L’estate è il periodo in cui molti partono, ma per chi resta in città soprattutto per le persone anziane e per chi si prende cura ogni giorno di un familiare con demenza le settimane di agosto possono diventare particolarmente difficili. La riduzione delle attività, il caldo e il rischio di isolamento rendono ancora più importante poter contare su punti di riferimento e occasioni di incontro. Per questo, anche durante il mese di agosto, proseguono gli incontri estivi per anziani e caregiver e restano aperti gli Atelier Alzheimer gestiti dalla cooperativa Nomos in vari centri della Toscana. Accanto agli incontri nei centri, Nomos mantiene attivi per tutto agosto anche i servizi di assistenza domiciliare, sia di notte sia di giorno, con interventi professionali a casa per accompagnare la persona con demenza e sostenere la famiglia nella gestione quotidiana. In Toscana si stima che vi siano oltre 81mila persone affette da demenza nella fascia sopra i 65 anni e circa 1.500 nella fascia tra i 35 e i 64. La malattia di Alzheimer è quella che si presenta con maggiore frequenza, raggiungendo il 60% dei casi di demenza. A questi dati sono correlati anche le oltre 64mila persone con Mild cognitive impairment, cioè con disturbo cognitivo lieve (fonte Anci Toscana 2025). Nomos è una cooperativa sociale, nata nel 2010, che opera nell’assistenza domiciliare ad anziani e persone con disabilità nei territori di Firenze e Grosseto.
L’Atelier Alzheimer è uno spazio protetto dove le persone che vivono la demenza possono stare in compagnia, mantenersi attive, fare attività ricreative e creative, ricevere supporto da un’equipe multidisciplinare di esperti, tra cui educatori specializzati, psicologi, musicoterapeuti e neuropsicologi. Anche i familiari e caregiver ricevono sostegno psicologico e psicoeducazione, informazioni teoriche e pratiche per la gestione del familiare assistito. I casi di demenza e Alzheimer seguiti annualmente da Nomos sono 150 circa e in ogni Atelier la media è di 10/13 partecipanti. Quest’estate e anche ad agosto restano attivi gli Atelier a Firenze, Scandicci, Bagno a Ripoli, Sesto Fiorentino, Barberino di Mugello; Pistoia e Montale; Prato; Siena; Follonica.
(Foto Nomos)
“L’estate – dice al Sir Gaia Guidotti, vicepresidente di Nomos – è il periodo più difficile per chi vive situazioni di fragilità o si occupa quotidianamente di un familiare con demenza. Interrompere le attività di socializzazione, ascolto e sostegno sarebbe fare veramente un grosso danno, perché è il periodo in cui queste persone sono più sole, perché familiari e amici spesso sono in vacanza e nelle città certi servizi chiudono. Per questo abbiamo scelto di garantire continuità alle attività, ci sentivamo responsabili di mantenere aperti questi spazi affinché nessuno si senta solo nei mesi estivi”. “Il nostro obiettivo – aggiunge Guidotti – è offrire un punto di riferimento costante, anche quando molte attività si fermano.
La continuità del supporto è fondamentale sia per le persone con demenza sia per i caregiver, che spesso durante l’estate affrontano un carico ancora più impegnativo”.
Le attività negli Atelier possono contare su due operatori fissi e uno staff di psicologi e neuropsicologi che coordinano e monitorano l’attività sui pazienti. A ogni Atelier partecipano dai 10 ai 13 utenti, ma “il numero durante l’estate diminuisce un po’; in media abbiamo sempre 8-9 persone. Si tratta di persone spesso fragili, per le quali anche andare in vacanza diventa difficile, perché per la loro patologia hanno necessità di mantenere una routine, mentre cambiare luogo potrebbe creare disturbi di comportamento”. Come si accede ai servizi di Nomos? “Si può accedere tramite dei voucher erogati dalle diverse società della salute e con finanziamenti europei dati dalla Regione Toscana o altrimenti come privati. Quindi c’è la possibilità di accedere ai nostri servizi e anche al trasporto in modo totalmente gratuito. In Toscana e a Firenze, in particolare, si registra una criticità per i trasporti, che nessuno vuole fare più, anche le associazioni di volontariato, quindi noi garantiamo anche il trasporto”. Le attività di Nomos non si limitano ai pazienti:
“Facciamo anche attività con le famiglie, perché c’è lo psicologo che fa un percorso di psicoeducazione, ossia forma il caregiver nella gestione della malattia.
