Salvati dall’ascolto delle parole della fede
Salvati dall’ascolto delle parole della fede
M Mons. Vincenzo Paglia
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Lettura: Gal 3,1-5 | O stolti Gàlati, chi vi ha incantati? Proprio voi, agli occhi dei quali fu rappresentato al vivo Gesù Cristo crocifisso! Questo solo vorrei sapere da voi: è per le opere della Legge che avete ricevuto lo Spirito o per aver ascoltato la parola della fede? Siete così privi d’intelligenza che, dopo aver cominciato nel segno dello Spirito, ora volete finire nel segno della carne? Avete tanto sofferto invano? Se almeno fosse invano! Colui dunque che vi concede lo Spirito e opera portenti in mezzo a voi, lo fa grazie alle opere della Legge o perché avete ascoltato la parola della fede?


Salmo Responsoriale

R. Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato il suo popolo.

Ha suscitato per noi un Salvatore potente
nella casa di Davide, suo servo,
come aveva detto
per bocca dei suoi santi profeti d’un tempo.
R. Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato il suo popolo.

Salvezza dai nostri nemici,
e dalle mani di quanti ci odiano.
Così egli ha concesso misericordia ai nostri padri
e si è ricordato della sua santa alleanza.
R. Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato il suo popolo.

Del giuramento fatto ad Abramo, nostro padre,
di concederci, liberati dalle mani dei nemici,
di servirlo senza timore, in santità e giustizia
al suo cospetto, per tutti i nostri giorni.
R. Benedetto il Signore, Dio d’Israele, perché ha visitato il suo popolo.


Vangelo: Lc 11,5-13 | Poi disse loro: "Se uno di voi ha un amico e a mezzanotte va da lui a dirgli: 'Amico, prestami tre pani, perché è giunto da me un amico da un viaggio e non ho nulla da offrirgli', e se quello dall'interno gli risponde: 'Non m'importunare, la porta è già chiusa, io e i miei bambini siamo a letto, non posso alzarmi per darti i pani', vi dico che, anche se non si alzerà a darglieli perché è suo amico, almeno per la sua invadenza si alzerà a dargliene quanti gliene occorrono. Ebbene, io vi dico: chiedete e vi sarà dato, cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve e chi cerca trova e a chi bussa sarà aperto. Quale padre tra voi, se il figlio gli chiede un pesce, gli darà una serpe al posto del pesce? O se gli chiede un uovo, gli darà uno scorpione? Se voi dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro del cielo darà lo Spirito Santo a quelli che glielo chiedono!".  


Il commento di Monsignor Vincenzo Paglia

Galati 3,1-5. Salvati dall’ascolto delle parole della fede

Nei precedenti due capitoli della lettera, Paolo ha difeso la sua autorità apostolica messa in pericolo dalle insinuazioni di falsi maestri. Dopo aver dimostrato che sia l’apostolato che il Vangelo gli sono stati donati direttamente da Cristo, passa a difendere il contenuto del suo messaggio. E lo fa mostrando i frutti che gli stessi Galati hanno sperimentato nella loro vita attraverso l’azione dello Spirito Santo. Quel che è avvenuto in loro non è per le opere della legge, ma per la predicazione del Vangelo. È la fede che ha permesso loro di “avere sofferto così tanto” (3,4). Il Vangelo infatti è una parola efficace: libera dal peccato e dona una vita nuova. Nelle stesse Scritture è attestata questa incredibile forza del Vangelo. L’apostolo parte dalla storia di Abramo che è stato giustificato non dalle opere, ma della fede. E apostrofa con durezza i destinatari dell’epistola: “O stolti Galati!”. Egli davvero ha premura per i Galati. Vuole difenderli dall’insensatezza e dice loro che la verità del Vangelo è una sola: il Cristo crocifisso. Chi guarda il crocifisso è preservato dall’insensatezza perché comprende la distanza che lo separa da un amore così straordinario come quello di Gesù, un amore a tal punto sconfinato da spingerlo a morire per noi. Di fronte al mistero di questa morte come possiamo pensare che siano le nostre opere a salvarci? E come se comparassimo le nostre azioni, sempre meschine, con l’amore di Gesù per noi. Chi di noi ha amato sino alla morte? Paolo avverte che se si dimentica la predicazione di “Gesù Cristo crocifisso” torna a prevalere l’orgoglio e con esso la cecità: vediamo più le nostre opere che l’amore sovrabbondante di Dio. È la predicazione del Vangelo che ha reso possibili le opere che i cristiani compiono. Lo Spirito Santo riversato nei nostri cuori opera in noi e ci fa compiere “opere grandi”. Gesù stesso disse ai discepoli: “Chi crede in me, anch’egli compirà le opere che io compio e ne compirà di più grandi di queste” (Gv 14,12). Non dobbiamo stupirci dell’ambizione di Gesù su di noi. Quel che ci è chiesto è di lasciarci guidare dallo Spirito che farà, anche attraverso la nostra pochezza, cose grandi. Sant’Ignazio di Antiochia, mentre veniva condotto a Roma per ricevere il martirio, diceva: “Il cristianesimo non è questione di persuasione, ma di grandezza”, appunto quella delle “opere grandi” dell’amore.

Preghiera per la Chiesa