L’elogio dell’abbassamento di Gesù
L’elogio dell’abbassamento di Gesù
M Mons. Vincenzo Paglia
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Lettura: Fil 2,5-11 | Abbiate in voi gli stessi sentimenti di Cristo Gesù: egli, pur essendo nella condizione di Dio, non ritenne un privilegio l'essere come Dio, ma svuotò se stesso assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall'aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce. Per questo Dio lo esaltò e gli donò il nome che è al di sopra di ogni nome, perché nel nome di Gesù ogni ginocchio si pieghi nei cieli, sulla terra e sotto terra, e ogni lingua proclami: "Gesù Cristo è Signore!", a gloria di Dio Padre.  


Salmo Responsoriale

R. Da te, Signore, la mia lode nella grande assemblea.

Scioglierò i miei voti davanti ai suoi fedeli.
I poveri mangeranno e saranno saziati,
loderanno il Signore quanti lo cercano;
il vostro cuore viva per sempre!
R. Da te, Signore, la mia lode nella grande assemblea.

Ricorderanno e torneranno al Signore
tutti i confini della terra;
davanti a te si prostreranno
tutte le famiglie dei popoli.
R. Da te, Signore, la mia lode nella grande assemblea.

Perché del Signore è il regno:
è lui che domina sui popoli!
A lui solo si prostreranno
quanti dormono sotto terra.
R. Da te, Signore, la mia lode nella grande assemblea.

Lo servirà la mia discendenza.
Si parlerà del Signore alla generazione che viene;
annunceranno la sua giustizia;
al popolo che nascerà diranno:
«Ecco l’opera del Signore!».
R. Da te, Signore, la mia lode nella grande assemblea.


Vangelo: Lc 14,15-24 | Uno dei commensali, avendo udito questo, gli disse: "Beato chi prenderà cibo nel regno di Dio!". Gli rispose: "Un uomo diede una grande cena e fece molti inviti. All'ora della cena, mandò il suo servo a dire agli invitati: "Venite, è pronto". Ma tutti, uno dopo l'altro, cominciarono a scusarsi. Il primo gli disse: "Ho comprato un campo e devo andare a vederlo; ti prego di scusarmi". Un altro disse: "Ho comprato cinque paia di buoi e vado a provarli; ti prego di scusarmi". Un altro disse: "Mi sono appena sposato e perciò non posso venire". Al suo ritorno il servo riferì tutto questo al suo padrone. Allora il padrone di casa, adirato, disse al servo: "Esci subito per le piazze e per le vie della città e conduci qui i poveri, gli storpi, i ciechi e gli zoppi". Il servo disse: "Signore, è stato fatto come hai ordinato, ma c'è ancora posto". Il padrone allora disse al servo: "Esci per le strade e lungo le siepi e costringili ad entrare, perché la mia casa si riempia. Perché io vi dico: nessuno di quelli che erano stati invitati gusterà la mia cena"". 


Il commento di Monsignor Vincenzo Paglia

Filippesi 2,5-11. L’elogio dell’abbassamento di Gesù

L’apostolo chiede ai filippesi che conservino l’unità dell’amore e la tensione alla santità della vita e della testimonianza. E scrive loro che si ottengono solo nella misura in cui tutti volgiamo il nostro sguardo verso Gesù e accogliamo in noi «gli stessi suoi sentimenti». E, in pochi versetti, ci lascia il celebre «elogio» – possiamo chiamarlo così – di Cristo che si svuota della sua divinità pur di salvarci. Tutti i Vangeli descrivono l’esistenza di Gesù tutta tesa a farsi prossimo all’uomo, a venire incontro a tutti, anche a costo della morte sulla croce. Ma il Padre l’ha glorificato facendolo risorgere dai morti. È il mistero della Pasqua che si realizza però attraverso la «kenosi», appunto, il suo abbassamento sino alla morte. Paolo riassume questo mistero con un elogio paradossale, inconcepibile agli uomini: «Egli, pur essendo nella condizione di Dio..., svuotò se stesso, assumendo una condizione di servo... facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce». L’abbassarsi di Gesù sino a divenire servo non è semplicemente una scelta ascetica, è la logica dell’amore di Dio, un amore che non si pone nessun limite e per questo vittorioso sulla morte e sul male. È un amore forte, che libera, che trasforma, che salva. È questo amore che si abbassa che viene esaltato dal Padre. Gesù, il servo di tutti, è divenuto il Signore: «Nel suo nome, ogni ginocchio si piega nei cieli, sulla terra e sotto terra e ogni lingua proclama: “Gesù Cristo è Signore!”». Gesù è il Salvatore del mondo perché ha amato tutti scendendo sin nel più basso. Ora è il Signore che guida la storia umana verso la salvezza. I discepoli di Gesù sono chiamati ad avere questi suoi stessi sentimenti.

Preghiera con Maria, madre del Signore