Infatti, questo tipo di patologia non è solo del malato, coinvolge tutto il nucleo familiare, che in poco tempo si trova di fronte a sé una persona che spesso non sa gestire, ha disturbi del comportamento, cambia personalità. I nostri psicologi danno dei consigli individualizzati, caso per caso, conoscendo i pazienti che frequentano i nostri Atelier. In questo modo, i familiari riescono a gestire anche a domicilio i congiunti. Nei nostri Atelier i pazienti vengono fino a 4 giorni a settimana, il resto del tempo lo passano a casa. Perciò, è importante che il caregiver sia formato. Vogliamo far capire che le persone con un adeguato sostegno possono uscire, andare a mangiare un gelato, una pizza, anche dopo la diagnosi c’è una possibilità di qualità della vita buona, se chi è vicino impara a stare accanto ai pazienti nel modo giusto”.
(Foto Nomos)
Elisa Billeri è un’operatrice degli Atelier Alzheimer di Nomos. “Non staccare le attività ha un valore enorme perché sia la famiglia sia le persone con questo tipo di problema hanno bisogno di mantenere la loro routine – ci spiega -. Chi va in vacanza, viene portato nelle seconde case oppure va al mare con la badante, torna più confuso e disorientato. Infatti, non sempre la vacanza rappresenta per questa tipologia di persone un momento di svago. Noi lavoriamo tantissimo sull’orientamento temporale, spaziale, sulla costruzione di abitudini, su tutto ciò che dà a questi pazienti sicurezza, quindi il fatto di mantenere un ritmo anche in estate è sicuramente positivo”. L’Atelier, racconta Billeri, “è uno spazio educativo, riabilitativo anche se con queste persone più che riabilitazione facciamo un mantenimento di ciò che è ancora in essere, insomma delle loro capacità residue, quindi è uno spazio in cui si sta insieme, sono 3 ore la mattina dalle 9 a mezzogiorno e seguiamo una programmazione mensile mirata e pensata per la stimolazione di tutte le funzioni cognitive, esecutive, quindi non si fanno tutti i giorni le stesse cose, cerchiamo di offrire un equilibrio anche in ciò che proponiamo, nel senso che ci sono attività che stimolano le abilità più cognitive, la memoria, il linguaggio, l’attenzione; attività motorie, come la ginnastica dolce; musicoterapia; attività manuali. C’è sempre un mix abbastanza equilibrato tra tutti questi aspetti e l’aspetto relazionale. È importante anche trovarsi in un ambiente tranquillo, dove il clima è assolutamente sereno, dove le persone si ritrovano, hanno occasione anche di parlare. Il nostro atteggiamento offre sempre una validazione emotiva e anche un riscontro sempre positivo di quelle che sono le loro capacità, quindi non c’è giudizio se sbagliano, ma c’è sempre un rinforzo positivo se compiono le loro attività in modo corretto. Gli utenti sono molto contenti: arrivano a volte anche nervosi e poi escono sempre contenti, tranquilli, sereni, per cui è uno spazio decisamente accogliente”. Billeri sottolinea anche l’importanza dell’assistenza domiciliare che non si ferma neppure ad agosto: “Per questi utenti sono attivi anche dei servizi di educativa domiciliare, per cui un educatore si reca a casa e svolge quelle che sono le attività calibrate su quel paziente, su quella famiglia, con un intervento individualizzato”.
(Foto Nomos)
“Aiutiamo questi pazienti a mantenere le capacità residue”, dice un altro operatore degli Atelier, Alexander Lamas. “Lavoriamo in gruppo tre volte alla settimana, dalle nove a mezzogiorno. La mattinata è divisa in due momenti diversi. Nel primo, dalle nove fino alle dieci e mezzo, facciamo la presentazione, l’orientamento temporale e l’allenamento della memoria. Alle 10,30 c’è la pausa, il momento di condivisione, dove ci troviamo tutti insieme a fare merenda, a chiacchierare, a passare insieme un momento tranquillo. Dopo le 11, parte una programmazione generale che cambia tutti i giorni”. Tra le difficoltà che vivono i pazienti con Alzheimer in estate, Lamas cita, oltre alla solitudine, il caldo: “Negli Atelier abbiamo l’aria condizionata, ma per arrivare da noi devono affrontare il caldo e arrivano, a volte, frastornati o nervosi e, in questi casi, bisogna gestirli in un modo diverso. C’è anche il problema della disidratazione. Quando arrivano da noi disidratati cerchiamo di intervenire anche su questo aspetto.
The post Alzheimer. Toscana: “Grazie a Nomos anche ad agosto continua l’assistenza a casa e negli Atelier” first appeared on AgenSIR.L’Atelier , perciò, d’estate, è molto importante. Qui gli utenti trovano il sostegno, la compagnia, un aiuto, che a volte a casa non hanno”.