Zaccaria profetizza
Zaccaria profetizza
M Mons. Vincenzo Paglia
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Lettura Zc 2,5-9.14-15a | "Alzai gli occhi, ed ecco un uomo con una fune in mano per misurare. Gli domandai: 'Dove vai?'. Ed egli: 'Vado a misurare Gerusalemme per vedere qual è la sua larghezza e qual è la sua lunghezza'. Allora l'angelo che parlava con me uscì e incontrò un altro angelo, che gli disse: 'Corri, va' a parlare a quel giovane e digli: "Gerusalemme sarà priva di mura, per la moltitudine di uomini e di animali che dovrà accogliere. Io stesso - oracolo del Signore - le farò da muro di fuoco all'intorno e sarò una gloria in mezzo ad essa"'. Rallégrati, esulta, figlia di Sion, perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te. Oracolo del Signore. Nazioni numerose aderiranno in quel giorno al Signore e diverranno suo popolo, ed egli dimorerà in mezzo a te e tu saprai che il Signore degli eserciti mi ha inviato a te".


Il commento di Monsignor Vincenzo Paglia

Zaccaria 2,5-9.14-15a | Subito dopo Aggeo viene inviato al popolo di Israele un suo contemporaneo, il profeta Zaccaria, sacerdote legato a Ezechiele. Zaccaria si impegna a sostenere con la Parola di Dio il popolo tornato a Gerusalemme dall’esilio in Babilonia. Dopo aver ricostruito il tempio, tra mille difficoltà, i reduci non riescono a vincere la delusione per la mancanza dei segni della benedizione di Dio sulla loro fatica. La pagina che abbiamo ascoltato riferisce la terza visione del profeta che ci porta nella visione di una nuova Gerusalemme. Il profeta vede una città ove non ci saranno più mura, non solo perché è impossibile circondarla per la sua vastità ma anche perché è destinata ad accogliere tutti: «Gerusalemme sarà priva di mura, per la moltitudine di uomini e di animali che dovrà accogliere» (v. 8). E Dio stesso sarà il suo muro, un muro di fuoco che difenderà la città: «Io stesso – oracolo del Signore – le farò da muro di fuoco all’intorno e sarò una gloria in mezzo ad essa» (v. 9). La caratteristica della Gerusalemme del cielo è quella di essere una città senza confini, senza mura che dividono, appunto com’è l’amore di Dio, ossia senza confini perché nessuno è escluso dal suo abbraccio. Dio stesso, infatti, l’abiterà: «Ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te». E Dio è perciò la sua gioia, la sua consolazione, la sua difesa. La presenza di Dio, larga e senza confini, attrae ad essa tutti i popoli. È una visione della universalità della promessa di Dio che sarà piena con la venuta del Messia, Gesù di Nazareth. Il Vangelo di Gesù è nella sua sostanza l’annuncio della salvezza per tutti i popoli, per tutte le nazioni. E il profeta Zaccaria l’aveva già preannunciato: «Nazioni numerose aderiranno in quel giorno al Signore e diventeranno suo popolo ed egli dimorerà in mezzo a te». Questa visione del profeta è già iniziata e noi ne siamo partecipi. Egli, che ci ha coinvolti, continua a inviarci sino ai confini della terra perché altri continuino a gustare il suo amore e la sua salvezza.


Salmo Responsoriale

Da Ger 31,10-12b.13

R. Il Signore ci custodisce come un pastore il suo gregge.

Ascoltate, genti, la parola del Signore,
annunciatela alle isole più lontane e dite:
«Chi ha disperso Israele lo raduna
e lo custodisce come un pastore il suo gregge». R.
 
Perché il Signore ha riscattato Giacobbe,
lo ha liberato dalle mani di uno più forte di lui.
Verranno e canteranno inni sull’altura di Sion,
andranno insieme verso i beni del Signore. R.
 
La vergine allora gioirà danzando
e insieme i giovani e i vecchi.
«Cambierò il loro lutto in gioia,
li consolerò e li renderò felici, senza afflizioni». R.


Vangelo Lc 9,43b-45 | "Tutti restavano stupiti di fronte alla grandezza di Dio. Mentre tutti erano ammirati di tutte le cose che faceva, disse ai suoi discepoli: 'Mettetevi bene in mente queste parole: il Figlio dell'uomo sta per essere consegnato nelle mani degli uomini'. Essi però non capivano queste parole: restavano per loro così misteriose che non ne coglievano il senso, e avevano timore di interrogarlo su questo argomento."