Tutti collaboratori di Dio
Tutti collaboratori di Dio
M Mons. Vincenzo Paglia
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Lettura: 1Cor 3,1-9 | Io, fratelli, sinora non ho potuto parlare a voi come a esseri spirituali, ma carnali, come a neonati in Cristo. Vi ho dato da bere latte, non cibo solido, perché non ne eravate ancora capaci. E neanche ora lo siete, perché siete ancora carnali. Dal momento che vi sono tra voi invidia e discordia, non siete forse carnali e non vi comportate in maniera umana? Quando uno dice: "Io sono di Paolo", e un altro: "Io sono di Apollo", non vi dimostrate semplicemente uomini? Ma che cosa è mai Apollo? Che cosa è Paolo? Servitori, attraverso i quali siete venuti alla fede, e ciascuno come il Signore gli ha concesso. Io ho piantato, Apollo ha irrigato, ma era Dio che faceva crescere. Sicché, né chi pianta né chi irriga vale qualcosa, ma solo Dio, che fa crescere. Chi pianta e chi irriga sono una medesima cosa: ciascuno riceverà la propria ricompensa secondo il proprio lavoro. Siamo infatti collaboratori di Dio, e voi siete campo di Dio, edificio di Dio.


Salmo Responsoriale

R. Beato il popolo scelto dal Signore.

Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.
Il Signore guarda dal cielo:
egli vede tutti gli uomini.
R. Beato il popolo scelto dal Signore.

Dal trono dove siede
scruta tutti gli abitanti della terra,
lui, che di ognuno ha plasmato il cuore
e ne comprende tutte le opere.
R. Beato il popolo scelto dal Signore.

L’anima nostra attende il Signore:
egli è nostro aiuto e nostro scudo.
È in lui che gioisce il nostro cuore,
nel suo santo nome noi confidiamo.
R. Beato il popolo scelto dal Signore.


Vangelo: Lc 4,38-44 | Uscito dalla sinagoga, entrò nella casa di Simone. La suocera di Simone era in preda a una grande febbre e lo pregarono per lei. Si chinò su di lei, comandò alla febbre e la febbre la lasciò. E subito si alzò in piedi e li serviva. Al calar del sole, tutti quelli che avevano infermi affetti da varie malattie li condussero a lui. Ed egli, imponendo su ciascuno le mani, li guariva. Da molti uscivano anche demòni, gridando: "Tu sei il Figlio di Dio!". Ma egli li minacciava e non li lasciava parlare, perché sapevano che era lui il Cristo. Sul far del giorno uscì e si recò in un luogo deserto. Ma le folle lo cercavano, lo raggiunsero e tentarono di trattenerlo perché non se ne andasse via. Egli però disse loro: "È necessario che io annunci la buona notizia del regno di Dio anche alle altre città; per questo sono stato mandato". E andava predicando nelle sinagoghe della Giudea.


Il commento di Monsignor Vincenzo Paglia

1 Corinzi 3,1-9. Tutti collaboratori di Dio

Paolo ricorda ai cristiani di Corinto che essi sono ancora agli inizi del loro cammino spirituale. L’apostolo usa l’efficace immagine della mamma che al figlio ancora piccolo da il latte come nutrimento e non ancora un cibo troppo solido, mostrando una grande sapienza pastorale. Non si tratta infatti solo di verità da imparare a memoria ma di una maturazione interiore, di una crescita nella conoscenza e nell’amore che richiede una notevole sapienza e pazienza pastorale. L’ostacolo che ha di fronte il Signore, il responsabile pastorale e ciascuno di noi che deve “crescere”, è la nostra “carne” (ossia le gelosie, le contese, l’orgoglio) che guidano i nostri pensieri e i nostri comportamenti: di qui l’incrinarsi della comunione e l’apparizione di rotture che minano l’unità della comunità e quindi la sua stessa vita. Paolo torna ad ammonire i cristiani a non attentare all’unità della comunità, che è il corpo di Cristo. Per questo i discepoli non debbono lasciarsi guidare dai propri istinti (l’orgoglio, l’egocentrismo, l’autosufficienza, l’avarizia, la testardaggine e così oltre) i quali separano gli uni dagli altri e soprattutto allontanano dallo Spirito del Signore che, unico, può far crescere la comunità secondo il Vangelo. Paolo ricorda che uno solo è il vero maestro e il vero pastore della comunità, Gesù. E uno solo è il padre di tutti, il Signore. I credenti, al di là del servizio a cui ciascuno è chiamato dal Signore, sono tutti servi; nessuno è padrone della comunità, nessuno la possiede, nessuno deve imporre agli altri il proprio ritmo, le proprie abitudini, le proprie tradizioni. Tutti siamo chiamati ad essere “collaboratori di Dio” per l’edificazione del suo “edificio spirituale”. E ognuno deve cooperare a tale costruzione con i carismi che ha ricevuto dal Signore. Paolo ricorda che è necessario essere attenti a come si costruisce la famiglia di Dio sapendo bene che l’unico vero e saldo fondamento della Chiesa è il Vangelo.

Preghiera con i santi