La lapidazione di Stefano
La lapidazione di Stefano
M Mons. Vincenzo Paglia
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Lettura: At 7,51–8,1a | Testardi e incirconcisi nel cuore e nelle orecchie, voi opponete sempre resistenza allo Spirito Santo. Come i vostri padri, così siete anche voi. Quale dei profeti i vostri padri non hanno perseguitato? Essi uccisero quelli che preannunciavano la venuta del Giusto, del quale voi ora siete diventati traditori e uccisori, voi che avete ricevuto la Legge mediante ordini dati dagli angeli e non l'avete osservata". All'udire queste cose, erano furibondi in cuor loro e digrignavano i denti contro Stefano. Ma egli, pieno di Spirito Santo, fissando il cielo, vide la gloria di Dio e Gesù che stava alla destra di Dio e disse: "Ecco, contemplo i cieli aperti e il Figlio dell'uomo che sta alla destra di Dio". Allora, gridando a gran voce, si turarono gli orecchi e si scagliarono tutti insieme contro di lui, lo trascinarono fuori della città e si misero a lapidarlo. E i testimoni deposero i loro mantelli ai piedi di un giovane, chiamato Saulo. E lapidavano Stefano, che pregava e diceva: "Signore Gesù, accogli il mio spirito". Poi piegò le ginocchia e gridò a gran voce: "Signore, non imputare loro questo peccato". Detto questo, morì. Saulo approvava la sua uccisione. In quel giorno scoppiò una violenta persecuzione contro la Chiesa di Gerusalemme; tutti, ad eccezione degli apostoli, si dispersero nelle regioni della Giudea e della Samaria.


Salmo Responsoriale

R. Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito.
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.

Sii per me, Signore, una roccia di rifugio,
un luogo fortificato che mi salva.
Perché mia rupe e mia fortezza tu sei,
per il tuo nome guidami e conducimi.
R. Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito.

Alle tue mani affido il mio spirito;
tu mi hai riscattato, Signore, Dio fedele.
Io confido nel Signore.
Esulterò e gioirò per la tua grazia.
R. Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito.

Sul tuo servo fa’ splendere il tuo volto,
salvami per la tua misericordia.
Benedetto il Signore,
che per me ha fatto meraviglie di grazia.
R. Alle tue mani, Signore, affido il mio spirito.


Vangelo: Gv 6,30-35 | Allora gli dissero: "Quale segno tu compi perché vediamo e ti crediamo? Quale opera fai? I nostri padri hanno mangiato la manna nel deserto, come sta scritto: Diede loro da mangiare un pane dal cielo". Rispose loro Gesù: "In verità, in verità io vi dico: non è Mosè che vi ha dato il pane dal cielo, ma è il Padre mio che vi dà il pane dal cielo, quello vero. Infatti il pane di Dio è colui che discende dal cielo e dà la vita al mondo". Allora gli dissero: "Signore, dacci sempre questo pane". Gesù rispose loro: "Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà fame e chi crede in me non avrà sete, mai!  


Il commento di Monsignor Vincenzo Paglia

Memoria di sant’Anselmo (†1109), monaco benedettino e vescovo di Canterbury; per amore della Chiesa sopportò l’esilio.

Atti 7,51-8,1. La lapidazione di Stefano

Con la lapidazione di Stefano inizia la storia dei martiri cristiani. Egli imita Gesù sino alla morte. Luca ne riporta le ultime parole, simili a quelle che Gesù pronunciò dalla croce: «Signore Gesù accogli il mio spirito» e ancora, mentre cade in ginocchio, anche per il lancio delle pietre, prega: «Signore, non imputare loro questo peccato». Colpito dalle pietre, Stefano morì. Stefano è il primo (il protomartire) di una lunghissima serie di martiri che nel secolo XX ha raggiunto numericamente il suo punto più alto della storia della Chiesa. Il martire è chi non scende a patti con la mentalità egoistica di questo mondo; per questo ne è cacciato fuori con violenza. Accadde così a Gesù: non poté nascere a Betlemme e dovette andare fuori; andò a Nazareth e fu condotto sul precipizio per essere ucciso; e infine a Gerusalemme venne portato fuori dalle mura e crocifisso. Il martire è un testimone dell’amore del Vangelo sino all’effusione del sangue. Stefano, seguendo l’esempio di Gesù, porta l’amore sino al suo culmine, quello ove ogni inimicizia viene cancellata. Per lui, come per Gesù, non ci sono nemici; prega anzi per i suoi persecutori perché si ravvedano e convertano il loro cuore. È facile e normale, per il mondo, odiare i nemici, o i presunti tali. Eppure ciò di cui il mondo ha bisogno è essere svuotato dell’enorme quantità di violenza e di odio, ed essere riempito di perdono e di amore. È il crocifisso che salva il mondo, non i crocifissori. E noi possiamo aggiungere che i tanti martiri di ogni tempo hanno salvato e continuano a salvare il mondo dalla distruzione. Paolo, che aveva assistito al martirio e lo aveva approvato sino a continuare la persecuzione contro i cristiani, è forse il primo ad essere toccato nel cuore dalla preghiera di Stefano.

Preghiera con Maria, madre del Signore