Destinati a essere lode e gloria di Dio
Destinati a essere lode e gloria di Dio
M Mons. Vincenzo Paglia
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Lettura: Ef 1,11-14 | In lui siamo stati fatti anche eredi, predestinati secondo il progetto di colui che tutto opera secondo la sua volontà, a essere lode della sua gloria, noi che già prima abbiamo sperato nel Cristo. In lui anche voi, dopo avere ascoltato la parola della verità, il Vangelo della vostra salvezza, e avere in esso creduto, avete ricevuto il sigillo dello Spirito Santo che era stato promesso, il quale è caparra della nostra eredità, in attesa della completa redenzione di coloro che Dio si è acquistato, a lode della sua gloria.


Salmo Responsoriale

R. Beato il popolo scelto dal Signore.

Esultate, o giusti, nel Signore;
per gli uomini retti è bella la lode.
Lodate il Signore con la cetra,
con l’arpa a dieci corde a lui cantate.
R. Beato il popolo scelto dal Signore.

Retta è la parola del Signore
e fedele ogni sua opera.
Egli ama la giustizia e il diritto;
dell’amore del Signore è piena la terra.
R. Beato il popolo scelto dal Signore.

Beata la nazione che ha il Signore come Dio,
il popolo che egli ha scelto come sua eredità.
Il Signore guarda dal cielo:
egli vede tutti gli uomini.
R. Beato il popolo scelto dal Signore.


Vangelo: Lc 12,1-7 | Intanto si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: "Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l'ipocrisia. Non c'è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all'orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze. Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri!"  


Il commento di Monsignor Vincenzo Paglia

Memoria della deportazione degli ebrei di Roma durante la seconda guerra mondiale.

Efesini 1,11-14. Destinati a essere lode e gloria di Dio

L’apostolo in questo passaggio della Lettera si rivolge – sebbene in poche righe – prima ai cristiani provenienti dall’ebraismo, a quelli cioè che hanno «già prima sperato in Cristo», dicendo loro che sono stati coinvolti nel grande disegno della salvezza per mezzo di Gesù, e immediatamente dopo anche agli altri cristiani – usa il termine «voi» –, a quelli che hanno aderito alla fede «dopo aver ascoltato la parola della verità, il Vangelo della vostra salvezza». La differenza della provenienza non li distingue all’interno della comunità: la salvezza si è riversata su tutti. E ogni muro di divisione è abbattuto. In Dio «non vi è preferenza di persone» (Ef 6,9), scriverà più avanti nella Lettera. In questo primo capitolo l’apostolo vuole mostrare a tutti il disegno cosmico della salvezza che riguarda sia la creazione, potremmo dire la terra come “casa comune”, e la comunità dei redenti riconciliata che deve abitare questa casa, l’inizio della famiglia dei popoli che la Chiesa vive già come profezia. Il Concilio Vaticano II vede la Chiesa come sacramento di unità di tutti i popoli: «Segno e strumento dell’unità del genere umano». E Cristo è l’autore della riconciliazione universale. Tale visione parla in maniera particolarmente forte in questo tempo, mentre assistiamo a un irresponsabile deturpamento del creato come anche a un altrettanto irresponsabile frammentazione della famiglia umana nell’illusoria speranza che ci si possa salvare in maniera individuale. La tragedia della pandemia che si è abbattuta sull’intera umanità ci ha mostrato che nessuno si salva da solo. La fede in Cristo ci rende tutti «eredi» dell’unica salvezza, ossia dell’unico disegno di Dio che è la salvezza della famiglia umana e l’avvento di cieli nuovi e terra nuova. È il richiamo provvidenziale della enciclica Fratelli tutti di papa Francesco. Di questa nostra comune destinazione abbiamo sin da ora la «caparra» attraverso lo Spirito Santo. La forza dell’amore di Dio spinge verso la comunione tra tutti. Fin dalla creazione siamo stati fatti a immagine e somiglianza di Dio.

Preghiera della santa croce