La Legge non ha annullato la promessa
La Legge non ha annullato la promessa
M Mons. Vincenzo Paglia
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Lettura: Gal 3,22-29 | La Scrittura invece ha rinchiuso ogni cosa sotto il peccato, perché la promessa venisse data ai credenti mediante la fede in Gesù Cristo. Ma prima che venisse la fede, noi eravamo custoditi e rinchiusi sotto la Legge, in attesa della fede che doveva essere rivelata. Così la Legge è stata per noi un pedagogo, fino a Cristo, perché fossimo giustificati per la fede. Sopraggiunta la fede, non siamo più sotto un pedagogo. Tutti voi infatti siete figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù, poiché quanti siete stati battezzati in Cristo vi siete rivestiti di Cristo. Non c'è Giudeo né Greco; non c'è schiavo né libero; non c'è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù. Se appartenete a Cristo, allora siete discendenza di Abramo, eredi secondo la promessa. 


Salmo Responsoriale

R. Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza.

Cantate al Signore, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie.
Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
R. Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza.

Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto.
Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca.
R. Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza.

Voi, stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto.
È lui il Signore, nostro Dio:
su tutta la terra i suoi giudizi.
R. Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza.


Vangelo: Lc 11,27-28 | Mentre diceva questo, una donna dalla folla alzò la voce e gli disse: "Beato il grembo che ti ha portato e il seno che ti ha allattato!". Ma egli disse: "Beati piuttosto coloro che ascoltano la parola di Dio e la osservano!".  


Il commento di Monsignor Vincenzo Paglia

Galati 3,22-29. La Legge non ha annullato la promessa

Paolo ricorda ai galati che l'eredità promessa da Dio ad Abramo - "stabilirò la mia alleanza con te e con la tua discendenza dopo di te" (Gen 17,7) - ora appartiene a Gesù. È un'alleanza passata anche attraverso la Legge consegnata al popolo di Israele sul monte Sinai. Ma tutta la vicenda precristiana, con Abramo prima e con Israele dopo, è stata una lunga preparazione per giungere sino all'alleanza definitiva con Gesù Cristo, il quale ci salva dal peccato e dalla morte. Egli è l'unico e universale erede delle promesse abramitiche. La salvezza perciò non può venire dalla Legge ma dalla adesione a Gesù Cristo. Certo, la Legge non è stata inutile. Essa ha avuto un valore preparatorio. Come dice l'apostolo "la Legge è stata per noi un pedagogo", ma fino a che "fossimo giustificati per la fede". I discepoli di Gesù non stanno più sotto il "pedagogo", ossia sotto sorveglianza. Una volta "sopraggiunta la fede, non siamo più sotto un pedagogo": viviamo nella libertà di essere "figli di Dio mediante la fede in Cristo Gesù". L'apostolo sottolinea una diretta relazione con Dio attraverso la fede in Cristo. I credenti - spiega l'apostolo - attraverso il battesimo sono "rivestiti di Cristo", e quindi divenuti nuove creature. In questo orizzonte l'apostolo mostra ai galati la straordinaria novità del Vangelo: "Non c'è Giudeo né Greco; non c'è schiavo né libero; non c'è maschio e femmina". Queste poche parole mostrano la forza del Vangelo nella vita: fanno crollare ogni separazione, ogni muro di divisione. E spingono verso una nuova unità. E l'apostolo la dice a chiare lettere: "Perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù". L'appartenenza a Cristo deve farci riscoprire la forza di cambiamento della fede di Abramo: lasciò tutto per essere partecipe del sogno di Dio di rendere fraterna l'intera umanità.

Preghiera della vigilia