Scelti prima della creazione del mondo per essere santi
Scelti prima della creazione del mondo per essere santi
M Mons. Vincenzo Paglia
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Lettura: Ef 1,1-10 | Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, ai santi che sono a Èfeso, credenti in Cristo Gesù: grazia a voi e pace da Dio, Padre nostro, e dal Signore Gesù Cristo.
Benedetto Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo. In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo per essere santi e immacolati di fronte a lui nella carità, predestinandoci a essere per lui figli adottivi mediante Gesù Cristo, secondo il disegno d’amore della sua volontà, a lode dello splendore della sua grazia, di cui ci ha gratificati nel Figlio amato.
In lui, mediante il suo sangue, abbiamo la redenzione, il perdono delle colpe, secondo la ricchezza della sua grazia. Egli l’ha riversata in abbondanza su di noi con ogni sapienza e intelligenza, facendoci conoscere il mistero della sua volontà, secondo la benevolenza che in lui si era proposto per il governo della pienezza dei tempi: ricondurre al Cristo, unico capo, tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra. 


Salmo Responsoriale

R. Il Signore ha rivelato la sua giustizia.

Cantate al Signore un canto nuovo,
perché ha compiuto meraviglie.
Gli ha dato vittoria la sua destra
e il suo braccio santo.
R. Il Signore ha rivelato la sua giustizia.

Il Signore ha fatto conoscere la sua salvezza,
agli occhi delle genti ha rivelato la sua giustizia.
Egli si è ricordato del suo amore,
della sua fedeltà alla casa d'Israele.
R. Il Signore ha rivelato la sua giustizia.

Tutti i confini della terra hanno veduto
la vittoria del nostro Dio.
Acclami il Signore tutta la terra,
gridate, esultate, cantate inni!
R. Il Signore ha rivelato la sua giustizia.

Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore.
R. Il Signore ha rivelato la sua giustizia.


Vangelo: Lc 11,47-54 | Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite. Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccaria, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.
Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito.
Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca. 


Il commento di Monsignor Vincenzo Paglia

Efesini 1,1-10. Scelti prima della creazione del mondo per essere santi

Con questa pagina odierna inizia la Lettera agli Efesini. Paolo inizia la Lettera con un dialogo in forma di preghiera che pone lui e gli efesini davanti a Dio. È un unico, lunghissimo periodo nei versetti 3 sino a 12, che ruota attorno alla parola “benedizione”: Dio è colui che benedice ed è a sua volta benedetto. L’apostolo vuole comunicare lo stupore di essere tutti partecipi del mistero di amore di Dio. L’apostolo chiama i cristiani di Efeso «santi… credenti in Cristo Gesù». Aveva chiamato così anche i cristiani di Colossi (Col 1,2). Con il termine «santo» l’apostolo non vuole indicare una dimensione morale di quei cristiani. Il termine indica la realtà oggettiva di quei cristiani di essere oggettivamente «separati» dal mondo da quando sono partecipi della comunità del Signore. La santità è, allora, la comunione fraterna nella quale vivono i cristiani. È anzitutto un dono di Dio. È la sua benedizione che ci avvolge nella comunione con lui e con gli altri. Per questo Dio va subito benedetto, appunto perché «ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli in Cristo». Non dobbiamo cessare di benedire il Signore perché ci ha iscritti nel disegno di salvezza che ha concepito per l’intero universo. L’apostolo indica le tre persone della Trinità che operano insieme per la salvezza di tutti. In genere, siamo noi a chiedere a Dio la sua benedizione; qui è l’apostolo che ci invita a benedire il Padre per l’amore con cui ci ha amato e continua ad amarci. Tale amore è davvero la benedizione per tutti noi. L’apostolo ci ricorda che siamo stati scelti da Dio sin dall’eternità: scelti «in Cristo», come membri della Chiesa. Dio non ha mai pensato Cristo senza la Chiesa, non ha mai pensato ciascuno di noi in maniera individuale ma nell’orizzonte della salvezza universale. È il mistero della salvezza dell’intera umanità e della stessa creazione che l’apostolo invita a contemplare e per cui benedire il Signore.

Preghiera per la Chiesa