Arresto e liberazione miracolosa degli apostoli
Arresto e liberazione miracolosa degli apostoli
M Mons. Vincenzo Paglia
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Lettura: At 5,17-26 | Si levò allora il sommo sacerdote con tutti quelli della sua parte, cioè la setta dei sadducei, pieni di gelosia, e, presi gli apostoli, li gettarono nella prigione pubblica. Ma, durante la notte, un angelo del Signore aprì le porte del carcere, li condusse fuori e disse: "Andate e proclamate al popolo, nel tempio, tutte queste parole di vita". Udito questo, entrarono nel tempio sul far del giorno e si misero a insegnare. Quando arrivò il sommo sacerdote con quelli della sua parte, convocarono il sinedrio, cioè tutto il senato dei figli d'Israele; mandarono quindi a prelevare gli apostoli nella prigione. Ma gli inservienti, giunti sul posto, non li trovarono nel carcere e tornarono a riferire: "Abbiamo trovato la prigione scrupolosamente sbarrata e le guardie che stavano davanti alle porte, ma, quando abbiamo aperto, non vi abbiamo trovato nessuno". Udite queste parole, il comandante delle guardie del tempio e i capi dei sacerdoti si domandavano perplessi a loro riguardo che cosa fosse successo. In quel momento arrivò un tale a riferire loro: "Ecco, gli uomini che avete messo in carcere si trovano nel tempio a insegnare al popolo". Allora il comandante uscì con gli inservienti e li condusse via, ma senza violenza, per timore di essere lapidati dal popolo.


Salmo Responsoriale

R. Il povero grida e il Signore lo ascolta.
Oppure:
R. Alleluia, alleluia, alleluia.

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.
R. Il povero grida e il Signore lo ascolta.

Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Ho cercato il Signore: mi ha risposto
e da ogni mia paura mi ha liberato.
R. Il povero grida e il Signore lo ascolta.

Guardate a lui e sarete raggianti,
i vostri volti non dovranno arrossire.
Questo povero grida e il Signore lo ascolta,
lo salva da tutte le sue angosce.
R. Il povero grida e il Signore lo ascolta.

L'angelo del Signore si accampa
attorno a quelli che lo temono, e li libera.
Gustate e vedete com'è buono il Signore;
beato l'uomo che in lui si rifugia.
R. Il povero grida e il Signore lo ascolta.


Vangelo: Gv 3,16-21 | Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna. Dio, infatti, non ha mandato il Figlio nel mondo per condannare il mondo, ma perché il mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è condannato; ma chi non crede è già stato condannato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito Figlio di Dio. E il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno amato più le tenebre che la luce, perché le loro opere erano malvagie. Chiunque infatti fa il male, odia la luce, e non viene alla luce perché le sue opere non vengano riprovate. Invece chi fa la verità viene verso la luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio".   


Il commento di Monsignor Vincenzo Paglia

Atti 5,17-26. Arresto e liberazione miracolosa degli apostoli

Il sommo sacerdote e i sadducei, invidiosi del successo degli apostoli, ne ordinano l'arresto. Il testo dice che essi sono «pieni di livore». Conosciamo bene i danni che produce l'invidia che, tra i sentimenti cattivi, è il più diabolico. Nel libro della Sapienza si dice che la morte è entrata nel mondo per invidia del diavolo. E per invidia gli apostoli furono messi in carcere. La predicazione della Parola di Dio compiva davvero miracoli, e la comunità cristiana cresceva nel numero e nell'autorevolezza. La sua azione contrastava l'opera del male che opera invece per distruggere la convivenza umana. Ed ecco perché sulla comunità cristiana – come accadde per Gesù – si abbatteva la violenza del male. Ma il Signore non abbandona i suoi discepoli e nella notte un angelo, miracolosamente, li libera dal carcere e ordina loro di andare nuovamente nel tempio a predicare al popolo. Si potrebbe dire che ormai è impossibile incatenare la Parola di Dio; gli Erode di turno che, di volta in volta, tenteranno di far tacere il Vangelo, saranno sconfitti dalla forza di Gesù che ha sconfitto il male una volta per tutte. L'opposizione al Vangelo e a chi lo ascolta e lo segue è una costante nella vita della comunità cristiana. In questi ultimi tempi non mancano coloro che continuano l'opera violenta del principe di questo mondo per far tacere il Vangelo. Nel corso del secolo scorso milioni di credenti sono stati colpiti dalla furia dei regimi totalitari decisi ad azzittire il Vangelo imprigionando e uccidendone i testimoni. Ma la parola evangelica spezza, prima o poi, ogni catena. Certo non elimina i persecutori, semmai dalla bocca dei prigionieri sale una preghiera per loro, perché si convertano all'amore. È il mistero del male che continua la sua azione, ma che non potrà prevalere sui discepoli di Gesù. L'apostolo Paolo scriveva ai cristiani di Roma: «Chi ci separerà dall'amore di Cristo? Forse la tribolazione, l'angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada?... In tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati. Io sono infatti persuaso che né morte, né vita, né angeli, né principati, né presente, né avvenire, né potenze, né altezza, né profondità, né alcun altra creatura potrà mai separarci dall'amore di Dio che è in Cristo Gesù, nostro Signore» (Rm 8,35.37-39). I capi dei sacerdoti, accecati dal livore, fanno incarcerare di nuovo gli apostoli, ma ancora una volta Pietro e Giovanni ripetono loro che devono obbedire a Dio prima che agli uomini. Certo c’è un mistero nella persecuzione dei cristiani. Perché ci si accanisce contro di loro? Che male fanno? In verità i cristiani, miti e umili, senza particolari rivendicazioni da fare, rappresentano la contestazione radicale alla violenza del male. La mitezza evangelica, prima o poi, spezza ogni catena di violenza. Per questo il male, non sopportando questa mitezza, vuole in ogni modo sradicarla dalla faccia della terra. La mitezza cristiana non è tesa a eliminare i persecutori: semmai, dalla bocca dei credenti, anche quando sono in catene, si alza una preghiera per i nemici e i persecutori.

Preghiera con i santi