste” equivale politicamente a circa 15 seggi. Trattandosi delle prime elezioni dopo il 7 ottobre 2023, gli osservatori prevedono un’alta affluenza alle urne. Nel voto del 2022 l’affluenza fu del 70%.
La sfida. La sfida politica ruota soprattutto attorno al premier uscente Benjamin Netanyahu (Likud) e all’ex capo di Stato maggiore Gadi Eisenkot (Yashar). L’ultimo sondaggio, diffuso il 23 ottobre, vedeva un testa a testa tra i due principali schieramenti, senza una chiara maggioranza in grado di raggiungere i 61 seggi necessari per formare il governo. I primi exit poll saranno diffusi alla chiusura dei seggi, alle 22 locali, mentre per i risultati definitivi sarà necessario attendere anche il conteggio delle schede speciali.
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