Solo la carità edifica
Solo la carità edifica
M Mons. Vincenzo Paglia
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Lettura: 1Cor 8,1b-7.11-13 | Riguardo alle carni sacrificate agli idoli, so che tutti ne abbiamo conoscenza. Ma la conoscenza riempie di orgoglio, mentre l'amore edifica. Se qualcuno crede di conoscere qualcosa, non ha ancora imparato come bisogna conoscere. Chi invece ama Dio, è da lui conosciuto. Riguardo dunque al mangiare le carni sacrificate agli idoli, noi sappiamo che non esiste al mondo alcun idolo e che non c'è alcun dio, se non uno solo. In realtà, anche se vi sono cosiddetti dèi sia nel cielo che sulla terra – e difatti ci sono molti dèi e molti signori –, per noi c'è un solo Dio, il Padre, dal quale tutto proviene e noi siamo per lui; e un solo Signore, Gesù Cristo, in virtù del quale esistono tutte le cose e noi esistiamo grazie a lui. Ma non tutti hanno la conoscenza; alcuni, fino ad ora abituati agli idoli, mangiano le carni come se fossero sacrificate agli idoli, e così la loro coscienza, debole com'è, resta contaminata. Ed ecco, per la tua conoscenza, va in rovina il debole, un fratello per il quale Cristo è morto! Peccando così contro i fratelli e ferendo la loro coscienza debole, voi peccate contro Cristo. Per questo, se un cibo scandalizza il mio fratello, non mangerò mai più carne, per non dare scandalo al mio fratello. 


Salmo Responsoriale

R. Guidami, Signore, per una via di eternità.

Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
intendi da lontano i miei pensieri,
osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie.
R. Guidami, Signore, per una via di eternità.

Sei tu che hai formato i miei reni
e mi hai tessuto nel grembo di mia madre.
Io ti rendo grazie:
hai fatto di me una meraviglia stupenda;
meravigliose sono le tue opere.
R. Guidami, Signore, per una via di eternità.

Scrutami, o Dio, e conosci il mio cuore,
provami e conosci i miei pensieri;
vedi se percorro una via di dolore
e guidami per una via di eternità.
R. Guidami, Signore, per una via di eternità.


Vangelo: Lc 6,27-38 | Ma a voi che ascoltate, io dico: amate i vostri nemici, fate del bene a quelli che vi odiano, benedite coloro che vi maledicono, pregate per coloro che vi trattano male. A chi ti percuote sulla guancia, offri anche l'altra; a chi ti strappa il mantello, non rifiutare neanche la tunica. Da’ a chiunque ti chiede, e a chi prende le cose tue, non chiederle indietro. E come volete che gli uomini facciano a voi, così anche voi fate a loro. Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. Non giudicate e non sarete giudicati; non condannate e non sarete condannati; perdonate e sarete perdonati. Date e vi sarà dato: una misura buona, pigiata, colma e traboccante vi sarà versata nel grembo, perché con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi in camb  


Il commento di Monsignor Vincenzo Paglia

1 Corinzi 8,1-7.11-13. Solo la carità edifica

Mangiare le carni sacrificate agli idoli, al tempo di Paolo, era divenuto un problema grave a tal punto da provocare grosse divisioni nella comunità. Non si deve dimenticare che molti cristiani vivevano in case di parenti ancora pagani o appartenevano a gruppi che usavano festeggiare anniversari con sacrifici agli dei e poi mangiavano la carne offerta. Di fronte alle divisioni che si erano create per questo motivo, l’apostolo afferma con chiarezza che il vero peccato è appunto la divisione dei fratelli. Il vero peccato è provocare turbamento anche pensando di essere nel giusto. Non è la scienza che salva, non è il sapere le cose e affermarle usandole come un randello con cui colpire l’altro. Ciò che salva è l’amore. Paolo afferma con queste parole il primato assoluto dell’amore. La legge è sempre un pedagogo, ossia un mezzo per sopperire alla mancanza di amore. Ma quel che conta è edificare la comunità dei credenti, la quale è segno dell’unità dell’intera famiglia umana. “Badate – dice Paolo – che questa vostra libertà di agire non diventi occasione di caduta per i deboli”. È a dire che la libertà del cristiano è solo per amare, per edificare, non per fare quel che uno crede giusto: “La scienza gonfia, mentre la carità edifica” (v.1). L’edificazione della comunità cristiana è la ragione per la quale Cristo ha pagato un caro prezzo. Non sono le nostre convinzioni o le nostre tradizioni, magari anche corrette, che edificano la comunità, ma solo lo Spirito di amore che il Signore dona ai suoi discepoli. In queste parole dell’apostolo è depositata quella grande sapienza pastorale che ritroviamo nel corso dei secoli della tradizione cristiana in tanti pastori. È la sapienza di accompagnare la crescita della fede nei fedeli senza strappi né pigrizie, ma nutrendo con spirito materno ora con il latte ora con un cibo più solido, facendo crescere nel cuore dei fedeli la statura e i sentimenti di Cristo.

Preghiera per la Chiesa