Lettura 1Ts 1,1-5.8b-10 | Paolo e Silvano e Timòteo alla Chiesa dei Tessalonicesi che è in Dio Padre e nel Signore Gesù Cristo: a voi, grazia e pace. Rendiamo sempre grazie a Dio per tutti voi, ricordandovi nelle nostre preghiere e tenendo continuamente presenti l'operosità della vostra fede, la fatica della vostra carità e la fermezza della vostra speranza nel Signore nostro Gesù Cristo, davanti a Dio e Padre nostro. Sappiamo bene, fratelli amati da Dio, che siete stati scelti da lui. Il nostro Vangelo, infatti, non si diffuse fra voi soltanto per mezzo della parola, ma anche con la potenza dello Spirito Santo e con profonda convinzione: ben sapete come ci siamo comportati in mezzo a voi per il vostro bene. Infatti per mezzo vostro la parola del Signore risuona non soltanto in Macedonia e in Acaia, ma la vostra fede in Dio si è diffusa dappertutto, tanto che non abbiamo bisogno di parlarne. Sono essi infatti a raccontare come noi siamo venuti in mezzo a voi e come vi siete convertiti dagli idoli a Dio, per servire il Dio vivo e vero e attendere dai cieli il suo Figlio, che egli ha risuscitato dai morti, Gesù, il quale ci libera dall'ira che viene.
Il commento di Monsignor Vincenzo Paglia
1Tessalonicesi 1,1-5.8b-10 | La Prima lettera ai Tessalonicesi, scritta verso il 53 dopo Cristo, è il più antico testo scritto del Nuovo Testamento, quindi una delle prime testimonianze della fede della Chiesa. Fin dall’esordio è una Lettera che testimonia la comunione tra Paolo, Silvano e Timoteo. Tutti e tre assieme si rivolgono alla piccola comunità di Tessalonica, come a una «ekklesia», l’«adunanza» della comunità convocata da Dio in quella città. Ogni comunità cristiana è una santa «adunanza di Dio». Paolo ringrazia il Signore per quella piccola comunità che vive con una fede salda, con un amore operoso e con una speranza costante. Il Signore stesso, attraverso la predicazione dei suoi discepoli, cambia il cuore di chi ascolta, e lo rigenera a una nuova vita. L’apostolo sa che il servizio della predicazione richiede il suo personale coinvolgimento perché solo così rende vicino e riconoscibile il Signore a coloro che lo ascoltano. E per questo i cristiani di Tessalonica hanno potuto imitarlo, avvicinandosi così a Cristo stesso. La vita evangelica si diffonde perché attrae, perché mostra una vita migliore di quella che offre il mondo. L’espansione del Vangelo non è legata a tecniche pastorali o a sofisticati mezzi organizzativi. Il Vangelo si diffonde solo attraverso la forza attraente di una vita davvero evangelica. Paolo gioisce della loro fede e riferisce lo stupore di tutti nell’apprendere la loro risposta di conversione abbandonando gli idoli di questo mondo per servire solo il Signore.
Salmo Responsoriale
Dal Sal 149
R. Il Signore ama il suo popolo.
Cantate al Signore un canto nuovo;
la sua lode nell’assemblea dei fedeli.
Gioisca Israele nel suo creatore,
esultino nel loro re i figli di Sion. R.
Lodino il suo nome con danze,
con tamburelli e cetre gli cantino inni.
Il Signore ama il suo popolo,
incorona i poveri di vittoria. R.
Esultino i fedeli nella gloria,
facciano festa sui loro giacigli.
Le lodi di Dio sulla loro bocca:
questo è un onore per tutti i suoi fedeli. R.
Vangelo Mt 23,13-22 | Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che chiudete il regno dei cieli davanti alla gente; di fatto non entrate voi, e non lasciate entrare nemmeno quelli che vogliono entrare. Guai a voi, scribi e farisei ipocriti, che percorrete il mare e la terra per fare un solo prosèlito e, quando lo è divenuto, lo rendete degno della Geènna due volte più di voi. Guai a voi, guide cieche, che dite: "Se uno giura per il tempio, non conta nulla; se invece uno giura per l'oro del tempio, resta obbligato". Stolti e ciechi! Che cosa è più grande: l'oro o il tempio che rende sacro l'oro? E dite ancora: "Se uno giura per l'altare, non conta nulla; se invece uno giura per l'offerta che vi sta sopra, resta obbligato". Ciechi! Che cosa è più grande: l'offerta o l'altare che rende sacra l'offerta? Ebbene, chi giura per l'altare, giura per l'altare e per quanto vi sta sopra; e chi giura per il tempio, giura per il tempio e per Colui che lo abita. E chi giura per il cielo, giura per il trono di Dio e per Colui che vi è assiso.