(da New York) Dalle parrocchie alle università, dalle comunità religiose alle diocesi, gli Stati Uniti si stringono attorno al loro primo Papa americano. Una catena di preghiere attraversa il Paese mentre Leone XIV è pronto al ricovero, al Policlinico Gemelli di Roma, dove sarà sottoposto a un intervento chirurgico per rimuovere un piccolo nodulo al polmone. La notizia, annunciata dallo stesso pontefice domenica durante l’Angelus, ha suscitato apprensione, ma soprattutto un’ondata di affetto e vicinanza spirituale.
A dare voce alla Chiesa americana è stato mons. Paul S. Coakley, arcivescovo di Oklahoma City, presidente della Conferenza episcopale statunitense. “I vescovi degli Stati Uniti si uniscono ai fedeli e a tutte le persone di buona volontà nel pregare per la sua salute”, ha dichiarato, invocando la guida del “medico divino, Gesù Cristo” sulle mani dei chirurghi. Coakley ha poi rivolto un invito personale: “Trovate un momento oggi, come farò io, per offrire una preghiera per Papa Leone e per l’équipe medica che si prenderà cura di lui”.
Da Washington, il card. Robert McElroy ha chiesto a tutti i fedeli dell’arcidiocesi di pregare perché il pontefice possa recuperare pienamente la salute e continuare a guidare la Chiesa con “la visione, la santità, lo spirito di sacrificio e la compassione pastorale” che hanno caratterizzato il suo pontificato. Il porporato, presente a Roma per una conferenza dedicata al decimo anniversario dell’esortazione Amoris laetitia, ha invitato anche i sacerdoti a celebrare messe per la salute del Papa.
La notizia ha raggiunto l’arcivescovo di New York, mons. Ronald Hicks, mentre percorreva il Cammino di Santiago. Anche da lì è arrivato il suo messaggio: “Mi unisco ai vescovi, ai sacerdoti, ai fedeli e a tutte le persone di buona volontà dell’arcidiocesi di New York nel pregare per il nostro Santo Padre”. Dalla vicina Virginia, il vescovo di Arlington, mons. Michael Burbidge, ha invocato una pronta guarigione e il sostegno del Signore, “Divino Medico”, perché doni al Papa conforto e forza.
Ma è soprattutto a Chicago, città natale di Robert Francis Prevost, che la preoccupazione assume i contorni di un affetto familiare. Marty Brickle, un fedele che da quindici anni frequenta la chiesa di Holy Name, luogo di preghiera legato al pontefice, racconta la tristezza per la notizia dell’operazione e ricorda con emozione il suo unico incontro con Leone XIV. Di cosa parlarono? “Dei White Sox”, la squadra di baseball cittadina. Un dettaglio che dice molto del legame tra il Papa e le sue radici: “Essendo un figlio di Chicago, c’è un enorme affetto per lui in città e nei dintorni. E sappiamo che anche lui ama molto la gente di Chicago”.
Alla mobilitazione si unisce anche la Villanova University, ateneo della Pennsylvania dove Leone XIV ha studiato. In un messaggio pubblicato l’11 ottobre, l’università ha assicurato di unirsi alla Chiesa universale nella preghiera: “Che Dio conceda al Santo Padre forza, guarigione e una completa ripresa nei giorni a venire”. E persino da un carcere, a pochi chilometri da Filadelfia, sono arrivate preghiere per Leone.
La solidarietà con il Papa ha superato il confine statunitense. I vescovi canadesi hanno invocato l’intercessione della Vergine Maria, Salute degli Infermi, mentre l’arcidiocesi di Toronto, guidata dal card. Frank Leo, ha chiesto preghiere per il buon esito dell’intervento.
Il pontefice, 71 anni, ha spiegato che il nodulo è stato individuato durante controlli di routine, “in una fase molto iniziale e ben localizzato”. Una comunicazione diretta, accompagnata dalla richiesta di preghiere, che ha colpito i fedeli per la sua trasparenza.
Intanto, quasi oscurato dalle notizie sulla salute del Papa, resta l’appello lanciato dallo stesso Leone XIV pochi istanti prima dell’annuncio: garantire il trasporto sicuro del grano attraverso il Mar Nero, perché “il pane quotidiano di milioni di persone non può essere tenuto in ostaggio dalla guerra”. Un richiamo alle sofferenze dell’Ucraina e dei Paesi più poveri che ricorda come, nonostante la propria malattia, lo sguardo del pontefice continui a rivolgersi alle ferite del mondo.
Usa in preghiera per Leone XIV. Da Chicago: “C’è un enorme affetto per lui”
Scritto il 13/10/2026