Sanremo 2026. Serata cover tra festa e riflessione. Schettini ai giovani: “Progettate la vita”

Scritto il 28/02/2026
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La quarta serata si apre con un lungo medley di Laura Pausini. La cantautrice “di Solarolo”, così spesso nominato dall’imitatore Vincenzo De Lucia, accontenta finalmente i fan, che hanno atteso fino al penultimo giorno del Festival per ascoltarla. I più fortunati, possono sentirla dal vivo ‘vivo’, a pochi metri: la performance inizia sul carpet che conduce all’Ariston. Poi inizia lo spettacolo nello spettacolo (di Sanremo): l’appuntamento con le cover. La partenza suona allegra con “Aserejé”, cantata da Elettra Lamborghini e le Las Ketchup, che l’avevano portata al successo nel 2002.

Un lungo applauso accoglie la co-conduttrice Bianca Balti, di nuovo sul palco dell’Ariston a distanza di un anno. La sua presenza racchiude un grande significato: nel 2025 dichiarava che a Sanremo non avrebbe fatto “la malata di cancro. Non perché non voglia raccontare il dolore di questi mesi; voglio che sia una celebrazione della vita”. Nel 2026 dice:

“Dopo la malattia, sono consapevole di rappresentare qualcosa di più di una modella. Sono qui per godermela anche per chi ha sofferto e soffre. La differenza vera la fanno le persone che hai intorno nelle difficoltà”.

Nello splendido abito lungo che mette in vista una cicatrice e con il sorriso raggiante, il suo messaggio arriva immediato, ancora più forte e chiaro delle parole.

Le cover. Le trenta cover superano ogni genere (da “Occhi di gatto”, Bambole di pezza con Cristina D’Avena a “Hit the road Jack” di Sayf con Alex Britti e Mario Biondi) e tutte raccolgono standing ovation, cori, applausi. Vincerà “The Lady is a Tramp”, proposta da Ditonellapiaga con TonyPitony. Lo show è intermezzato dalle performance dei due artisti ospiti, Francesco Gabbani, dal Suzuki Stage in piazza Colombo, e Max Pezzali, sulla nave da crociera al largo della città dei fiori. Non solo: Carlo Conti, conduttore e direttore artistico sempre attento a dare un’utilità sociale al Festival, chiama sul palcoscenico il professore Vincenzo Schettini. Insegnante di Fisica e star del web da 5 milioni di follower, il divulgatore spiega che “non serve portare un esperimento scientifico, il Festival stesso è un esperimento, perché la musica può essere spiegata con la fisica”.

Dialogo e vita. Fulcro dell’intervento di Schettini, però, è il tema delle dipendenze: “Questa è un’edizione dei giovani, abbiamo sentito molti messaggi legati a loro e ai genitori. Qui e a casa ci sono tanti genitori che ci stanno seguendo e voglio condividere un pensiero. I social fanno parte della vita dei ragazzi in maniera più forte rispetto alla nostra, perché fanno con i social quello che noi facevamo di persona: cercare amicizie, fidanzati, parlare. Attraverso gli schermi accadono cose belle e brutte: i messaggi d’odio, per esempio, colpiscono la loro fragilità”. Continua il “prof”: “Dalla dipendenza dei social si può passare ad altre dipendenze: il cibo, l’alcol, le droghe, che stanno aumentando in tutto il mondo, sono sempre più economiche e arrivano per posta, basta cliccare sul telefonino.

La musica è energia sonora, noi l’abbiamo in gola quella energia e bisogna riprendere a fare una cosa con i figli: parlare. Insistere a parlare, se è il caso, se qualcosa non convince.

Bisogna trasferire quell’energia, perché la musica crea emozioni e anche le parole dette bene, anche dure, creano emozioni. Abituate i figli a tirare fuori quello che hanno dentro. Litigherete, vi scontrerete, loro torneranno in camera facendo finta di non avere sentito, ma poi penseranno che gliel’ha detto papà o mamma. La fisica dice che i genitori sono il campo magnetico più importante dei loro figli, non dovete lasciarli soli”.

Ai giovani. Le ultime parole di Schettini sono rivolte ai ragazzi: “Guardate bene quell’esperimento attraverso il quale state camminando. Si chiama vita: vivetela. Fate esperienze: viaggiate, praticate sport, cantate, imparate uno strumento. Le esperienze porteranno a un progetto.

Non abbiate sogni, progettate la vita.

Quando avete individuato il vostro progetto, cominciate a lavorarci, un passo alla volta con grande pazienza e ricordate che noi adulti ci saremo sempre”.

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